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25-02-2013 I MACCHINISTI INCONTRANO L'ON. CESARE DAMIANO

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I MACCHINISTI  INCONTRANO

 L’ON. CESARE DAMIANO
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Il 6 febbraio, presso il dopolavoro ferroviario di Torino PN, si è svolto un incontro con l’On. Cesare Damiano per affrontare il nodo delle pensioni dopo la riforma Fornero.

L’incontro, organizzato da Macchinisti Uniti, ha visto, oltre ai rappresentanti locali di Or.S.A., la partecipazione di numerose delegazioni provenienti da Napoli, Roma, Firenze, Venezia, Verona, Trieste. Presenti anche tanti capitreno e manovratori.

Mantenere viva l’attenzione sulle pensioni era e resta fondamentale per ricercare cambiamenti sostanziali alla riforma contro la quale sin dall’inizio abbiamo manifestato e scioperato (27 gennaio 2012).

Da qui l’esigenza di fare il punto della situazione, per il lavoro svolto e le iniziative sinora intraprese e per discutere delle eventuali azioni a sostegno delle modifiche delle attuali norme pensionistiche. 

Come è noto la riforma, oltre a numerose altre novità, ha superato la vecchia pensione di anzianità, di vecchiaia anticipata e di anzianità istituendo la nuova pensione di vecchiaia  e la pensione anticipata.

Per alcune qualifiche (macchinisti, capitreno, manovratori ed altre) l’aumento dell’età anagrafica per la “nuova” pensione di vecchiaia è passata da 58 a 67 anni; ben 9 anni in più. Un innalzamento senza precedenti che porterà inevitabilmente  danni alla salute ed aprirà scenari, in caso di inidoneità, preoccupanti addirittura per la tutela del posto di lavoro.

L’incontro con l’On. Cesare Damiano, che, come è noto, ha già intrapreso iniziative parlamentari importanti in questa direzione, ha avuto lo scopo di consolidare l’opinione che le norme pregresse di trattamento pensionistico per alcune categorie di ferrovieri non possono essere considerate norme di privilegio e che quindi il nostro impegno non può che essere ritenuto un doveroso  tentativo per ristabilire condizioni accettabili per poter svolgere il lavoro sino al pensionamento come previsto per altri lavoratori che svolgono la stessa attività.

Un tentativo ancora più importante e necessario se si considera che, con il nuovo contratto,  le condizioni lavorative sono peggiorate attraverso l’aumento dei carichi  di lavoro e la diminuzione dei riposi. Va inoltre tenuto in considerazione che, nonostante turni particolarmente aciclici, la condotta dei treni viene affidata, quasi generalmente, ad un solo macchinista. 

Condizioni complessivamente stressanti i cui effetti, come già la situazione attuale dimostra, si manifestano nel tempo con patologie invalidanti.

L’On. Damiano ha fatto il punto sulla riforma e sugli atti parlamentari già intrapresi a correzione di una riforma sbagliata  per dare soluzione alla vicenda dei cosiddetti “esodati” che la riforma ha generato e per quella dei macchinisti in quanto attività direttamente correlata alla sicurezza.

Tali atti hanno portato a soluzioni parziali avendo dato risposta a 130 mila “esodati” (costo di circa 10 miliardi di euro) mentre attendono ancora altre 170 mila persone con un ulteriore costo preventivato in circa 12 miliardi euro.  Invece gli emendamenti relativi ai macchinisti non sono stati accolti.

L’On. Damiano con estrema franchezza ha messo in evidenza che il cammino è difficile ma va portato a conclusione. Ciò potrà avvenire nell’ambito dei cosiddetti lavori di armonizzazione,  prioritariamente per dare, appunto, piena soluzione per gli esodati e per ristabilire condizioni accettabili per altri lavoratori con particolare riferimento ai macchinisti.

Il vivace dibattito che ne è seguito oltre a rimarcare l’impossibilità per i macchinisti a svolgere il lavoro, raggiunta una certa età, ha anche messo in rilievo le esigenze di altre qualifiche, capitreno e manovratori, caratterizzate anch’esse da particolari condizioni di lavoro.

L’incontro si è concluso con  il chiaro impegno dell’onorevole a dare coerentemente seguito alle iniziative già intraprese rendendosi disponibile per  ulteriori incontri di approfondimento.

Un incontro positivo che deve essere di ulteriore stimolo per i macchinisti e i  ferrovieri coinvolti,  alla massima partecipazione per la salvaguardia del proprio futuro.

Fine comunicato.