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Le recenti dichiarazioni apparse sugli organi di stampa –attinenti al piano di emergenza neve- rilasciate dagli A.D. del Gruppo FSI e di RFI hanno interessato anche la società Trenitalia; a tal riguardo le considerevoli segnalazioni di prestazioni di lavoro oltre il limite contrattuale ed i profondi disagi gestionali subiti dai lavoratori dell’esercizio, rendono indispensabile comprendere le dinamiche nelle scelte aziendali in tema di soppressioni, cancellazioni programmate, cambi materiale e gestione del personale. Per tali ragioni vi chiediamo un urgente incontro

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Mancato rispetto delle direttive comunitarie e nazionali emanate da ERA e ANSF, in riferimento all’installazione di apparati di supervisione del macchinista, attrezzaggio ed efficienza delle apparecchiature di comunicazione Terra-Treno.

Su molti mezzi di trasporto ferroviario è in atto l’installazione di un sistema di controllo dell’attività del macchinista, impropriamente detto vigilante. Tale sistema è presente, o in fase di implementazione, su tutti i mezzi di trazione e vetture pilota delle varie imprese ferroviarie presenti sul territorio italiano. Come Organizzazione sindacale abbiamo più volte segnalato di ritenere tale appartato una scadente evoluzione del sistema Vacma e, a nostro avviso, non si può considerare che questo sistema di controllo dell’attività del macchinista abbia superato le criticità individuate dal gruppo di lavoro istituito con nota Ministeriale n°0036882 del 27 settembre 2006 e conseguente relazione depositata in data 10 ottobre 2006.

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OR.S.A. Ferrovie da mesi aveva denunciato l’inadempienza aziendale rispetto agli obblighi imposti dalla normativa in materia di “ferie”, disciplinata dall’art. 2109 del codice civile, dall’art. 10 del D.Lgs. n. 66/2003 (modificato dal D.Lgs. n. 213/2004) e dall’art. 30 del CCNL Mobilità/Area AF del 16‐12‐2016. Molti lavoratori avevano infatti segnalato, oltre alla cronica difficoltà nel fruire dei giorni di congedo a loro disposizione, che le giornate di ferie imputabili agli anni precedenti al 2018 erano scomparse dal sistema di riepilogo presente sul portale “linea diretta”. In data 10 gennaio 2018 la Segreteria Generale OR.S.A. – Ferrovie ha ribadito questa stortura al Responsabile delle Relazioni Industriali del Gruppo Delegato FSI estendendo la nota per conoscenza, a tutte le Strutture Regionali del Ministero del Lavoro. Inoltre per dare sostegno all’azione sindacale sono state assunte iniziative da parte dei singoli lavoratori a cui le strutture regionali OR.S.A. Ferrovie hanno fornito il pieno sostegno. Siamo venuti a conoscenza, che il Gruppo FS ha di fatto riconosciuto le anomalie rilevate dalla nostra Organizzazione, rendendo nuovamente visibili i congedi maturati dai singoli lavoratori negli anni precedenti al 2018. In questi giorni, infatti, così come richiesto da OR.S.A. Ferrovie con le richiamate note (in allegato), stanno ricomparendo a sistema le ferie maturate e non fruite negli anni precedenti da parte dei lavoratori del Gruppo FSI. Inoltre, è possibile verificare che rispetto a quanto avvenuto fino a tutto il 2017, i congedi non utilizzati negli anni precedenti sono stati ricompresi in un unico “contenitore” telematico, denominato “Ferie residue anno precedente”, con scadenza 31/12/9999. Attraverso questo nuovo sistema contabile, che avviene comunque nel rispetto di quanto prevede la legislazione attuale, è consentita ai lavoratori una pianificazione effettiva del loro diritto alle ferie, che finalmente non è subordinata a “scadenze”, spesso impossibili da rispettare esclusivamente a causa di esigenze produttive aziendali. La soluzione fin qui emersa va nella direzione auspicata da OR.S.A. Ferrovie ed appare finalmente utile a risolvere strutturalmente parte del più ampio problema che attiene al sistema di attribuzione e contabilizzazione dei congedi nel personale del Gruppo FSI.

Roma, 16/02/18 

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Nella giornata di ieri si è svolta la riunione per il pagamento del premio di risultato per l’anno 2018 e per i successivi anni 2019 e 2020. La proposta di accordo presentata dalla Società tiene in considerazione, come condizione essenziale all’erogazione del premio, la positività dell’EBITDA del Gruppo FSI, che non potrà essere inferiore del 20% rispetto al valore budget stimato per ciascun anno. Superato il primo sbarramento (EBITDA di Gruppo FSI), la ripartizione del montante – per singole Società – terrebbe in considerazione altri indicatori tra i quali: l’EBITDA delle Società del Gruppo F.S.I., qualità percepita, obiettivi delle Società (costi – ricavi – qualità prodotta). Infine, per la determinazione finale del premio da attribuire ad ogni singolo lavoratore, costituirebbero elemento di penalizzazione gli eventi da malattia (due eventi nell’anno comporterebbero il 25% di penalizzazione) e sanzioni disciplinari con sospensione dal servizio (altro 25% di decurtazione). OR.S.A. ha ritenuto inaccettabile la proposta della Società perché con siffatto sistema i lavoratori potranno subire decurtazioni per cause non dipendenti dal loro contributo professionale. A livello societario, ad esempio, il raggiungimento degli obiettivi è composto da diversi fattori non dipendenti dalla qualità del lavoro svolto dai lavoratori di F.S. In ultimo, ipotizzare di decurtare il premio del 25% ad un lavoratore che ha evidenziato nell’anno due eventi di malattia o che, magari per inconvenienti di esercizio, ha subito giornate di sospensione (che già producono una importante decurtazione stipendiale), significa non tenere conto delle particolarità professionali e ambientali del lavoro svolto dai ferrovieri. Per detti motivi abbiamo invitato la Società a riformulare la proposta in maniera inclusiva, eliminando i fattori che di fatto determinano un sistema a perdere, anziché premiante.

 

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Nel pomeriggio di ieri 10 gennaio 2018 si è tenuto il proseguo degli incontri relativi al monitoraggio del processo manutentivo della manutenzione dei rotabili di Trenitalia, pertanto dopo la DPLH ieri si è discusso della Direzione Passeggeri Regionale e Direzione Tecnica. L’illustrazione del piano societario rispetto all’organizzazione futura del ciclo manutentivo della DPR e DT ricalca in maniera identica quello della DPLH, vengono infatti mantenute internalizzatele attività di certificazione dei lavori, di ultrasuoni alle sale e tornitura delle ruote. Resta quindi inalterato il rapporto tra le attività internalizzate e quelle affidate alle Ditte esterne. Per quanto riguarda l’assetto del reticolo ovvero il numero degli Impianti, la Società ha anticipato prossime chiusure di Impianti considerati già oggi in via di esaurimento, concentrando i servizi in altri siti regionali già presenti. Anche per la DPR è stata confermata la volontà di procedere all’acquisto dei nuovi treni corredati da contratti full service per la manutenzione dei mezzi. In buona sostanza, secondo la Società tutto resta uguale, inalterate le consistenze di personale e i volumi di produzione, salvo la chiusura di pochi siti regionali già in via di svuotamento di personale.

 

Purtroppo così non sarà!

 

Sono anni che si parla di internalizzazione delle attività di manutenzione, come se la sola richiesta qualifichi chi la pronuncia. La verità è che in molti casi la manutenzione di Trenitalia non possiede più né i mezzi ma soprattutto le competenze tecniche per poter essere competitiva con le ditte esterne che negli anni si sono impossessate delle Officine. Questi motivi la delegazione di OR.S.A. Ferrovie al termine dell’incontro ha chiesto conto della durata dei contratti full service e soprattutto che ai lavoratori delle ditte esterne siano affiancati quelli di Trenitalia, così da acquisire le competenze necessarie da permettere l’internalizzazione delle attività manutenzione sui nuovi treni in arrivo e quelli (ETR 1000 e 600) di recente acquisizione.

 

In Allegato l'informativa Ufficiale

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