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Il sacco del Trasporto Pubblico Locale Comunicato stampa  di OR.S.A. Ferrovie  delle  ore 18.30 Proseguono le reazioni  della  politica e delle Istituzioni dopo  lo sciopero di  ieri nel  trasporto pubblico locale.  Protesta  che, viste le  reazioni, evidentemente ha avuto il  consenso dei lavoratori. Leggiamo  dalla stampa  che il  Segretario  del P.D. Matteo Renzi,  il  Garante per  gli scioperi Giuseppe  Santoro  Passarelli ed il Ministro dei Trasporti  Graziano  Delrio,  invocano una nuova regolamentazione  del diritto di  sciopero che  “eviti  che le  piccole  sigle sindacali  mettano in ginocchio il  Paese”,  palesando inoltre stupore che diversi  scioperi  vengano effettuati di venerdì, tutto  ciò  senza  che  gli  stessi  si domandino perché i lavoratori  scioperano  e quale responsabilità hanno le  aziende  e la  politica.    Dinanzi a certe  “performance” istituzionali riteniamo doveroso replicare che  uno sciopero  crea danni se i lavoratori vi aderiscono,  pertanto ogni  azione  repressiva in tal senso,  oltre  che un abominio democratico  sarebbe anche  inutile.  A meno  che non si  voglia distinguere  gli scioperi buoni dagli  altri,  in base  alla  sigla  sindacale che  lo  proclama.   Suggeriamo inoltre di  andare a  guardare  gli  orari  di lavoro dei  lavoratori del  trasporto pubblico, si  scoprirà  che lavorano  anche il  sabato e  la domenica, di  giorno  di notte  e per pronto intervento.  Tutto  ciò per togliersi il dubbio che lo sciopero di venerdì sia un incentivo ad anticipare il week  end. I  lavoratori scioperano,  perdendo  soldi  dallo  stipendio, per  evidenziare  il  loro  disagio, perché si riconoscono nelle istanze promosse  dal sindacato. Nessuno è disponibile  a rimetterci la giornata di  lavoro  e il  TFR per  andare  al mare. Inoltre, invitiamo  tutti  coloro  che  pensano  che nel  nostro  Paese occorra  comprimere  ancora di più il diritto  di  sciopero,  a leggere le regole che esistono nei Paesi  dell’Unione Europea, compresi  quelli  più  evoluti come la  Francia e  la Germania.     Dalle Istituzioni e da  chiunque  si arroga il diritto di  stigmatizzare una manifestazione di dissenso  civile,  ci aspettiamo  invece un commento  rispetto  alle  scelte che  stanno compiendo nell’ambito  del Trasporto  Pubblico  Locale. La Commissione Europea attraverso una  serie di regolamenti, tutti  da recepire a livello nazionale,  ha raccomandato agli  Stati membri la  liberalizzazione dei servizi  pubblici  regionali, tutto ciò per  agevolare  un possibile contenimento  dei costi. La stessa  Commissione ha  però posto  la raccomandazione che il risparmio  non  ricada sui viaggiatori e sui  lavoratori  che operano  nel  settore (regolamento CE 1370/2007), tutto ciò poiché in  questo caso la competizione non  si realizzerebbe  rispetto  alle  capacità imprenditoriali dei concorrenti,  bensì  su  un peggioramento lavorativo dei  dipendenti  e  uno scadimento  del  servizio.  

In allegato il comunicato ufficiale

 

Nella  giornata  di  oggi  si  è  svolto  l’  incontro  con  Trenitalia  per  la  definizione  del percorso  sulla  riorganizzazione  dell’Esercizio  Long  Haul. Dopo  una  lunga  ed  approfondita  discussione,  si  è  concordato  di  attivare  per l’Esercizio  AV,  una  organizzazione  con  un  unico  DCT  nazionale  con  sede  a  Roma che  condivide  i  suoi  uffici  con  la  Sop  e  due  impianti  di  distribuzione,  uno  per  il Bordo  a  Napoli  ed  uno  per  il  Macchina  a  Roma    e  tre  IMC  localizzate  a  Roma, Napoli  e  Milano. Per  l’Esercizio  Intercity  si  è  concordata  l’integrazione  della  ex  SO  di  Produzione Freccia  Bianca  e  Servizio  Base  con  una  struttura  che  vede  un  DCT  con  sede  a Milano,  una  sala  operativa  a  Roma  ed  una  sala  operativa  dedicata  per  i  treni Internazionali  a  mercato  con  sede  a  Milano. Per  le  distribuzioni  sono  confermati  gli  attuali  14  impianti/presidi.   Il  personale  utilizzato    nelle  sale  operative  oggetto  di  riorganizzazione  sarà  impiegato nella  Gestione  Operativa  (distribuzione)  e  potrà  richiedere,  compatibilmente  con  le esigenze  organizzative  e  di  produzione,  l’assegnazione  alla  sala  operativa  di  Roma  o Milano. Agli  impianti  di  distribuzione  saranno  assegnate  nuove  attività,  come  per  esempio  la performance  regime,  il  controllo  operativo  dei  processi  industriali,  il  monitoraggio  e la  gestione/coordinamento  funzionale  della  manovra  e  dei  traghettamenti. Entro  il  31  luglio  2017  si  attiveranno  i  tavoli  territoriali  che  dovranno  definire l’implementazione  della  nuova  organizzazione  negli  ambiti  territoriali  e,  soprattutto, concordare  i  turni di lavoro  in  funzione  dell’aumento  delle  attività.   Tutto  il  personale  manterrà  la  propria  sede  di  lavoro,  compreso  quello  utilizzato  nelle attività  di  formazione,  di  tutor  e  di  istruttore. Entro  il  mese  di  ottobre  2017  vi  sarà  una  verifica  a  livello  nazionale  rispetto all’attuazione  di  quanto  previsto  nell’accordo. 

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