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Il Governo non vuol sentire: aperte procedure di raffreddamento sulle Pensioni

A seguito della cosiddetta riforma Fornero, i ferrovieri hanno subito un significativo peggioramento delle condizioni previdenziali. In particolare, il personale dell’esercizio ha subito un ingiustificato aumento del periodo lavorativo in alcuni casi, con l’incremento dell’aspettativa di vita, sino a nove anni.

Nello specifico, rammentiamo che il personale che svolge lavorazioni connesse alla sicurezza ferroviaria è sottoposto alla certificazione di idoneità fisica attraverso periodiche visite mediche. Queste ultime con l’avanzare dell’età, divengono più frequenti. Peraltro da quest’anno sono entrate in vigore disposizioni Europee che modificando la previgente normativa nazionale, impongono – per il mantenimento di determinate abilitazioni – ulteriori elementi restrittivi. Anche per questi motivi, nei principali Paesi Comunitari i ferrovieri che svolgono mansioni di esercizio, acquisiscono il diritto previdenziale in misura anticipata rispetto ai restanti lavoratori.

A queste normative si sommano lavorazioni, turni e cicli produttivi che aumentano la probabilità, per i lavoratori ultrasessantenni, di divenire inidonei alla mansione. Altresì è necessario segnalare che in considerazione dell’attività svolta, dell’atipicità dei turni e delle condizioni meteorologiche in cui operano, l’aspettativa media di vita di questi lavoratori è di molto inferiore rispetto a quella nazionale.

Anche per queste ragioni, l’assenza dell’auspicata riformulazione della Legge Fornero, determinerà esuberi di personale che difficilmente troveranno una possibile ricollocazione. In particolare le imprese ferroviarie di medie / piccole dimensioni, per ragioni di carattere economico, avranno difficoltà a ricollocare il personale divenuto inidoneo per motivi fisici, quindi per i lavoratori sarà fondato il rischio licenziamento che porterà ‐ inevitabilmente ‐ ad una conflittualità nelle aziende.

Conseguentemente si determina un importante problema di carattere sociale che nessuno può trascurare, in quanto ci troveremo con lavoratori che, a causa dell’atipicità del proprio lavoro, si trovano in età avanzata, ad essere disoccupati con significative difficoltà per una loro ricollocazione lavorativa. L’introduzione delle agevolazioni previdenziali di alcune qualifiche ferroviarie inserite nell’elenco delle attività individuate come gravose ‐ così come previsto dell’allegato E di cui all’articolo 1, comma 199, lettera d Legge 11 dicembre 2016 ‐ vengono neutralizzate da alcune norme previste nella stessa Legge e della successiva circolare INPS 99 del 16.06.2017. Di fatto si rende irrealizzabile la possibilità, per coloro che ne posseggono i requisiti, di usufruire della riduzione dei requisiti previdenziali così come previsto all’art. 1 ai commi 199 ‐205 della stessa Legge Finanziaria. Quest’ultima stortura legislativa è stata denunciata dalla Segreteria Generale OR.S.A.‐ Ferrovie con prot. n° 112 del 01 settembre 2017 al Ministero del Lavoro e alla Direzione dell’INPS affinché venga adottato un intervento per permettere al personale, che svolge attività di esercizio, di usufruire della riduzione delle condizioni previdenziali. Prendiamo atto che a distanza di oltre un mese dall’invio della nostra segnalazione non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Infine, preoccupa la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (DEF), che allerta il Parlamento rispetto all’aumento progressivo, per il prossimo ventennio, della spesa pubblica per l’erogazione degli assegni pensionistici includendo, come causa di aumento del costo del welfare, anche altre voci di spesa come la Sanità e gli ammortizzatori sociali destinati ai lavoratori.

Per quanto evidenziato, la scrivente nel rispetto dell’art. 2 comma 2 della Legge 1990 n° 146 così come modificata dalla Legge 83/2000, attiva le Procedure di Raffreddamento ‐ affinché sia esperito il previsto incontro avente per oggetto i requisiti previdenziali dei lavoratori dell’esercizio di tutte le Imprese Ferroviarie di Trasporto e di Gestione della Rete Ferroviaria Italiana.

 

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