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TURNI INDIVIDUALI? Il progetto IVU e l’accordo del 15 Maggio Il progetto IVU, o più banalmente dei turni individuali, con tutte le sue implicazioni negative, si inserisce nel progetto complessivo con cui l’azienda intende demolire la normativa di lavoro del personale di macchina e di bordo, sottraendo al sindacato e ai lavoratori qualunque forma di controllo sui processi produttivi e sulla equa distribuzione del lavoro e realizzando una ulteriore frammentazione della categoria. Questo percorso, iniziato con l’accordo del 15 maggio e rigettato dalla stragrande maggioranza del personale, vede nel progetto IVU lo strumento che, da una parte, porterà a saturazione - non tanto l’attuale normativa di lavoro già prossima ai limiti massimi ma quella che l’azienda vorrebbe definire nei prossimi accordi - e, dall’altra, metterà il personale in stato di completa subalternità psicologica e materiale attraverso un ricatto, facilmente intuibile, giocato sui turni più o meno faticosi, più o meno remunerativi. Il richiamo all’accordo del 15 maggio diventa doveroso in quanto in esso già vi è contenuta la volontà aziendale, condivisa dalle Organizzazioni Sindacali firmatarie, “di ridefinire la normativa degli equipaggi ed in particolare del personale di condotta, tenendo in considerazione le condizioni di concorrenza presenti sul mercato”. Una dichiarazione più esplicita sarebbe stata impossibile. In sintesi, i turni individuali sono un importante problema, ma farli diventare l’unica questione sarebbe un errore, forse un depistaggio, perché ancor prima c’è l’accordo del 15 maggio 2009 e le relative ipoteche della “pelle” del personale dei treni. Non dimentichiamolo. In ogni caso, se questi progetti giungessero a compimento, costituirebbero un altro duro colpo al personale di Condotta e di Bordo. Come Or.S.A. abbiamo, quindi, la necessità di metter in atto tutte le iniziative possibili per respingere questi progetti. La velocità delle trasformazioni dettate dall’apertura del mercato del trasporto ferroviario obbligano coloro che non condividono i progetti confindustriali, e di riflesso anche aziendali, a prendere iniziative altrettanto veloci ed efficaci, ma soprattutto obbligano a una maggiore consapevolezza dei reali processi in atto da parte di tutti i lavoratori. Una Nuova Primavera delle Ferrovie per l’Or.S.A. è appena iniziata, ma perché lo sia veramente e non rimanga solo sulla carta dobbiamo ricacciare indietro, tutti insieme, le nubi che vorrebbero rigettarci nell’inverno più profondo. Roma, 7 giugno 2010 |