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Pensione e lavoratori precoci. I Ferrovieri vengono ancora ignorati.

Con  l’introduzione  della circolare  INPS 99/2017  il personale  ferroviario,  inserito  nel  Fondo  Speciale  Ferrovie  dello  Stato,  non  potrà in  nessun  caso usufruire  dei  benefici  contributivi  previsti  dalla  232/2016 poiché,  includendo  le  maggiorazioni maturate  fino  al  31.12.2011,  raggiungerà il  diritto  alla  pensione  antecedentemente  ai  41  anni  di lavoro  effettivo  richiesti  con  la circolare  INPS.  Più  chiaramente,  un  lavoratore  assunto  nel  1976   oggi  possiede  41  anni  di lavoro  effettivo  ma,  avendo  la maggiorazione  sino  al 31.12.2011 superiore ai tre  anni,  ha una anzianità complessiva di oltre  a 44  anni.  Quindi ha già maturato,  nel rispetto dell’attuale  normativa,  il  diritto  alla pensione  da  oltre  un  anno  grazie  alla  maggiorazione   di  1/10 ogni 10  anni di lavoro.  Di  conseguenza  l’agevolazione  prevista per i lavoratori precoci  comporta il diritto  alla  pensione  in  una data successiva rispetto  a quella che  il lavoratore  già acquisisce  grazie ai suoi  naturali  requisiti.   Ancora una volta restiamo  sconcertati dalla  superficialità  con cui  si  dispongono  regole  che incidono  sulla vita  delle  persone,  in  questo  caso  confutando  un  adeguamento  legislativo  che,  se pur in  maniera insufficiente,  aveva riscontrato  alle  legittime  rivendicazioni  dei  ferrovieri.   Per quanto  evidenziato  si chiede un  urgente  intervento  legislativo  che  permetta al personale ferroviario  dell’esercizio  -  che  svolge  il proprio  servizio  in  mansioni usuranti/attività gravose  - l’accesso  anticipato  alla  pensione  rispetto  alla  normativa legislativa vigente. 

In allegato il comunicato ufficiale

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