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L'incidente ferroviario di Roccasecca - Freccia del Biferno treno 2361

 

 

Questo racconto narra con dovizia di particolari, la vicenda processuale e giudiziaria di Mario Mangano e Gabriele Venditti, i due macchinisti coinvolti nel disastro ferroviario di Roccasecca. Nonostante il processo non abbia individuato i colpevoli, leggendo tale storia, si può presumere con consapevolezza e cognizione di causa, di chi siano le reali responsabilità.

Emerge con chiarezza la pervicacia del collegio difensivo, che per 10 anni ha ricercato un’altra verità, sebbene nell’immediatezza degli accadimenti e dopo la prima sentenza, fosse molto semplice attribuire una colpa, “I colpevoli erano i macchinisti”, facile no! No, non questa volta!

I macchinisti hanno raccontato una verità che è stata compresa e fatta propria dai loro colleghi rappresentanti del CO.M.U., il primo ad ascoltare e a credere in loro fu Luigi Cocuzzoli - Coordinatore Regionale del Lazio di Orsa Macchinisti Uniti, rappresentante di Base del deposito di Cassino - a lui per primo va riconosciuto il merito e la caparbietà nella ricerca della verità! E al Coordinamento Nazionale dei Macchinisti Uniti, che ha saputo fare propria questa verità, difendendola!

Una verità che ha trovato accoglimento nel Collegio giudicante di secondo grado, che ha assolto i Macchinisti.Ma quello che questo documento non racconta è la straziante vicenda dei viaggiatori deceduti, vittime innocenti e dei loro familiari, a loro deve essere dedicato durante la lettura, un pensiero di cordoglio, affinché non siano cancellati dalla memoria collettiva.

Un’altra storia che non viene raccontata, è quella che ha investito la sfera familiare dei due colleghi Macchinisti; l’insinuarsi del dubbio; lo sconforto per la prima condanna, il sentirsi marchiati come colpevoli, pur essendo consapevoli di non aver sbagliato.

Tutto questo è lì, ben impresso nella mente e negli occhi di questi due colleghi.Il giorno in cui sono venuti a ringraziarci al Coordinamento Nazionale, - dopo la sentenza di assoluzione - ho avuto l’ennesima conferma di quanto il Nostro sindacato sia un sindacato Vero fatto di Persone Vere che con dedizione e passione, rappresentano al

meglio delle loro possibilità la loro categoria. Un sindacato che non guarda la tessera di appartenenza, ma guarda in faccia il collega in difficoltà, dandogli tutta la sua solidarietà e mettendo a disposizione le proprie capacità per difenderlo e sostenerlo.

Anche per tutto questo e non solo, oggi dopo trent’anni dalla sua nascita, il CO.M.U. ha ragione di esistere e deve continuare la sua missione, dove la competenza collettiva dei macchinisti, diventa strumento e capacità di rappresentanza, nel saper accettare la sfida di tutelare la categoria nel mondo del lavoro e dove emerge con estrema semplicità, che solo se si è UNITI SI VINCE.

OR.S.A. Macchinisti Uniti

Il Coordinatore Nazionale Operativo Esecutivo

 

Stefano Bocchi

 

 

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