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21-11-2012 UN TRENO CARICO DI STRESS

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UN TRENO CARICO DI STRESS

Resoconto del convegno su Stress Lavoro Correlato:

Una ricerca psicofisiologica su macchinisti e capitreno

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Il giorno 21 novembre 2012 presso l’Università Sapienza di Roma, si è svolto il convegno in oggetto sullo SLC, una ricerca svolta sotto la direzione scientifica dell’Università Sapienza e con la collaborazione di Rappresentanti della Sicurezza, Macchinisti e Capitreno che svolgono servizio ai treni (Cargo, Trasporto Regionale e Trasporto Passeggeri).

 

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Hanno partecipato numerose personalità del mondo scientifico e istituzionale in materia di sicurezza del Lavoro:        

·         Vezio Ruggeri – Ordinario di Psicofisiologia Clinica Università Sapienza – Roma     

·         Beniamino Deidda – Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Firenze           

·          Giuseppe Porcellana - ASL TO 

·          Giuseppe Piegari – Ministero del Lavoro

·          Laura Marrucci – Psicofisiologia Università Sapienza – Roma

·          Giuseppe Petrioli – ASL FI

·          Roland Gauthy – ergonomo ETUI ( sindacato europeo )

   e tanti altri……                                                                                                      

                                                                                       

Negli anni 90 cominciammo come COMU un lavoro di studio con il Prof. Vezio Ruggeri e la dott.ssa Marrucci dal quale scaturì il primo lavoro di ricerca su un gruppo di macchinisti di Roma e Ancona che venne presentato anche in un convegno a Roma. Lo studio che oggi viene presentato, supportato da una pubblicazione molto interessante, rappresenta il prosieguo di quel lavoro scientifico alla luce di una organizzazione del lavoro che peggiora ulteriormente la situazione. Infatti le risultanze delle criticità manifestate dai macchinisti e capitreno durante il proprio lavoro, ovvero i segnali veri delle patologie legate a situazioni di difficoltà sistemiche, si sono amplificate. Queste criticità sono state registrate nei questionari compilati da macchinisti e capitreno e poi consegnati al comitato scientifico.

Gli interventi che si sono susseguiti (tra cui quello del Procuratore Generale Deidda) hanno sottolineato le motivazioni che impediscono l’emergere delle denunce da parte dei lavoratori, delle fatiche, delle pressioni, delle stanchezze, per paura di essere distolti dal servizio o sanzionati, per paura di vedersi “bersaglio” del datore di lavoro, insomma dei “ silenzi “ ovvi che non fanno emergere agevolmente le difficoltà del nostro lavoro.

Il timore che lo stress correlato, quindi, diventi una mera pratica burocratica scollegata dalle vere patologie connesse (emergenti con le pesanti organizzazioni del lavoro accettate dai sindacati) è molto alto e per questo gli organi di vigilanza hanno il dovere di accogliere e far rispettare le segnalazioni dei RLS in materia. Le richieste di aiuto di RLS o Lavoratori che si occupano di sicurezza, rischiando talvolta anche un licenziamento, non possono e non debbono essere lasciate senza risposta.

La valutazione dei rischi che si occupa di stress correlato deve essere condotta in base a quanto previsto dall’accordo del 2004, l’individuazione dei fattori di rischio da parte dei datori di lavoro deve essere tempestiva ed efficace. Purtroppo questi tentano di ” ingentilire “ il rischio stress, glissando sulle analisi di rischio,  ben sapendo che la giurisprudenza ha consolidato il principio che la inadeguata o insufficiente valutazione del rischio equivale, e pertanto sanzionabile, ad una assenza della valutazione del rischio.

Spesso queste inadempienze dei datori di lavoro provocano radicalizzazione del confronto tra datore e lavoratori, confronto che dovrebbe essere invero leale e corretto.

Il normale interlocutore dei RLS non dovrebbe essere la polizia giudiziaria, se questo  avviene significa che c’è un problema di sistema e l’assenza, a questo convegno delle aziende e dei sindacati nazionali, ne è la palese dimostrazione.

In molte Regioni abbiamo depositato alla Procura della Repubblica e presso le ASL competenti una denuncia circostanziata in merito alla valutazione dei rischi dei macchinisti e dei capitreno. Abbiamo denunciato questi fatti, purtroppo alle istituzioni, perché l’azienda e chi per essa ci ha negato un confronto sui temi della sicurezza, ci ha impedito di contribuire efficacemente al miglioramento della sicurezza per i lavoratori evitando di affrontare assieme a noi il problema del SOCCORSO AL PERSONALE DEI TRENI E LA CORRETTA VALUTAZIONE DI QUESTI ASPETTI.

Purtroppo ci hanno negato il diritto a migliorare la nostra condizione di lavoro in termini di sicurezza e noi non potevamo far altro che prendere la strada della denuncia in Procura e alle ASL, una scelta obbligata per tutelare il lavoro e la vita dei Ferrovieri.

Ora, a tempo scaduto, qualcuno inizierà a capire che sarebbe stato meglio cercare il dialogo.

La raccolta dei dati dello studio e le valutazioni commentate saranno pubblicate sul sito web MAcchinisti Uniti. La pubblicazione dello studio sui macchinisti di Roma e Ancona organizzato dal COMU nel 2001 lo trovare nel sito:


https://docs.google.com/viewer?url=http://www.macchinistisicuri.info/ms/docusicur/archivio/orario_lavoro/StudioSuiTurniPDM_Ruggeri_UnivSapienza.pdf

Roma, 21 novembre 2012