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2017-06-29 Contratto Aziendale Oceanogate

Il  29  Giugno,  presso  la Sede  di  Oceanogate  a  La Spezia,  ORSA  Ferrovie rappresentata dalle Segreterie Regionali  di  Lombardia e  Liguria,  insieme alla  stragrande maggioranza delle Rappresentanze  Sindacali  Aziendali,  ha sottoscritto  il  nuovo  Contratto  Aziendale . E’  un  passo  enorme che porta questa Azienda nel  contesto  contrattuale ferroviario  pur rimanendo  in  vigore il  CCNL  di  1°  livello  dell’Autoferro. L’impegno  del  tavolo  è  stato  quello  di  riuscire a  costruire un  quadro  normativo   ed economico  che si  avvicinasse il  più  possibile alla  struttura  del  CCNL  Attività Ferroviarie:  possiamo  dire  di  esserci  pienamente riusciti. Non  è  un  punto  di  arrivo  ma una tappa di  un  percorso  iniziato  alcuni  anni  fa  e che  potrà condurre  i  lavoratori  delle Aziende  di  Trasporto  Ferroviario  ad avere regole il  più possibile  uniformi. Al  di  là  degli  aspetti  formali  possiamo  senza alcun  dubbio  affermare che i miglioramenti  normativi  ed  economici  conseguenti  all’applicazione delle nuove regole contrattuali  darà maggiori  certezze  sia ai Lavoratori  che al Gruppo  Dirigente aziendale, consentendo  il  raggiungimento  dei  livelli  produttivi  richiesti  dall’Impresa con  il miglioramento  delle  condizioni  di  lavoro  e  retributive rispetto  ai  livelli  precedenti. Nei  prossimi  giorni  i  Lavoratori  saranno  impegnati   a valutare l’accordo  e  ad  esprimersi attraverso  il  Referendum. Vogliamo  ringraziare  tutti i  Lavoratori  e  le  RSA  che  ci  hanno  aiutato  in  questi  anni  per conseguire questo  importante risultato. Ci  rammarichiamo  che le altre Segreterie Sindacali  abbiano  deciso  di  non  sottoscrivere l’intesa per  differenti  ragioni  che  comunque rispettiamo  e  sulle quali  non  intendiamo esprimere alcun  giudizio. Rimaniamo  impegnati  a tutelare i lavoratori  di  questa Impresa  come quelli  di  tutte le altre Imprese ferroviarie sempre più convinti  che  la determinazione e  la partecipazione possa dare grandi  soddisfazioni  nel  progresso  delle condizioni  di  lavoro  e  di  vita dei ferrovieri;  sempre più  convinti  che  non  c’è civiltà e  progresso  se  i  lavoratori  rimangono indietro. UNITI  SI  VINCE

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2017-06-23 -CONVEGNO- LIBERALIZZAZIONE  DEL  TRASPORTO  PUBBLICO  LOCALE

Si   è  appena  concluso  il  Convegno  sulle  modalità  di affidamento  del Trasporto  Pubblico  Locale organizzato  dalla Segreteria   Generale  OR.S.A.  –  Ferrovie,  e  sulla  necessità di inserire,  nei  bandi  di  gara, adeguate  clausole  di salvaguardia  per  i lavoratori. La relazione  iniziale  ha denunciato  la  contraddizione  delle  attuali norme  legislative  del  nostro Paese,  con   le  quali  da  una parte  si da corso  ad  una sfrenata liberalizzazione  del mercato,  mentre  dall’altra  si mette in concorrenza  la qualità del  lavoro,  non  prevedendo  garanzie  di  mantenimento  della  normativa contrattuale,  collettiva  e  aziendale,  applicata  nell’Azienda  di  provenienza.  Quale  spunto  per la discussione  la  relazione  ha illustrato,  le  norme  contenute  nel recente  D.L.50/2017  e  le  motivazioni che hanno  determinato,  in  Piemonte,  l’affidamento  diretto  attraverso  una  procedura  concorsuale. L’OR.S.A.  Ferrovie  ha rivendicato  la necessità che  le  norme  contenute  nei bandi di gara    e  previste  in caso  di  subentro  del  gestore  debbano  assicurare,  oltre  al passaggio  di tutto  il personale,  anche  la normativa e  la retribuzione  prevista dalla contrattazione  nazionale  ed  integrativa aziendale  applicata dal precedente gestore.  Sarebbe sbagliato  fare  cassa riducendo  i costi del Trasporto  Pubblico  –  già tra i più bassi a livello  comunitario  –  rivedendo,  al ribasso,  le  normative,  le  retribuzioni ed  i diritti dei lavoratori, peraltro  già  compressi  nei recenti  rinnovi contrattuali  e dalla  continua  revisione  Legislativa. Gli interventi  hanno  espresso  unanime  apprezzamento  per i  contenuti  proposti  da OR.S.A.  Ferrovie,  sia per  gli spunti  forniti alla  discussione,  sia per l’illustrazione  dei motivi  che  hanno  portato  la  Regione Piemonte  ad  affidare  il servizio  attraverso  una forma concorsuale  che,  molto,  si  avvicina ad  una gara.     L’Assessorato  Regionale,  i  componenti  della  Commissione  dei  Trasporti  Regionale  e  la  rappresentanza Comunale,  hanno  manifestato  la volontà  di  riattivare  le  12  linee  di RFI,  considerati fino  ad  oggi  “rami secchi”,  anche  attraverso  l’integrazione  ferro  gomma,  lamentando  in  merito  i  continui tagli al finanziamento  del  trasporto  pubblico.  Hanno  inoltre  riferito  che  per garantire  e  mantenere  l’attuale servizio  pubblico  locale,  la  Regione  Piemonte  è  costretta ad  integrare  con  proprie  risorse  le  quote  che provengono  dal  Fondo  Nazionale  di  Trasporti.   L’aspetto  giuslavoristico  è  stato  illustrato  dallo  studio  legale  il quale  ha  evidenziato  le  tutele previste dalla Legge  in  caso  di cambio  appalto  così come  indicato  dall’art.  2112  del C.C.,  e  dall’  art.  47  Legge 428/90. L’intervento  del Responsabile  di Legambiente  Trasporti Lombardia ha denunciato  che,  nel   periodo 2002 -   2016,  il servizio  svolto  dal Trasporto  Pubblico  Locale  ha  riscontrato  una  flessione  di oltre  il  6%,  quindi diventa indispensabile  mettere  in  campo  azioni per agevolare  il servizio  collettivo  ed  ecologico  da realizzare  attraverso  integrazioni modali e  tariffarie.  E’  stato  espresso  apprezzamento  per  l’iniziativa di OR.S.A.  Ferrovie,  in  quanto  rappresenta  un  esempio  innovativo  di  garantire  gli interessi dei lavoratori. Il Segretario  Generale  di  OR.S.A.  Ferrovie,  nel concludere  i lavori,  ha rivendicato  la necessità di tutelare  il lavoro  in  tutte  le  sue  forme,  condizione  peraltro  prevista dalle  norme  comunitarie  -  vedi  Reg.  1370 /2007-    annunciando  che,  già  dai  primi giorni  della prossima  settimana,  OR.S.A.  –  Ferrovie    si farà  parte attiva  nei  confronti  delle  Istituzioni Locali  per  rivendicare  tutele  e  salvaguardie  per  i lavoratori.

Torino 

In allegato il comunicato e la relazione

Il sacco del Trasporto Pubblico Locale Comunicato stampa  di OR.S.A. Ferrovie  delle  ore 18.30 Proseguono le reazioni  della  politica e delle Istituzioni dopo  lo sciopero di  ieri nel  trasporto pubblico locale.  Protesta  che, viste le  reazioni, evidentemente ha avuto il  consenso dei lavoratori. Leggiamo  dalla stampa  che il  Segretario  del P.D. Matteo Renzi,  il  Garante per  gli scioperi Giuseppe  Santoro  Passarelli ed il Ministro dei Trasporti  Graziano  Delrio,  invocano una nuova regolamentazione  del diritto di  sciopero che  “eviti  che le  piccole  sigle sindacali  mettano in ginocchio il  Paese”,  palesando inoltre stupore che diversi  scioperi  vengano effettuati di venerdì, tutto  ciò  senza  che  gli  stessi  si domandino perché i lavoratori  scioperano  e quale responsabilità hanno le  aziende  e la  politica.    Dinanzi a certe  “performance” istituzionali riteniamo doveroso replicare che  uno sciopero  crea danni se i lavoratori vi aderiscono,  pertanto ogni  azione  repressiva in tal senso,  oltre  che un abominio democratico  sarebbe anche  inutile.  A meno  che non si  voglia distinguere  gli scioperi buoni dagli  altri,  in base  alla  sigla  sindacale che  lo  proclama.   Suggeriamo inoltre di  andare a  guardare  gli  orari  di lavoro dei  lavoratori del  trasporto pubblico, si  scoprirà  che lavorano  anche il  sabato e  la domenica, di  giorno  di notte  e per pronto intervento.  Tutto  ciò per togliersi il dubbio che lo sciopero di venerdì sia un incentivo ad anticipare il week  end. I  lavoratori scioperano,  perdendo  soldi  dallo  stipendio, per  evidenziare  il  loro  disagio, perché si riconoscono nelle istanze promosse  dal sindacato. Nessuno è disponibile  a rimetterci la giornata di  lavoro  e il  TFR per  andare  al mare. Inoltre, invitiamo  tutti  coloro  che  pensano  che nel  nostro  Paese occorra  comprimere  ancora di più il diritto  di  sciopero,  a leggere le regole che esistono nei Paesi  dell’Unione Europea, compresi  quelli  più  evoluti come la  Francia e  la Germania.     Dalle Istituzioni e da  chiunque  si arroga il diritto di  stigmatizzare una manifestazione di dissenso  civile,  ci aspettiamo  invece un commento  rispetto  alle  scelte che  stanno compiendo nell’ambito  del Trasporto  Pubblico  Locale. La Commissione Europea attraverso una  serie di regolamenti, tutti  da recepire a livello nazionale,  ha raccomandato agli  Stati membri la  liberalizzazione dei servizi  pubblici  regionali, tutto ciò per  agevolare  un possibile contenimento  dei costi. La stessa  Commissione ha  però posto  la raccomandazione che il risparmio  non  ricada sui viaggiatori e sui  lavoratori  che operano  nel  settore (regolamento CE 1370/2007), tutto ciò poiché in  questo caso la competizione non  si realizzerebbe  rispetto  alle  capacità imprenditoriali dei concorrenti,  bensì  su  un peggioramento lavorativo dei  dipendenti  e  uno scadimento  del  servizio.  

In allegato il comunicato ufficiale

 

Nella  giornata  di  oggi  si  è  svolto  l’  incontro  con  Trenitalia  per  la  definizione  del percorso  sulla  riorganizzazione  dell’Esercizio  Long  Haul. Dopo  una  lunga  ed  approfondita  discussione,  si  è  concordato  di  attivare  per l’Esercizio  AV,  una  organizzazione  con  un  unico  DCT  nazionale  con  sede  a  Roma che  condivide  i  suoi  uffici  con  la  Sop  e  due  impianti  di  distribuzione,  uno  per  il Bordo  a  Napoli  ed  uno  per  il  Macchina  a  Roma    e  tre  IMC  localizzate  a  Roma, Napoli  e  Milano. Per  l’Esercizio  Intercity  si  è  concordata  l’integrazione  della  ex  SO  di  Produzione Freccia  Bianca  e  Servizio  Base  con  una  struttura  che  vede  un  DCT  con  sede  a Milano,  una  sala  operativa  a  Roma  ed  una  sala  operativa  dedicata  per  i  treni Internazionali  a  mercato  con  sede  a  Milano. Per  le  distribuzioni  sono  confermati  gli  attuali  14  impianti/presidi.   Il  personale  utilizzato    nelle  sale  operative  oggetto  di  riorganizzazione  sarà  impiegato nella  Gestione  Operativa  (distribuzione)  e  potrà  richiedere,  compatibilmente  con  le esigenze  organizzative  e  di  produzione,  l’assegnazione  alla  sala  operativa  di  Roma  o Milano. Agli  impianti  di  distribuzione  saranno  assegnate  nuove  attività,  come  per  esempio  la performance  regime,  il  controllo  operativo  dei  processi  industriali,  il  monitoraggio  e la  gestione/coordinamento  funzionale  della  manovra  e  dei  traghettamenti. Entro  il  31  luglio  2017  si  attiveranno  i  tavoli  territoriali  che  dovranno  definire l’implementazione  della  nuova  organizzazione  negli  ambiti  territoriali  e,  soprattutto, concordare  i  turni di lavoro  in  funzione  dell’aumento  delle  attività.   Tutto  il  personale  manterrà  la  propria  sede  di  lavoro,  compreso  quello  utilizzato  nelle attività  di  formazione,  di  tutor  e  di  istruttore. Entro  il  mese  di  ottobre  2017  vi  sarà  una  verifica  a  livello  nazionale  rispetto all’attuazione  di  quanto  previsto  nell’accordo. 

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Nell’ambito delle procedure di raffreddamento si è svolto oggi il previsto incontro con Trenitalia, alla presenza del Direttore della DPR e del Responsabile delle Relazioni Industriali sul reticolo degli impianti equipaggi e sull’organizzazione delle squadre antievasione.

L’incontro ha avuto un carattere interlocutorio ed ha visto la delegazione aziendale presentare l’attuale reticolo degli impianti equipaggi ed una prima struttura del Pool Antievasione.

L’azienda ha comunicato che nel prossimo incontro presenterà una propria proposta sulla riorganizzazione degli impianti da cui iniziare la discussione. Come sindacato abbiamo chiesto che l’informativa contenga il modello d’impianto di riferimento che la DPR intende adottare, le consistenze attuali e il numero di agenti che verrebbero gestiti da ogni postazione di distribuzione. Abbiamo, inoltre, chiesto che non vi siano trattative a livello regionale senza la definizione di un accordo a livello nazionale.

In allegato il comunicato Ufficiale

Gentile Redazione de Il Fatto Quotidiano,

Gentile Daniele Martini autore dell'articolo "Il vitalizio dei Ferrovieri", volevamo rivolgervi i nostri più sinceri ringraziamenti per aver acceso i riflettori su una questione che, come emerge dal vostro scritto, lascia molti dubbi se non si è in possesso delle giuste conoscenze in materia.
Lo spirito dell'articolo da voi proposto è chiaro dalle prime battute, l'autore cerca di alimentare la tensione verso dei lavoratori che -nell'esercizio delle loro funzioni- sono già sottoposti a numerose problematiche. Lo spirito dell'articolo da voi proposto è chiaro dalle prime battute, l'autore cerca di alimentare la tensione verso dei lavoratori che -nell'esercizio delle loro funzioni- sono già sottoposti a numerose problematiche. Mettere sullo stesso piano gli abbonati, coloro che tentano di viaggiare senza pagare ed i ferrovieri non rappresenta nulla di costruttivo. Bisogna precisare infatti che chi tenta di viaggiare senza pagare il biglietto è spesso autore di aggressioni contro il personale dei treni e non può passare per vittima solo perché rischia di pagare una penale prevista dalle condizioni generali di trasporto. Sui treni senza biglietto non si accede. In Europa le multe arrivano a sfiorare i 1500 euro ma è un tema che non appassiona perché i biglietti vengono pagati e a tutela dei lavoratori ferroviari c'è spesso la scorta di vigilanza armata. Questi toni faziosi non fanno che complicare ulteriormente il delicato ruolo del personale di bordo che si trova tutti i giorni a combattere, per far rispettare le regole. Questo si che sarebbe un argomento su cui sensibilizzare l'opinione pubblica con i vostri interessanti articoli: le aggressioni verbali e spesso fisiche verso chi lavora sui treni.
Ma entriamo nel merito dell'articolo: Nel 1990, come raccontate, in un contesto di crisi economica aziendale, management e sindacati firmatari decisero di contemperare l'esigenza di risparmio dell'Ente con un problema di mobilità di tanti ferrovieri chiamati a lavorare lontani dalle proprie regioni d'origine. Fu una scelta molto sostenibile e fu -in quel rinnovo- l’unico aumento contrattuale dei ferrovieri. Le gare di assegnazione dei servizi regionali non erano nemmeno in previsione e per le FF.SS fu un aumento a costo nullo. I ferrovieri, quindi, già pagano il servizio che loro stessi offrono; lo pagano come affidabili contribuenti e lo pagano per CCNL; perchè il minor costo del lavoro è uno di quei fattori che concorre nell'assegnazione delle gare per offrire alle regioni servizi a minor costo. Comprendiamo bene che la verità in un giornale non vende quanto la polemica, ma riteniamo utile discussione far presente che questo sistema di welfare è talmente tanto apprezzato dalle aziende che -soprattutto nelle imprese private- si cerca di scambiare "auto-servizi" con la parte economica. Easyjet, la compagnia aerea, ed Italo Treno sono due palesi esempi di ciò. Addirittura, l'Italo pass estende il diritto a tutti coloro che rientrano nello "stato di famiglia" del dipendente a fronte di un costo del lavoro più basso. Un esempio di buon welfare, anticipato dal Gruppo FSI circa trenta anni fa.
Un'ultima ma non banale precisazione; i ferrovieri di FSI sono 60441; è un dato molto prossimo all'esattezza; non i 70.000 di cui parlate. Parliamo di 10.000 lavoratori in meno, e mentre scriviamoi numeri continuano a scendere. Ci teniamo quindi a rassicurarvi sulle capacità dell'AD Mazzoncini e del suo staff manageriale nel tagliare costi e posti di lavoro; al punto da farci sospettare che condivida con voi il termine "casta" per i ferrovieri: una categoria resa sempre più esigua ed inaccessibile dai tagli imposti dal mercato ed in futuro, forse, dalla borsa.

In allegato il Comunicato Ufficiale

 

 

1° MAGGIO
Giornata Internazionale di Lotta!
Così come la giornata dell'8 marzo non è la “festa della donna”, ma un momento di convergenza
internazionale della lotta delle donne per i loro diritti e per l'uguaglianza, il 1° maggio non è la “festa del
lavoro”. E' una giornata internazionale di mobilitazioni, talvolta di scioperi, dei lavoratori e delle lavoratrici.
In certi paesi le conquiste del movimento operaio fanno sì che questa giornata di manifestazioni si svolga in
un quadro di legalità - cosa che tuttavia non esclude la repressione da parte del governo e dei padroni; in
altri paesi i lavoratori devono invece muoversi in un quadro di illegalità: ecco che la solidarietà
internazionale diventa più che necessaria!

 

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