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SCIOPERO REGIONALE ORSA TOSCANA PERSONALE DEI TRENI PDM – PDB DALLE ORE 21.00 DEL 22 APRILE 2010 ALLE ORE 21.00 DEL 23 APRILE 2010 Le problematiche che i lavoratori lamentano non si fermano certamente alla ripresa delle trattative per Contratto della Mobilità. In Toscana è infatti in atto da molto tempo un progetto politico-aziendale teso a smantellare il sistema ferroviario. · TMR: turni,logistica,modifica accordo 15 Maggio 2009, cessioni di ramo d’azienda, mancato rispetto delle regole , ricorso indiscriminato al potere disciplinare anche ricorrendo ai licenziamenti, costituzione di nuove società private ( Trenitoscana ) in relazione alla gestione del trasporto regionale · PAX: modifica accordo 15 maggio e consolidamento dello stesso all’interno del CCNL, circolare 26, turni personalizzati, smantellamento impianti Divisione PAX della Toscana, superamento della disponibilità con l’inserimento di tutti i macchinisti in turno. · CARGO: dismissione del servizio merci nell’intera regione con gravi ricadute occupazionali e di ricollocazione del personale Per questo dobbiamo dare seguito alle iniziative già intraprese per frenare la deriva del trasporto pubblico e rivendicare le giuste condizioni di lavoro. SCIOPERIAMO COMPATTI PER LA DIFESA DEL LAVORO E PER TUTTE LE SINGOLE PROBLEMATICHE CHE INVESTONO IL PERSONALE DEI TRENI La Segreteria Regionale Orsa ToscanaFirenze 20 Aprile 2010
LETTERA DI UN APPRENDISTA NON CONFERMATO:
C'ho pensato un po' oggi.. e sono giunto alla conclusione che OMMISS...! Non tanto per me, io sono un ottimista di natura e so che al mondo c'è di peggio che perdere un lavoro da 1800 euro al mese, ma per un monte di altre ragioni: come il Rispetto dei Diritti che in anni e anni di dure lotte i lavoratori si sono conquistati e che negli ultimi tempi degli EX SINDACALISTI ci si sono puliti il culo!
Io non sono a conoscenza di cosa sia successo agli altri 11 colleghi ai quali non è stato rinnovato il contratto, salvo la collega della PAX di Bologna (e se posso aggiungere è una delle cose più aberranti che possono esserci nel mondo del lavoro), ma quali che siano le ragioni dobbiamo lottare per evitare che quel briciolo di dignità di lavoratori che ci è rimasta venga spazzata via una volta per tutte e per evitare che alcune mele marce possano decidere del bello o del cattivo tempo a loro piacimento schiacciandoci come se non fossimo altro che formiche.
Minacce, ricatti, offese, trattamenti “particolari” e l'arroganza di determinate persone hanno fatto si che in me scattasse qualcosa che mi ha spinto ad agire come ho agito. Protestare contro un sistema che non tiene alle persone, alla loro salute, alla loro sicurezza, alla loro integrità morale, perché viviamo in un mondo dove per due spiccioli in più c'è chi venderebbe anche la madre.. e questo lo sanno molto bene i Padroni.
Io il 18 aprile compio 24 anni quindi non posso ragionare come chi di anni ne ha il doppio o anche di più, c'è chi mi dice che sono stato avventato, che potevo aspettare, che per 4 anni sarei dovuto stare tranquillo, che non è un'epoca di idealismi, che ogni tanto avrei dovuto ingoiare e stare zitto... magari tra vent'anni troverò che avessero ragione, ma desso sono più che contento di aver agito così. Io mi sento in pace con me stesso e posso camminare a testa alta, so che, se pur in minima parte, ho dato il mio piccolo contributo per cercare di migliorare la nostra situazione e soprattutto so che se non c'avessi provato ora, a 23 anni, più avanti mi sarei sentito come se m'avessero ammazzato poco alla volta dall'interno senza che io muovessi foglia.
Mi rivolgo a tutti i ferrovieri ma in particolar modo a chi come me è giovane e vuole un futuro migliore per se stesso: non fatevi prendere per il culo! Finché sono poche pecore nere, tipo me, l'azienda agisce bene... ne fa fuori un paio e tutti gli altri si abbassano e probabilmente guarderanno anche male chi è stato colpito. Ma se siamo in tanti, se siamo tutti e se siamo UNITI abbiamo una forza che Loro non si aspettano e che non sono in grado di gestire e saremo davvero capaci di migliorare quelle che sono le nostre condizioni di vita.
Il mio è solo uno sfogo (capitemi... mi gireranno i “cosiddetti”...) non è un attacco nei confronti dell'azienda, alla quale porto il massimo rispetto e che in 4 anni mi ha premesso di realizzarmi in più campi e di avere le mie piccole soddisfazioni, e non è un attacco nemmeno ai miei colleghi, i quali spero comprendano le ragioni per le quali ho scritto questa lettera e se c'è qualcuno che si è sentito offeso.. mi dispiace.
Sono stati 4 anni che mi hanno fatto crescere e che mi hanno permesso di conoscere persone fantastiche: chi ha la passione di viaggiare, chi conosce un sacco di lingue, chi ha una cultura da far impallidire anche Piero Angela, chi è un padre o una madre al quale si illuminano gli occhi al solo pensare ai propri figli e poi ci sono i musicisti e grandi ascoltatori di musica ai quali va un abbraccio particolare perché condividiamo la stessa grande passione.
Ai ragazzi dell'orsa che in questo periodo mi sono stati più vicini che mai, vi dico Grazie, perché non mi sono mai sentito abbandonato e perché la passione e l'impegno che mettete ogni giorno in quello che fate è davvero invidiabile.
Bene dopo tutte queste smancerie (il primo che singhiozza farà i conti con me!!) saluto tutti voi che avete avuto la pazienza di leggere quanto sopra e vi dico che io non mi arrendo qui e continuerò a lottare per tornare a lavoro con voi!
A presto Fabrizio Citi 11/02/2010
"AL KRUMIRO"
sciopero ferroviario giugno 1914
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Temi krumiro, che intrecciar le braccia
Sdegnasti, - breve ormai passò la festa-;
Temi il mio sguardo, e se ti sputo in faccia
China la testa!
China la testa, e quando la vergogna
Non muti il tuo pallor, è vero segno
Che sangue non contien la tua carogna;
Essere indegno!
Stringi gli allori, o miserabil schiavo,
Che per la vita che tu credi eterna,
Avrai le strisce; e più ti dirà: BRAVO!
Chi ti governa.
Ma non avrai più pace. In ogni dove
Ti seguirà di vittime un lamento,
E vano il tuo sarà celar le prove
Del Tradimento.
Ogni sorriso che ci dà conforto,
Ghigno per te sarà, mostro servile,
Che inciso avrai sul marmo dopo morto:
QUI GIACE UN VILE.
tratto da: La storia dei macchinisti attraverso la rivista "In Marcia", di Maria Cristina Cabassi
QUANDO IL PADRONE CHIAMA…
I SERVI CORRONO!
Dopo l’appoggio all’agente solo, la firma dell’accordo, le mille voci sparse ad
arte per creare sconcerto e paura, adesso i Confederali sono prontamente
accorsi alla richiesta fatta dalla Società ed hanno firmato turni e flessibilità. Il
tutto fregandosene ampiamente delle norme contrattuali, dei bisogni e delle
richieste del personale. Anni fa, quando di qua e di là dal tavolo c’erano ben
altri uomini, almeno si faceva finta di aver conquistato qualcosa, in cambio di
poco lavoro in più o di qualche soldo in meno. Adesso questo non serve più:
quello che la controparte chiede va firmato, condiviso e difeso. Sempre e
comunque. E non si rendono conto che il loro ruolo è diventato unicamente
quello del servo, che obbedisce per sopravvivere. La loro preoccupazione è
soltanto quella di proteggere efficacemente i loro spazi, fatti d’intrallazzi ed
accordi privati. E sono a far muro, insieme alla Società, per preservare il loro
controllo sui lavoratori, messo in difficoltà da disdette ed abbandoni. Ma al
disopra di tutto, l’intento comune è quello di separare chi lotta, e non si fa
condizionare, da chi può ancora essere influenzato dalle loro bugie.
Insomma, oramai il fine ultimo di questi signori è identico a quello del
padrone, ovvero l’eliminazione dell’Or.S.A, dei suoi scioperi e delle sue azioni
comportamentali. Scioperi ed azioni che hanno un effetto destabilizzante sui
loro progetti. Perché tutto deve rientrare nell’ordine. I macchinisti ed i capi
treno che non si adeguano, dovrebbero essere resi inoffensivi, essere ridotti
ad una piccola minoranza isolata dagli altri lavoratori. Questo vorrebbe il
padrone, perché oggi così non è! L’agente solo non è ancora la prassi
quotidiana ed i lavoratori continuano a fare gli M40, mettendo in difficoltà una
Società che sa bene di essere in torto. E nelle adesioni, gli scioperi
dell’Or.S.A. vanno ben oltre i suoi iscritti, rappresentando realmente, al di là
delle chiacchiere degli altri, le richieste della maggioranza. Sarebbe
augurabile, che del comportamento vergognoso di questi servi, tutti si
rendessero conto e che agissero di conseguenza!




