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Il PM Guariniello mette sotto inchiesta Soprano ed il collega francese Fhal: la decisione di lasciare un solo addetto alla guida dei treni espone a rischi ferrovieri e viaggiatori.
2015-08-18: ilfattoquotidiano.it/ad trenitalia indagato dalla procura di torino macchinista unico alla guida dei treni

2015-08-18: torino.repubblica.it/macchinista unico ad trenitalia indagato per omissione di cautele

"Sul treno devono esserci sempre i due macchinisti": il giudice boccia il licenziamento.

http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/genova/cronaca/2015/03/28/news/_sul_treno_sempre_due_macchinisti_il_giudice_boccia_il_licenziamento-110697042/

Il "macchinista unico" finisce in procura...

http://www.iltempo.it/cronache/2015/01/15/il-macchinista-unico-finisce-in-procura-1.1368272

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/01/26/news/macchinista_unico-105827336/?ref=twhl&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Macchinista sviene alla guida... il convoglio si arresta in stazione.
http://m.veneziatoday.it/cronaca/macchinista-sviene-guida-treno-venezia-udine.html

IL COLLEGA GRILLO SU AGORA' clikka QUI

ALTRI LINK DA AGORA'

http://www.inmarcia.it/component/content/article/28-ultimora/622-macchnista-solo-equipaggio-soccorso-treni-emergenza-ferrovie
http://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&task=view&id=881&Itemid=40
http://www.youtube.com/watch?v=E3Ponmwjusc
https://www.macchinistiuniti.it/component/content/article/3-comunicati-lungo/188-articolo-diritti-distorti-riflessioni-di-un-rls.html
http://www.dirittidistorti.it/articoli/12-lavoro/731-sicurezza-e-diritti-indisponibili-dei-lavoratori-lettera-aperta-di-un-rls-in-trenitalia.html
http://temi.repubblica.it/micromega-online/i-pericoli-dei-treni-condotti-da-un-solo-macchinista/?h=0
http://www.professionesicurezza.it/2008/10/scrive-un-rls-di-trenitalia-gugliemo.html

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro - Diritti Indisponibili.

Sull'inadeguatezza delle procedure di primo/pronto soccorso aziendale in ambito ferroviario, nell'organizzazione del lavoro dei treni condotti dal macchinista unico/solo, 4 ASL (TO 1 - TO 3 - TO 4 - TO 5 clikka QUI) su delega del P.M. Raffaele Guariniello di Torino hanno impartito delle prescrizioni all'AD di Trenitalia in qualità di datore di lavoro (art. 2/1 lettera b del DLgs 81/08). Nell'articolo di "La Repubblica" (clikka QUI)si legge che anche ad alcune imprese ferroviarie private sono state impartite prescrizioni riguardo al primo/pronto soccorso aziendale.

La salute e la sicurezza dei lavoratori sono dei "Beni indisponibili" e come tali devono essere difesi e tutelati. Qualsiasi impresa, in qualità di datrice di lavoro, deve adempiere all'obbligo datoriale di sicurezza della prestazione di lavoro (Cass. Civ. sezioni unite 5163/09).    

Il 16 ottobre 2010 l’ex Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani, sui “Diritti Indisponibili”, da Piazza S. Giovanni in Roma si esprimeva così:

Ci sono dei Diritti che non sono “Disponibili” né per noi né per gli altri, perché sono Diritti dei LA – VO – RA – TO – RI e neanche delle Organizzazioni Sindacali, questa è la verità”.

  

Un RLS dei macchinisti ha scritto alle OO.SS. dei ferrovieri:

----- Original Message -----

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To: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; sindacale@filtcgil. it ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Sent: Wednesday, February 05, 2014 11:44 AM

Subject: [mail] Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro - Diritti Indisponibili.

Egregi rappresentanti dei Lavoratori (L. 300/70).

Ricordo a noi tutti l'art. 49 CCNL – AF

Le parti istituiranno una Commissione paritetica che entro il 31 dicembre 2012 analizzerà le soluzioni (?? n.d.a.) già messe in atto al fine di garantire il soccorso in caso di malore del personale in tempi certi e, comunque, più rapidi possibili, in aderenza a quanto previsto dal D.Lgs. n. 81/2008 e dal DM n. 19/2011.

Gli esiti dell’analisi effettuata dalla Commissione e le eventuali proposte saranno valutate dalle parti.

Dopo più di un anno e mezzo la suddetta commissione non si è mai riunita. Umiltà sindacale vorrebbe che si prendesse atto dell'atto prescrittivo degli Organi di Vigilanza del Piemonte (delegati nella fattispecie dal Dr. Raffaele Guariniello), senza fare ulteriori danni magari proponendo "scorciatoie tecniche" che non andrebbero nella direzione giusta della tutela dei "Diritti indisponibili" dei lavoratori, quali sono la loro salute e la loro sicurezza.

Il 16 ottobre 2010 anche l’ex Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani, sui “Diritti Indisponibili”, da Piazza S. Giovanni in Roma si esprimeva così:

Oggi 2 Procure d'Italia hanno preso a cuore quello che gli RLS dei macchinisti stanno denunciando da anni. Una delle 2 Procure "storicamente" è molto attenta anche alla tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori.

Le Procure, però, non devono supplire alla mancanza di agire sindacale riguardo a chi e cosa è "pericoloso" per la salute e la sicurezza dei Lavoratori.

Le OO.SS. che hanno firmato/accettato l'Organizzazione del Lavoro dei treni condotti dal macchinista Unico/Solo, dovrebbero ammettere con umiltà che si é trattato di un errore.

Ammettere i propri errori è prova di forza, non di debolezza. Anche questo significa fare Sindacato con la S maiuscola. Ciò mi ricorda il grande Giuseppe Di Vittorio.

Ho 56 anni e mezzo, prima o poi andrò in pensione. Mi piacerebbe pensare che il Sindacato dei ferrovieri tutto facesse una seria analisi su quanto sta accadendo oggi al "personale mobile" riguardo all'organizzazione e ai turni di lavoro.

Un disagio lavorativo notevole, basterebbe parlare con i macchinisti e i capitreno.

La Responsabilità di tutto ciò é soprattutto delle OO.SS. nazionali dei ferrovieri, perché non si fa Sindacato in questo modo lasciando incancrenire la situazione.   

C'è un'alternativa a tale Organizzazione del Lavoro ed è quella di istituire una nuova figura professionale a bordo treno: l'equipaggio polifunzionale.

Ciò ridurrebbe i Rischi primo/pronto soccorso e stress da lavoro - correlato.

Ridurre il Rischio è si un obbligo datoriale, ma é anche un dovere sindacale controllare affinché il Rischio sia stato veramente ridotto.

Buona Vita

Giuseppe Grillo

Cittadino/Lavoratore/Ferroviere/Macchinista/RLS

 

"Chi dice la Verità, prima o poi verrà scoperto".

O. Wilde

 

"Ero un combattente che non ha avuto fortuna nella lotta immediata, e i combattenti non possono e non devono essere compianti quando essi hanno lottato non perché costretti, ma perché così essi stessi hanno voluto consapevolmente".

A. Gramsci


Prescrizione ASL 1 Torino
ANCORA IN MARCIA - MACCHINISTA SOLO: OSTACOLO PER I SOCCORSI >>>>
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24-01-2014 PRESCRIZIONE ASL 1 TORINO INTEGRALE >>>> QUI


PM Guariniello
La Repubblica - Torino - 03-02-2014 Guariniello crea un pool per i treni: "Con un solo macchinista si rischia" >>>> QUI
Lo Spiffero - 03-02-2014 Procura e Asl sui binari della Valsusa >>>> QUI

ROMA
Online News - 06-11-2013 Ferrovie / Macchinista Unico, Sale a 7 il numero degli indagati a ROMA >>>> QUI
Libero Quotidiano.it - 06-11-2013 Ferrovie: inchiesta su "macchinista unico", 7 indagati a ROMA >>>> QUI
La Repubblica - Roma - 05-09-2013 Trenitalia, inchiesta della procura sul macchinista unico ai comandi >>>>
QUI
 
Trenitalia, inchiesta della procura sul macchinista unico ai comandi 
 

Indagato un dirigente: secondo il pm Pollidori la presenza di un solo professionista a bordo dei convogli potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza dei viaggiatori. Le verifiche a cura dei tecnici della Asl Rm/A

altLa presenza di un solo macchinista sui convogli ferroviari potrebbe rendere rischioso il trasporto su rotaia. La procura di Roma ha aperto un'inchiesta nei confronti di un dirigente di Trenitalia, responsabile della sicurezza sul lavoro, per capire se sia legittimo che a bordo dei treni viaggi un unico professionista. Per il pm Pietro Pollidori, che porta avanti gli accertamenti - originariamente avviati dalla procura di Genova - e che ha notificato all'indagato un invito a comparire, il fatto che moltissimi convogli vengano condotti da una sola persona potrebbe costituire una violazione della normativa per la sicurezza sul lavoro.

Altre verifiche sono state affidate dal magistrato ai tecnici dell'Asl Rm/A della capitale. Il pm, che ha già ricevuto una memoria dal funzionario chiamato in causa e un'ampia documentazione dall'ufficio legale della società, ha deciso di procedere con l'interrogatorio, che potrebbe svolgersi a fine mese.

La questione del 'macchinista solo' è da tempo oggetto di un contenzioso tra l'azienda e i sindacati, i quali sono convinti che l'utilizzo sul treno di un unico professionista altamente qualificato sia potenzialmente pericoloso per i viaggiatori e per gli operatori a bordo. Per le rappresentanze sindacali, soltanto con un equipaggio interscambiabile, in grado di condurre un treno e garantire assistenza all'utenza, si supererebbero tutte le criticità che possono verificarsi durante tutto il percorso.


Altri link sull'argomento:
Corriere della Sera - Roma - 05-09-2013 Treni a rischio con un solo macchinista La procura della Repubblica apre un'inchiesta >>>> QUI
Libero Quotidiano.it - 05-09-2013 Ferrovie: indagine Procura Roma su unico macchinista in convogli >>>> QUI

 

Il PM Guariniello mette sotto inchiesta Soprano ed il collega francese Fhal: la decisione di lasciare un solo addetto alla guida dei treni espone a rischi ferrovieri e viaggiatori.
2015-08-18: ilfattoquotidiano.it/ad trenitalia indagato dalla procura di torino macchinista unico alla guida dei treni

2015-08-18: torino.repubblica.it/macchinista unico ad trenitalia indagato per omissione di cautele

"Sul treno devono esserci sempre i due macchinisti": il giudice boccia il licenziamento.

http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/genova/cronaca/2015/03/28/news/_sul_treno_sempre_due_macchinisti_il_giudice_boccia_il_licenziamento-110697042/

Il "macchinista unico" finisce in procura...

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Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro - Diritti Indisponibili.

Sull'inadeguatezza delle procedure di primo/pronto soccorso aziendale in ambito ferroviario, nell'organizzazione del lavoro dei treni condotti dal macchinista unico/solo, 4 ASL (TO 1 - TO 3 - TO 4 - TO 5 clikka QUI) su delega del P.M. Raffaele Guariniello di Torino hanno impartito delle prescrizioni all'AD di Trenitalia in qualità di datore di lavoro (art. 2/1 lettera b del DLgs 81/08). Nell'articolo di "La Repubblica" (clikka QUI)si legge che anche ad alcune imprese ferroviarie private sono state impartite prescrizioni riguardo al primo/pronto soccorso aziendale.

La salute e la sicurezza dei lavoratori sono dei "Beni indisponibili" e come tali devono essere difesi e tutelati. Qualsiasi impresa, in qualità di datrice di lavoro, deve adempiere all'obbligo datoriale di sicurezza della prestazione di lavoro (Cass. Civ. sezioni unite 5163/09).    

Il 16 ottobre 2010 l’ex Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani, sui “Diritti Indisponibili”, da Piazza S. Giovanni in Roma si esprimeva così:

Ci sono dei Diritti che non sono “Disponibili” né per noi né per gli altri, perché sono Diritti dei LA – VO – RA – TO – RI e neanche delle Organizzazioni Sindacali, questa è la verità”.

  

Un RLS dei macchinisti ha scritto alle OO.SS. dei ferrovieri:

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Egregi rappresentanti dei Lavoratori (L. 300/70).

Ricordo a noi tutti l'art. 49 CCNL – AF

Le parti istituiranno una Commissione paritetica che entro il 31 dicembre 2012 analizzerà le soluzioni (?? n.d.a.) già messe in atto al fine di garantire il soccorso in caso di malore del personale in tempi certi e, comunque, più rapidi possibili, in aderenza a quanto previsto dal D.Lgs. n. 81/2008 e dal DM n. 19/2011.

Gli esiti dell’analisi effettuata dalla Commissione e le eventuali proposte saranno valutate dalle parti.

Dopo più di un anno e mezzo la suddetta commissione non si è mai riunita. Umiltà sindacale vorrebbe che si prendesse atto dell'atto prescrittivo degli Organi di Vigilanza del Piemonte (delegati nella fattispecie dal Dr. Raffaele Guariniello), senza fare ulteriori danni magari proponendo "scorciatoie tecniche" che non andrebbero nella direzione giusta della tutela dei "Diritti indisponibili" dei lavoratori, quali sono la loro salute e la loro sicurezza.

Il 16 ottobre 2010 anche l’ex Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani, sui “Diritti Indisponibili”, da Piazza S. Giovanni in Roma si esprimeva così:

Oggi 2 Procure d'Italia hanno preso a cuore quello che gli RLS dei macchinisti stanno denunciando da anni. Una delle 2 Procure "storicamente" è molto attenta anche alla tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori.

Le Procure, però, non devono supplire alla mancanza di agire sindacale riguardo a chi e cosa è "pericoloso" per la salute e la sicurezza dei Lavoratori.

Le OO.SS. che hanno firmato/accettato l'Organizzazione del Lavoro dei treni condotti dal macchinista Unico/Solo, dovrebbero ammettere con umiltà che si é trattato di un errore.

Ammettere i propri errori è prova di forza, non di debolezza. Anche questo significa fare Sindacato con la S maiuscola. Ciò mi ricorda il grande Giuseppe Di Vittorio.

Ho 56 anni e mezzo, prima o poi andrò in pensione. Mi piacerebbe pensare che il Sindacato dei ferrovieri tutto facesse una seria analisi su quanto sta accadendo oggi al "personale mobile" riguardo all'organizzazione e ai turni di lavoro.

Un disagio lavorativo notevole, basterebbe parlare con i macchinisti e i capitreno.

La Responsabilità di tutto ciò é soprattutto delle OO.SS. nazionali dei ferrovieri, perché non si fa Sindacato in questo modo lasciando incancrenire la situazione.   

C'è un'alternativa a tale Organizzazione del Lavoro ed è quella di istituire una nuova figura professionale a bordo treno: l'equipaggio polifunzionale.

Ciò ridurrebbe i Rischi primo/pronto soccorso e stress da lavoro - correlato.

Ridurre il Rischio è si un obbligo datoriale, ma é anche un dovere sindacale controllare affinché il Rischio sia stato veramente ridotto.

Buona Vita

Giuseppe Grillo

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"Chi dice la Verità, prima o poi verrà scoperto".

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"Ero un combattente che non ha avuto fortuna nella lotta immediata, e i combattenti non possono e non devono essere compianti quando essi hanno lottato non perché costretti, ma perché così essi stessi hanno voluto consapevolmente".

 

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Trenitalia, inchiesta della procura sul macchinista unico ai comandi 
 

Indagato un dirigente: secondo il pm Pollidori la presenza di un solo professionista a bordo dei convogli potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza dei viaggiatori. Le verifiche a cura dei tecnici della Asl Rm/A

altLa presenza di un solo macchinista sui convogli ferroviari potrebbe rendere rischioso il trasporto su rotaia. La procura di Roma ha aperto un'inchiesta nei confronti di un dirigente di Trenitalia, responsabile della sicurezza sul lavoro, per capire se sia legittimo che a bordo dei treni viaggi un unico professionista. Per il pm Pietro Pollidori, che porta avanti gli accertamenti - originariamente avviati dalla procura di Genova - e che ha notificato all'indagato un invito a comparire, il fatto che moltissimi convogli vengano condotti da una sola persona potrebbe costituire una violazione della normativa per la sicurezza sul lavoro.

Altre verifiche sono state affidate dal magistrato ai tecnici dell'Asl Rm/A della capitale. Il pm, che ha già ricevuto una memoria dal funzionario chiamato in causa e un'ampia documentazione dall'ufficio legale della società, ha deciso di procedere con l'interrogatorio, che potrebbe svolgersi a fine mese.

La questione del 'macchinista solo' è da tempo oggetto di un contenzioso tra l'azienda e i sindacati, i quali sono convinti che l'utilizzo sul treno di un unico professionista altamente qualificato sia potenzialmente pericoloso per i viaggiatori e per gli operatori a bordo. Per le rappresentanze sindacali, soltanto con un equipaggio interscambiabile, in grado di condurre un treno e garantire assistenza all'utenza, si supererebbero tutte le criticità che possono verificarsi durante tutto il percorso.


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Corriere della Sera - Roma - 05-09-2013 Treni a rischio con un solo macchinista La procura della Repubblica apre un'inchiesta >>>> QUI
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Esodati, macchinisti dei treni a 67 anni. 

“Errore nel decreto”. Mai corretto.

 

La riforma Fornero colpisce ancora: coinvolti almeno 9mila lavoratori. Finora si era messi a riposo a 58 anni (in Europa in media l'età è di 55 anni). Intanto la professione diventa sempre più usurante dopo che dal 2009 la guida non è più in coppia.

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/27/esodati-macchinisti-dei-treni-a-67-anni-errore-nel-decreto-mai-corretto/893444/

 

I macchinisti dei treni potrebbero essere i nuovi esodati per effetto della riforma Fornero. Circa 9mila dipendenti di Trenitalia, di Ntv e delle altre imprese operanti in Italia non andranno più in pensione a 58 anni, ma a 67. Il tutto a causa di un errore nel Salva Italia, uno dei primi provvedimenti del governo Monti, approvato a fine 2011. I macchinisti, tra l’altro, sono per legge sottoposti a visite di idoneità annuali e la maggior parte dopo qualche anno non le supera più. A riprova di questo la circostanza che in Europa mediamente l’età per la pensione per questa categoria di lavoratori è di 54-55 anni. A questo si aggiunge l’altro fronte aperto dai macchinisti: oggi il lavoro è diventato ancor più usurante per i macchinisti perché dal 2009 non sono più affiancati da un collega ma sono da soli in cabina di guida e con il rinnovo del contratto nel 2011 l’orario di lavoro è passato da 8 ore e mezza a 10, con 6 ore e 30 di “condotta di guida continuativa”, cioè non possono muoversi dalla postazione di guida. 

“Purtroppo rischiamo di diventare esodati anche noi – spiega Marco Crociati, macchinista Frecciargento dell’associazione Ancora in Marcia – visto che l’ultimo piano aziendale di Trenitalia prevede dagli 8mila ai 12mila esuberi entro il 2023 e perdendo l’idoneità prima della pensione potremmo essere tra i papabili. Se ci dice bene invece andremo in pensione senza tutti gli oneri accessori previsti per la nostra categoria cioè perderemmo circa 400 euro al mese , come se non avessimo mai guidato un treno durante la nostra attività professionale. Stesso discorso per gli altri colleghi che in tempi di tagli potrebbero essere le prime vittime. Per un mero errore materiale siamo stati esclusi dai cosiddetti “armonizzandi” carabinieri, vigili del fuoco e le altre categorie che svolgono lavori particolarmente usuranti che con il Salva Italia andranno in pensione con un solo anno di ritardo rispetto a prima. I macchinisti italiani,- ma anche capitreno e manovratori, sono gli unici lavoratori in Italia che hanno avuto l’età pensionabile aumentata dalla sera alla mattina di ben 9 anni ”.

Dalla riforma Fornero del 2011 sono state intraprese varie iniziative (emendamenti, proposte di legge) trasversali dal punto di vista politico per ripristinare una situazione che appare insostenibile ma in concreto non è cambiato nulla. L’ultimo tentativo è stato fatto dalla deputata di Sel Titti Di Salvo che ha presentato un emendamento nel decreto legge Destinazione Italia per far rientrare nella categoria “armonizzandi” anche i macchinisti ma è stato bocciato. “Sono quasi tre anni – spiega la Di Salvo – che si cerca di correggere un errore del legislatore che in un passaggio della legge anziché dire ‘il presente comma’ ha scritto ‘il presente articolo’ e l’articolo in questione andava proprio a riformare, aumentandoli, i requisiti per accedere alla pensione, equiparando i macchinisti a tutti gli altri lavoratori della riforma Fornero ed escludendoli dalla categoria armonizzandi. Stiamo parlando di persone che ogni giorno guidano treni che viaggiano fino a 300 chilometri orari e che dopo 15-20 anni di attività tra il 70 e l’80 per cento ha problemi di udito dovuti ai rumori continui, spesso molto al di sopra delle soglie consentite; dopo 20-25 anni di attività tra l’80 e il 90 per cento inizia ad avere seri problemi alla spina dorsale dovuti alle continue vibrazioni, alle continue oscillazioni trasversali e ai frequenti contraccolpi verticali. Lavorano di norma fino a dieci ore al giorno ma possono arrivare a lavorare anche fino a tredici ore di seguito. Una situazione del genere si sarebbe dovuta risolvere immediatamente ma dopo l’ennesima bocciatura di un emendamento volto a cancellare questo imbarazzante errore – conclude la deputata di Sel – inizio a pensare che non si sia trattata di una semplice svista del legislatore”.




 

 

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OrSA Macchinisti Uniti si mobilita per le pensioni!

14-01-2014 IL COORDINAMENTO MACCHINISTI UNITI DELIBERA, ED IL NUOVO CORSO PRENDE FORMA.
pdf >>>> QUI

Attivate da Orsa Ferrovie in data 23-01-2014 le procedure di raffreddamento specifiche  sulla questione  pensionistica, per  tutte le imprese di trasporto Italiane.

I rappresentati del Coordinamento Nazionale Macchinisti Uniti in data 22-01-2014 hanno formalizzato ad Or.S.A. Ferrovie la necessità di un’azione più incisiva per il conseguimento di nuove condizioni pensionistiche per il personale di Macchina che tengano conto  della tipologia di lavoro usurante.  Da parte di tutti i sindacati di settore vi è stata una immediata condivisione e sostegno su tale tematica;  nell'ambito della  discussione è emerso  che  i colleghi degli altri settori sono stati pesantemente colpiti dalle riforme pensionistiche e si è giunti ad un’immediata convergenza sulla necessità di attivare le procedure di raffreddamento propedeutiche ad una prima azione di sciopero.

Ricordiamo che la nuova riforma ha innalzato i requisiti pensionistici per i Macchinisti, per i Capitreno e per i Manovratori portandoli a 67 anni di età anagrafica e 42 anni di contribuzione più l'adeguamento dell'aspettativa media di vita, con penalizzazioni forti per chi decidesse di andare in pensione prima dei 62 anni di età, anche avendo raggiunto i 42 anni e sei mesi o più. 

Ma va chiarito che la legge Fornero è stato solo l'ultimo atto di un percorso, per fare cassa da parte dei governi che si sono sin qui succeduti, ma che è partito in maniera pesante nel nostro paese con la riforma Dini che stabili il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo, nettamente più penalizzante per tutti i lavoratori, e che non teneva conto del fatto che a suo tempo fu abolita la scala mobile, quale strumento automatico di rivalutazione dei salari, e conseguentemente della contribuzione ai fini pensionistici. Tale sistema conduce a corrispondere pensioni di importo dimezzato rispetto al salario percepito, con impoverimento di una cospicua parte del paese.

Non va poi dimenticato che dal 2000 sono stati aboliti, per i nuovi assunti, i benefici derivanti dall’applicazione del DPR 1092/73 che consentivano il riconoscimento di aumenti di valutazione per alcune categorie di ferrovieri.

Il Coordinamento con questa iniziativa vuole portare all'attenzione di tutte le parti sociali, della politica e del governo, l'insostenibilità sociale di questa riforma, che ingenera grandi squilibri ed aumenta la disoccupazione giovanile; per questo ci si auspica che intorno a questa forte iniziativa possano convergere tutte le Organizzazioni Sindacali ed i Partiti Politici e le forze sociali, che hanno veramente intenzione di  rivedere questa legge non solo per i Macchinisti ed i ferrovieri, ma per tutti i lavoratori Italiani.

Un primo e significativo risultato ottenuto dal settore Macchina Orsa M.U. è stato quello di coinvolgere tutti i settori e tutta la Nostra Organizzazione nel far diventare azione Unitaria  questa battaglia di civiltà per le Pensioni.

E' chiaro che se non ci saranno riscontri ed impegni certi sul lato istituzionale e politico, il tutto verrà rimesso nelle mani dei Macchinisti e dei Lavoratori con la proclamazione di uno sciopero

Roma, 27-01-2014

UNITI SI VINCE!!!!!!!!! 

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Il dissesto idrogeologico causa un altro deragliamento
pdf >>>> QUI

OrS.A. Macchinisti Uniti è purtroppo costretta a denunciare un nuovo incidente ferroviario, avvenuto questa volta a Viterbo.

Sono trascorsi solo pochi giorni dal gravissimo deragliamento di Andora, le cui agghiaccianti immagini raggelavano  il sangue, che ci vediamo costretti a diramare un nuovo comunicato.

Oggi tra le stazioni di Tre Croci e Tobia, della linea FL3 Roma – Viterbo, l’ennesima frana invade i binari e causa, dopo la curva, un inevitabile  incidente. Grande paura fra i passeggeri, molti dei quali, sotto shock, hanno richiesto l’intervento del 118 e conseguente ricovero in ospedale.

La grande professionalità e la tempestiva reazione del Personale Mobile ha evitato ancora una volta un disastro di maggiori proporzioni ed ha garantito la messa in sicurezza dei viaggiatori.

Nell’incidente è rimasto ferito il Capotreno. Siamo fortemente preoccupati ed indignati per il susseguirsi di incidenti dovuti a cause legate alla natura geomorfologica del territorio italiano e per la totale mancanza di un Piano Nazionale di prevenzione dei disastri per cause naturali.

Qualsiasi evento si manifesti nel nostro Paese, neve pioggia o smottamenti, diventa un serio pericolo che mette a rischio la vita degli operatori ferroviari nonché quella dei viaggiatori.

Vogliamo denunciare la cultura sbagliata che esiste nel nostro paese dove i disastri sono catalogati in base al numero delle vittime invece di esserlo in base ai rischi che un evento mette in luce.

Il nostro accorato appello è rivolto al Governo ed agli Amministratori della Infrastruttura Ferroviaria affinché sappiano attuare, per tempo, provvedimenti seri e programmatici onde evitare incidenti più gravi.

Roma, 31 gennaio 2014 

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COORDINAMENTO MACCHINISTIUNITI:

RAPPRESENTANZA DIRETTA CHE CONTINUA

IL 14 Gennaio 2014 si è  riunito il Coordinamento Nazionale di OrSA Macchinisti Uniti alla presenza di 24 Coordinatori Nazionali provenienti da tutta Italia.

Alla riunione hanno partecipato anche numerosi attivisti e tutti i segretari regionali di estrazione Macchina.

Questa alta partecipazione dimostra come l'esperienza del COMU, di un sindacato di Base fatto dai lavoratori, sia più che mai viva e attuale.

La discussione ha evidenziato la necessità e l’urgenza di una riorganizzazione del nostro Sindacato a seguito della fuoriuscita  di numerosi  attivisti.

Uniti si Vince è stato sempre il nostro motto, e oggi più che mai è il faro che ci guida.

Uniti in una critica radicale dell’accordo Confindustria e Sindacati Confederali che inibisce la possibilità di rappresentare  la specificità del nostro lavoro.

Abbiamo individuato questi  obbiettivi :

      ·   Difesa dei lavoratori in un contratto che ha sottratto diritti e qualità della vita ai Macchinisti;

·    Diritto alla salute;

·    Il superamento dell’elaborazione dei turni sviluppato con il sistema di gestione Crew-Management (IVU);

·  L’avvio di un percorso sindacale comune con il personale di bordo. È evidente la necessità di definire una nuova figura professionale con caratteristiche di polifunzionalità che consenta la necessaria sicurezza a bordo treno, ed un adeguato inquadramento professionale;

·    Immediata attivazione del confronto con Trenitalia, riguardo il soccorso al Macchinista e le tutele del personale inidoneo;

·   Confronto con i lavoratori per costruire assieme la piattaforma per il nuovo CCNL. Quello attuale scadrà nel 2014;

·    Perseguire una forte azione sindacale che sappia generare nuove e più eque regole sul tema delle pensioni;

·  Non condividiamo i processi di liberalizzazione e di privatizzazione del trasporto ferroviario, eppure siamo presenti per pretendere regole che garantiscano: Sicurezza, Condizioni di lavoro e salario uguali su tutto il territorio Nazionale, nell'ambito di un unico contratto Ferroviario. Non a caso ricordiamo il nostro lavoro di coordinamento fra i ferrovieri di Trenord che ancora lottano a difesa dei loro diritti.

 

Insieme a voi, insieme con noi

Ancora Uniti per vincere!!!!!!!!

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GRAVE SUSSEGUIRSI DI INCIDENTI SUL LAVORO
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Or.S.A. Macchinisti Uniti è costretta a prendere nuovamente atto dell’ultimo di una serie interminabile di incidenti ferroviari avvenuti in Italia.

Oggi sulla linea Genova-Ventimiglia, nelle vicinanze della stazione di Andora, il treno Intercity 660 impatta in una frana e svia. La grande professionalità e la tempestiva reazione dei macchinisti hanno evitato un disastro di maggiori proporzioni. Nell’incidente sono rimasti feriti i macchinisti, mentre gli altri dipendenti ed i passeggeri sono sotto shock; non ci risultano per fortuna feriti fra i viaggiatori.

Nell’apprendere la notizia di questo ennesimo incidente non possiamo non ricordare analoghi e gravissimi disastri, il primo in Sardegna dove perse la vita un nostro collega macchinista; il secondo, ancora più grave, in Alto Adige, dove un treno Regionale deragliando, dopo un impatto con una frana, provocò nove morti e ventotto feriti gravi.

Siamo fortemente preoccupati dell’escalation di incidenti per cause legate alla natura geomorfologica del territorio italiano e della totale mancanza di un Piano Nazionale di prevenzione dei disastri per cause naturali, della totale assenza di controlli lungo le linee anche dopo segnalazioni di allerta della Protezione Civile.

Mentre sono ancora vive l’emozione e la rabbia per la morte del manovratore nella stazione di Santa Maria Novella a Firenze, l’Or.S.A. Macchinisti Uniti individua nell’intera classe politica nazionale e negli Amministratori dell’infrastruttura ferroviaria la responsabilità per la mancanza di prevenzione e la scarsa attenzione  alle tematiche legate al dissesto idrogeologico.

Un colpevole atteggiamento che mette a rischio la vita degli operatori ferroviari nonché quella dei viaggiatori.

Esprimiamo con il presente comunicato vicinanza ai lavoratori feriti ed alle loro famiglie.

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Informativa dell’incontro del 23 aprile 2013

IVU: eppur si muove!!!

(dal centro alla periferia)
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Ieri si è tenuto presso la sede aziendale , senza nessun significativo passo avanti degno di nota,  l’ennesimo incontro con Trenitalia  in merito ai turni Crew Management. Dopo un silenzio che durava da qualche mese non ci si aspettava una riunione così inconcludente.

Di fatto abbiamo assistito all’ennesima informativa sulle problematiche di Trenitalia e  all'ennesima esposizione di nuove proposte aziendali.

Dal confronto è emersa nettamente la volontà aziendale circa il decentramento, dal prossimo mese di Luglio, (tra altro ampiamente anticipata dai volantini regionali di alcune Organizzazioni) della programmazione dei turni con il sistema IVU verso le Direzioni Territoriali Regionali, alle quali verrà conferito ampio mandato per i confronti con le OO.SS. ed RSU. Tutto questo, non affrontando minimamente i problemi  che interessano il personale mobile, presumibilmente, servirà all’azienda per richiedere le flessibilità in trattative territoriali; cosa che sarebbe stata certamente più complessa a livello nazionale.

Non solo questo. In tale ambito, secondo i piani aziendali è stata proposta anche l’eventualità di ridefinire tutti i riposi “di norma” al sesto giorno (con la concessione di 3538 ore di riposo settimanale - come da CCNL AF), in cambio della rinuncia ai riposi quali-quantitativi e ai riposi week-end. Un altro specchietto per le allodole. 

La nostra richiesta al tavolo è stata quella di discutere la possibilità di riavere i turni collettivi. Questa, come noto, sarebbe l’unica soluzione al problema della equanimità e distribuzione omogenea della qualità servizi. L’azienda, come nelle precedenti riunioni, ha negato tale evenienza, riconfermando i turni individuali.

In conclusione la risultante dell’incontro di ieri vede un verbale dal quale risulta una semplice calendarizzazione di incontri ; una paventata risoluzione dei problemi di un centinaio di quadri che erano costretti a lavorare fuori sede (nella maggior parte dei casi in trasferta) e la concessione di un mese di proroga sull'attivazione delle procedure per i turni estivi. In compenso sono rimaste immutate tutte le criticità dei potenziali 15000 lavoratori facenti parte del personale mobile evidenziate fino ad oggi, sulle quali i lavoratori coinvolti si sono spesi con altissime adesioni agli scioperi effettuati, fino a poco prima della firma dei contratti anche da parte di Or.S.A. Ferrovie.

IVU vacilla??? Non proprio secondo noi. Presto, ed è fresca notizia, che dai primi di maggio per proseguire verosimilmente entro giugno verrà esteso imbottito di palesi violazioni contrattuali, agli ultimi restanti impianti di tutta la Divisione Cargo.

Chissà quando il sindacato smetterà di prendere in giro i lavoratori, millantando accordi migliorativi inesistenti, se non per gli interessi di pochi.

Roma, 24-04-2013 

 
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SCIOPERO NAZIONALE
“MACCHINISTI UNITI”
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Ulteriori Info >>> QUI

 ATTENZIONE: SCIOPERO DEL 25  MARZO 2013 RIDOTTO AD UN'ORA DALLE 09.01 ALLE 10.01 >>> QUI

Colleghi, come è noto Or.S.A. Macchinisti Uniti non ha condiviso la firma dei CCNL per i contenuti particolarmente pesanti per i macchinisti. Una scelta sbagliata e al fuori delle regole interne che inciderà sulla salute e la sicurezza e che ha generato tra il personale forti e prevedibili reazioni che  hanno portato ad allontanamenti   importanti. Solo il rispetto e la considerazione che i colleghi hanno dei rappresentanti ha evitato conseguenze  peggiori.

Da parte nostra non abbiamo cambiato idea, eravamo contrari e restiamo contrari con convinzione della scelta fatta con piena corrispondenza con le valutazioni ed il mandato ricevuto dai macchinisti che hanno attraverso il referendum, espresso inequivocabilmente il loro giudizio sui contratti. Abbiamo il dovere di continuare a lottare per il bene della qualifica e dobbiamo farlo con tutti i macchinisti senza alcuna distinzione. Le responsabilità della firma sono e restano in capo a chi ha ritenuto di farlo..

È giunto quindi il momento di riprendere la lotta anche perché i contenuti contrattuali si stanno dimostrando ancora peggiori delle previsioni.

Alle vertenze pregresse e mai superate si sono aggiunte quindi le applicazioni delle normative contrattuali che hanno determinato  problemi ancora più gravi. Alla pesantezza delle normative del lavoro e all’aumento dei carichi di lavoro, del lavoro notturno, fa da contraltare una ingiustificata riduzione dei riposi sia giornalieri che settimanali.

L’introduzione dei cosiddetti turni IVU, in tutte le divisioni, col passare del tempo, sta incidendo, come previsto, sempre più e sempre con maggiore negatività nella vita lavorativa. La cancellazione dei turni collettivi, e le nuove norme del lavoro rappresentano una realtà che il personale non condivide.

In sostanza un combinato e composito effetto che sta piegando la capacità di sopportazione dei lavoratori, sottoposti a conseguenti elevati livelli di stress.

Che dire poi degli esuberi in Cargo, dei trasferimenti d’ufficio verso RFI con provvedimenti al di fuori delle norme contrattuali e senza che sia stato mai presentato un reale piano industriale.  Chi aveva “venduto” i contratti dicendo ben altro, con dichiarazioni che possiamo ora definire prive di qualsiasi attendibilità, si è assunto gravi responsabilità nei confronti del personale.

Come se tutto questo non bastasse a breve si apriranno i tavoli territoriali per la trattativa sulla concessione delle flessibilità, che non saranno trattative sui turni (eliminate irresponsabilmente dal rinnovo contrattuale), ma esclusivamente trattative per la loro concessione. Non potendoci essere garanzie di equanimitá siamo certi che, se le concessioni saranno convenute, la vivibilità dei turni diventerà insormontabile.

A tutto questo dobbiamo aggiungere le vertenze a tutt’oggi irrisolte e considerate dal personale di macchina di rilevante importanza;

·        la tutela dell’inidoneità, che per quanto inserita nei testi contrattuali deve ancora avere un riscontro reale e concreto;

·        il soccorso al macchinista nonostante le prescrizioni degli organi di vigilanza continua a rimanere un lontano miraggio;

NON LASCIAMO IL NOSTRO FUTURO NELLE MANI DI CHI NON CI RAPPRESENTA E CHE ACCETTA CONTINUAMENTE CONDIZIONI PEGGIORI DI LAVORO SENZA GARANTIRCI UNA DEGNA PROSPETTIVA DI VITA!!!  

SCIOPERIAMO COMPATTI

UNITI SI VINCE !!!

Roma, 18 marzo 2013

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I MACCHINISTI  INCONTRANO

 L’ON. CESARE DAMIANO
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Il 6 febbraio, presso il dopolavoro ferroviario di Torino PN, si è svolto un incontro con l’On. Cesare Damiano per affrontare il nodo delle pensioni dopo la riforma Fornero.

L’incontro, organizzato da Macchinisti Uniti, ha visto, oltre ai rappresentanti locali di Or.S.A., la partecipazione di numerose delegazioni provenienti da Napoli, Roma, Firenze, Venezia, Verona, Trieste. Presenti anche tanti capitreno e manovratori.

Mantenere viva l’attenzione sulle pensioni era e resta fondamentale per ricercare cambiamenti sostanziali alla riforma contro la quale sin dall’inizio abbiamo manifestato e scioperato (27 gennaio 2012).

Da qui l’esigenza di fare il punto della situazione, per il lavoro svolto e le iniziative sinora intraprese e per discutere delle eventuali azioni a sostegno delle modifiche delle attuali norme pensionistiche. 

Come è noto la riforma, oltre a numerose altre novità, ha superato la vecchia pensione di anzianità, di vecchiaia anticipata e di anzianità istituendo la nuova pensione di vecchiaia  e la pensione anticipata.

Per alcune qualifiche (macchinisti, capitreno, manovratori ed altre) l’aumento dell’età anagrafica per la “nuova” pensione di vecchiaia è passata da 58 a 67 anni; ben 9 anni in più. Un innalzamento senza precedenti che porterà inevitabilmente  danni alla salute ed aprirà scenari, in caso di inidoneità, preoccupanti addirittura per la tutela del posto di lavoro.

L’incontro con l’On. Cesare Damiano, che, come è noto, ha già intrapreso iniziative parlamentari importanti in questa direzione, ha avuto lo scopo di consolidare l’opinione che le norme pregresse di trattamento pensionistico per alcune categorie di ferrovieri non possono essere considerate norme di privilegio e che quindi il nostro impegno non può che essere ritenuto un doveroso  tentativo per ristabilire condizioni accettabili per poter svolgere il lavoro sino al pensionamento come previsto per altri lavoratori che svolgono la stessa attività.

Un tentativo ancora più importante e necessario se si considera che, con il nuovo contratto,  le condizioni lavorative sono peggiorate attraverso l’aumento dei carichi  di lavoro e la diminuzione dei riposi. Va inoltre tenuto in considerazione che, nonostante turni particolarmente aciclici, la condotta dei treni viene affidata, quasi generalmente, ad un solo macchinista. 

Condizioni complessivamente stressanti i cui effetti, come già la situazione attuale dimostra, si manifestano nel tempo con patologie invalidanti.

L’On. Damiano ha fatto il punto sulla riforma e sugli atti parlamentari già intrapresi a correzione di una riforma sbagliata  per dare soluzione alla vicenda dei cosiddetti “esodati” che la riforma ha generato e per quella dei macchinisti in quanto attività direttamente correlata alla sicurezza.

Tali atti hanno portato a soluzioni parziali avendo dato risposta a 130 mila “esodati” (costo di circa 10 miliardi di euro) mentre attendono ancora altre 170 mila persone con un ulteriore costo preventivato in circa 12 miliardi euro.  Invece gli emendamenti relativi ai macchinisti non sono stati accolti.

L’On. Damiano con estrema franchezza ha messo in evidenza che il cammino è difficile ma va portato a conclusione. Ciò potrà avvenire nell’ambito dei cosiddetti lavori di armonizzazione,  prioritariamente per dare, appunto, piena soluzione per gli esodati e per ristabilire condizioni accettabili per altri lavoratori con particolare riferimento ai macchinisti.

Il vivace dibattito che ne è seguito oltre a rimarcare l’impossibilità per i macchinisti a svolgere il lavoro, raggiunta una certa età, ha anche messo in rilievo le esigenze di altre qualifiche, capitreno e manovratori, caratterizzate anch’esse da particolari condizioni di lavoro.

L’incontro si è concluso con  il chiaro impegno dell’onorevole a dare coerentemente seguito alle iniziative già intraprese rendendosi disponibile per  ulteriori incontri di approfondimento.

Un incontro positivo che deve essere di ulteriore stimolo per i macchinisti e i  ferrovieri coinvolti,  alla massima partecipazione per la salvaguardia del proprio futuro.

Fine comunicato.