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28-03-2014 ROMA MANIFESTAZIONE RIFORMA PENSIONI

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Avevamo bisogno della Piazza per esprimerci al meglio, per spiegare le nostre ragioni;
ed in Piazza siamo stati.

Ieri, 27 marzo 2014, abbiamo dato vita ad una grande e pacifica manifestazione davanti Montecitorio, una dimostrazione di partecipazione e democrazia voluta da tutti i ferrovieri.

Come sempre i macchinisti italiani erano li; in prima fila, a protestare al fianco dei tanti, troppi, “esodati”, contro la riforma Fornero che, a vario titolo, ruba anni di vita ai cittadini e ferrovieri italiani.

Una manifestazione che ha messo in discussione anche la riforma Dini perché colpevole di generare disparità di trattamento generazionali.

Abbiamo gridato le nostre ragioni contro le riforme: pensione equa e dignitosa a 58 anni per tutti i macchinisti, soprattutto per ragioni di SICUREZZA.

72 mesi di contributi aggiuntivi da far versare alle nostre aziende, per offrire in futuro ai macchinisti più giovani una pensione equa.

I macchinisti, ed i ferrovieri in generale, sono stanchi di subire il peggio che l’Europa ci impone.

Volevano l’agente solo vent’anni fa perché in Europa si conduceva il treno da soli

Volevano imporcelo nell’indifferenza più completa dei sindacati e del Paese, spacciando un PEDALE come sicuro e affidabile compagno di lavoro di una faticosissima vita lavorativa.

Autonomamente abbiamo saputo imporre, con le nostre iniziative e con le nostre lotte, un vero sistema di sicurezza (SCMT).

Grazie ai Macchinistiuniti, grazie a chi da sempre dà priorità alle persone, alla vite umane piuttosto che alle statistiche ed ai conti economici.

Agiamo sempre con un’idea fissa: SICUREZZA E DIGNITA’.

Forti della nostra esperienza convinceremo anche i più scettici compagni di lavoro della bontà del

progetto di polifunzionalità.

Il diritto alla salute, per chi si dovesse sentire male sul treno, passa solo da questo progetto.

La polifunzionalità darà una maggiore Professionalità ed un futuro certo al lavoro del personale mobile.

In piazza perché l’Italia non stia in Europa con la schiena piegata.

In piazza per scongiurare che i ferrovieri di oggi siano gli esodati di domani.

In piazza per dire che questa Italia “Ferroviaria” in questa Europa “Autoritaria” non ci piace. 

E noi macchinisti, con gli altri amici e compagni di lavoro, eravamo orgogliosamente davanti al palazzo della Politica a gridarlo.

Una piazza serena, forte, ricca di speranza, convinta a continuare la lotta sino al raggiungimento degli obiettivi.

 

Tantissimi giovani Macchinisti ed esperti Maestri a gridare insieme:

 

                                                              UNITI SI VINCE.