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Comunicato stampa delle ore 15.45 

Prende forma la portata dell’incidente ferroviario accaduto stamattina nei pressi di Pioltello, nel quale hanno perso la vita 3 passeggeri e si contano decine di feriti. Le principali testate giornalistiche stanno diffondendo la foto di un giunto di rotaia rotto nella parte superiore, ovvero il punto della rotaia dove scorre l’asse (la ruota) del treno. Tale ipotesi di guasto all’infrastruttura ferroviaria rappresenterebbe un fatto gravissimo poiché il tipo di rottura in questione non si verifica nell’immediato. Si tratta di un componente del binario normalmente soggetto ad usura. Sulla rete ferroviaria gestita da R.F.I. negli ultimi sei mesi, oltre quello odierno, si contano altri 4 deragliamenti di treni viaggiatori e merci; incidenti per lo più dovuti a guasti dell’infrastruttura ferroviaria. Riteniamo pertanto che appellarsi alla casualità o alla sfortuna sarebbe l’errore più grave verso la collettività. A nostro avviso, anziché concentrarsi sui tempi di manutenzione della rete ferroviaria ovvero se e quando andrebbe sostituito un componente, occorrerebbe prestare attenzione al sistema di monitoraggio della “salute” dei binari, poiché le diverse cause della precoce usura di un componente non concedono alcuna attenuante rispetto ad un ‐ eventuale ‐ lacunoso sistema di sorveglianza della rete ferroviaria. Esprimiamo profondo dolore per le vittime ed i feriti dell’incidente di Pioltello. Ci stringiamo ai loro famigliari, restando a disposizione per ogni loro necessità. 

 

Comunicato di fine sciopero dei ferrovieri 17 dicembre 2017, ore 17:00

Sta per concludersi la prima azione di sciopero dei ferrovieri, che si completerà con quello dei colleghi delle Imprese Ferroviarie merci private che scioperano dalle 22 di questa sera alle 6 di domani.

I lavoratori chiedono da cinque anni la revisione dei requisiti pensionistici imposti dalla Legge Fornero, che dal prossimo anno consentirà la pensione all’età di oltre 67 anni; legge che ha cancellato i benefici previdenziali di alcune categorie professionali ferroviarie e non tiene conto della tipologia di lavoro dei ferrovieri operanti in turni atipici, in servizi notturni esposti a tutte le intemperie stagionali e allo stress di attività lavorative determinanti per la sicurezza del servizio ferroviario.

Per la prima volta tutti i ferrovieri, indipendentemente dalle Imprese ferroviarie, scioperano insieme per rivendicare i propri diritti assieme all’OR.S.A. Ferrovie, che chiede con forza la creazione di fondi aziendali e di comparto che consentano ai lavoratori di lasciare il lavoro in maniera anticipata, con l’assistenza dell’impresa utilizzatrice che ha il dovere (e l’opportunità) di favorire il ricambio generazione sistematico di lavoratori usurati, inidonei, con un’aspettativa di vita minore inferiore rispetto alla media. OR.S.A. ha scioperato anche a favore del diritto di sciopero, contro un sistema istituzionale che sta favorendo la repressione del diritto costituzionale.

Paradossalmente, anche durante questa protesta “dedicata” ‐ la Società “NTV” ha obbligato a non scioperare il 50% dei suoi dipendenti in servizio, in forza di comandi abnormi (la legge prevede il comando al massimo per un terzo dei lavoratori in servizio) favoriti da un passato pronunciamento della Commissione di Garanzia: atto impugnato da questa Organizzazione Sindacale dinanzi al TAR del Lazio da oltre due anni e ancora pendente in attesa di giudizio. Un’Istituzione che vuole mantenere la propria credibilità ha il dovere di intervenire, anche in maniera postuma, rispetto un’azienda che ha bellamente “sfondato” il principio ispiratore della Legge 146/90 ovvero la conciliazione del diritto di sciopero con il diritto alla mobilità dei cittadini, ci auguriamo che ciò accada per il riscatto stesso dell’Istituzione.

Sempre nell’inattività generale, OR.S.A. Ferrovie ha scioperato contro la condotta datoriale delle Società Trenitalia S.P.A. e Mercitalia Rail che, in maniera diversa, disattendono completamente le aspettative dei lavoratori; la prima eludendo in maniera palese gli impegni contrattuali, la seconda che continua incessantemente a chiedere (e ottenere dalle altre Organizzazioni Sindacali) recuperi sul costo del lavoro, in assenza dell’auspicata ripresa di commesse perse negli ultimi anni (compreso il corrente). Tutte le citate motivazioni di sciopero hanno procurato un primo significativo effetto, le altre Organizzazioni Sindacali hanno asserito che OR.S.A. compie “atti unilaterali”, che letteralmente significa: “Negozio giuridico che non richiede una pluralità di parti per la sua costituzione ma che si perfeziona grazie alla dichiarazione di volontà di una sola parte”. Pertanto, finalmente, sono di evidenza pubblica le volontà di OR.S.A. e quelle degli altri.

L’outing generale ha comportato la richiesta delle altre OO.SS. di mettere OR.S.A. a tavolo separato nel corso delle trattative con le Imprese; decisione condivisibile accertate le prospettive. Colleghi, in attesa dell’accordo “purificatore” sul premio di risultato per i dipendenti del Gruppo F.S.I. (è un atto dovuto visti gli utili di bilancio), vi ringraziamo per aver rivendicato i vostri diritti attraverso la massiccia adesione allo sciopero. Nei prossimi giorni interrogheremo Istituzioni e Società per capire se sono finalmente interessati a risolvere qualche problema dei lavoratori, diversamente procederemo con un ulteriore atto unilaterale di proclamazione della seconda azione di sciopero. 

UNITI SI VINCE

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Nuovo Trasporto Viaggiatori, società privata di trasporto ferroviario avoca a sé il diritto alla mobilità dei cittadini imponendo ai propri lavoratori il dovere di garantire il 50% dei treni durante le azioni di sciopero. 

Una decisione unilaterale, non concordata con nessuno né avallata da qualche appiglio legislativo. 

Con lo stesso slancio con cui si sentirono in diritto di chiedere al Ministero del Lavoro , questo si concordato , 10 milioni di euro per sostenere i contratti di solidarietà dei propri dipendenti; così ora il management di NTV si sente in diritto d'interpretare a proprio piacimento la legge che disciplina lo sciopero nei trasporti (146/90),  ed emana un elenco di suoi treni la cui metà è da garantire. 

Lo fa con dei comandi scritti, poco chiari, talvolta anche fuori dalle regole condivise con altre aziende di trasporto ferroviario e pone una spada di Damocle sui propri dipendenti, quasi a voler imitare il deplorevole comportamento della  dirigenza di Ryanair.

L'attenta commissione di garanzia cosa fa? Nulla, non dice una parola. 

Orsa Ferrovie ha già   depositato un ricorso presso il in atto al TAR del Lazio per questo comportamento, ricorso il cui giudizio pende da due anni. 

Cosa rischia un dipendente che viola regole autodeterminate dall'azienda ? Pesanti sanzioni disciplinari disposte dall’Azienda, tutte da verificare in sede giudiziaria.  

Cosa rischia l'azienda che continua a fare come gli pare? Niente poiché non vi è un organo terzo che sanzioni le aziende che violano le regole d'ingaggio durante lo sciopero. 

Ed è il problema di un paese che non ha più forze politiche che intendono intercettare i bisogni anche di dissenso dei lavoratori. Anche chi si professa di estrema sinistra strizza l'occhio al largo elettorato con animo liberista. 

Non è più rinviabile un accordo di sistema sui treni da garantire. Occorre garantire il diritto dei cittadini alla mobilità, ma questo diritto non deve trasformarsi in un favore alle singole imprese ferroviarie. Chiederemo di aprire un tavolo con tutti i soggetti interessati affinché queste pratiche a nostro avverse al diritto di sciopero siano ricondotte all’interno dei principi della  Costituzione. 

Nel mentre, a noi ferrovieri ? Non ci resta che scioperare.

Le dichiarazioni del Capo del Personale di Ryanair “Chi sciopera non avrà aumenti paga, trasferimenti o promozioni e gli saranno cancellati i benefit” rappresentano chiaramente quanto sta accadendo nel nostro Paese. In questi anni abbiamo visto cancellare numerosi diritti dei Lavoratori – dall’Art. 18 al JobAct – ed ora si cerca di eliminare il diritto principale di ogni Lavoratore: LO SCIOPERO.

OR.S.A. Ferrovie esprime piena solidarietà ai dipendenti di Ryanair che, già sottoposti a pesanti condizioni di lavoro e con pochi diritti, sono ignobilmente ricattati in occasione del loro primo sciopero. Riteniamo che la Politica abbia una grossa responsabilità rispetto a questa situazione in quanto ha permesso, e permette, una liberalizzazione senza regole e senza tutele, consentendo fenomeni di dumping sociale. I lavoratori non possono essere calpestati nella loro dignità di persona nonostante, come in questo caso, siano in possesso di un’altissima professionalità. Non osiamo immaginare come possano essere trattati i Lavoratori che svolgono attività con minori competenze. Ricordiamo che il servizio aereo è stato il primo a subire questa liberalizzazione selvaggia e che nel settore ferroviario ci sono già 37 Imprese Ferroviarie Merci le quali, anziché applicare il Contratto delle Attività Ferroviarie, hanno la libertà di avvalersi di qualsiasi contratto di Lavoro.

Evidenziamo inoltre gli ormai quotidiani e numerosi interventi della Commissione di Garanzia, così come le dichiarazioni tese ad imbavagliare il dissenso e comprimere il diritto di sciopero. Riteniamo singolare il comunicato del Presidente della Commissione di Garanzia che, lo scorso 23 Novembre 2017, ha dichiarato: “Registriamo un numero elevato di scioperi in pochi mesi, questo perché le regole attuali consentono ai sindacati di qualunque entità, di qualunque rappresentatività di proclamare lo sciopero purché rispettino l'intervallo di dieci giorni. Noi, come Autorità, proprio per ridurne il numero, stiamo predisponendo, seguendo le procedure della legge, una nuova regolamentazione (e sarebbe un risultato enorme) per distanziare l'intervallo tra uno sciopero e l'altro, così da evitare, in città in particolare sofferenza come Roma o Napoli, di avere due scioperi al mese”. La dichiarazione è presente sul sito della CGS

Una dichiarazione rilasciata da un’Istituzione deputata a svolgere il ruolo di garanzia del diritto di sciopero che, invece, lascia chiaramente trasparire da che parte si è schierata.

RIDUCONO I DIRITTI DEI LAVORATORI PER POI

CHIAMARE I CONTRATTI............. “A TUTELE CRESCENTI”

INOLTRE SI IMPEDISCE DI PROTESTARE CERCANDO DI METTERE

IL BAVAGLIO AL DISSENSO

TUTTI I FERROVIERI -SENZA ALCUNA DISTINZIONE DI APPARTENENZA SINDACALE- POSSONO SCIOPERARE.

UNITI SI VINCE!

In allegato il comunicato ufficiale

 

 

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