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È NECESSARIO SCIOPERARE

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Dopo la firma dei CCNL la situazione precipita. Abbiamo appreso della richiesta urgente dei firmatari inviata recentemente all’AD di Trenitalia per l’attivazione di un percorso negoziale. Nella nota vengono espresse preoccupazioni per le iniziative unilaterali che l’azienda continua ad intraprendere. In particolare:

  • continue riorganizzazioni;
  • esternalizzazioni di attività, incluse quelle pregiate nella manutenzione rotabili;
  • accorpamento delle distribuzioni ed il persistente accanimento contro gli equipaggi, evidenziato dall’introduzione del nuovo gestione del personale mobile che, oltre ad una serie di violazioni contrattuali, hanno determinato un numero preoccupante di esuberi.

Inoltre, viene rammentato che per la manutenzione rotabili permangono aperte le procedure e che per il settore vendita e assistenza non esiste più il confronto.

Riteniamo sindacalmente rilevante e particolarmente significativo il seguente passaggio: “Tutto ciò, all’indomani della firma del contratto della Mobilità area Attività Ferroviarie e del Contratto Aziendale FSI, lascia pensare che i segnali per la riapertura del confronto prevista per il 2013 non siano assolutamente di buon auspicio”.

Una situazione paradossale. I firmatari che dichiarano cose, nei mesi scorsi sempre negate, conseguenza diretta dell’applicazione dei CCNL da loro stessi firmati e da noi ampiamente evidenziate: Esuberi, aumento dei Carichi di Lavoro, conseguenze negative per l’introduzione del sistema IVU, Relazioni Industriali di fatto azzerate.

A tutto ciò si aggiunge un’altra pessima novità, su cui soffermarsi: il riferimento alla riapertura del confronto per il 2013. Un inciso che porta con sè scelte già pianificate e che, come noi dicevamo, preludono a nuove e pesanti modifiche normative. Quindi, le pesanti modifiche contrattuali rappresentano solo una prima fase alla quale dovranno seguirne ancora altre. Una situazione che va arginata con la massima compattezza, con le iniziative comportamentali e con lo sciopero. 

UNITI SI VINCE !!!

Roma, 10 ottobre 2012 

 
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Roma, 4 ottobre 2012

Prot. n° 53/2012 Co.M.U   

Osservatorio Nazionale per i Conflitti nei Trasporti 

Piazza della Croce Rossa, 1 Roma 

Fax 0644234159  

Commissione di Garanzia L. 146/90 

Fax 0694539680  

F.S.I. S.p.A. 

Amministratore Delegato 

Ing. Mauro Moretti  

Fax 0644103843  

F.S.I. S.p.A. 

Direttore Centrale RUO 

Dott. Domenico Braccialarghe 

Fax 0644103412   

Trenitalia S.p.A. 

Amministratore Delegato 

Dott. Vincenzo Soprano 

Fax 0644106300

 

Oggetto : norme tecniche dello sciopero 11-12 ottobre 2012  del Personale di Macchina della divisione Cargo di Trenitalia di FSI e  13-14 ottobre restante Personale di Macchina di Trenitalia di FSI

In allegato si trasmettono le norme tecniche dello sciopero in oggetto.  

Segnaliamo inoltre che la sentenza di Cassazione n 12811 del 3 giugno 2009 – qualora ve ne fosse stato bisogno – ha confermato il divieto di sostituire il personale scioperante con dirigenti e/o superiori gerarchici. Le società in indirizzo per un verso comandano il personale di qualifica al fine di garantire i cosiddetti servizi minimi, limitandone il diritto di sciopero, per un altro verso, utilizzano significative quantità di personale non di qualifica, dirigenti e/o superiori gerarchici, per effettuare la circolazione di ulteriori treni; per di più, impiegano questi ultimi e il personale non scioperante in prestazioni straordinarie in violazione delle previsioni contrattuali e/o legali. Anche in questa circostanza, riscontriamo esistenza di sollecitazioni, dirette ai quadri del settore, affinché il giorno dello sciopero, seppur coincidente con il loro riposo settimanale, si presentino al lavoro per far circolare treni eccedenti quelli da garantire.

Per quanto sopra, la scrivente diffida la Società Trenitalia di FSI a porre in atto tali condotte, nonché ad effettuare, nei giorni immediatamente precedenti lo sciopero, iniziative formali e/o informali tendenti a conoscere preventivamente l’adesione o meno dei lavoratori allo sciopero e qualsiasi altra forma di “pressione” sul personale.

Cordiali Saluti  

Or.S.A. Macchinisti Uniti Nazionale

Antonino Catalano

                                                               

 

Norme Tecniche  

Sciopero Nazionale  di 24 ore  del personale di macchina ( PDM ) addetto al trasporto cargo di Trenitalia di FSI

dalle 21.00 di giovedì  11 ottobre alle 21.00 di venerdì  12 ottobre 2012

Sciopero Nazionale di 24 ore del personale di macchina ( PDM ) addetto a tutto il trasporto viaggiatori di Trenitalia di FSI

dalle ore 21.00 di sabato 13 ottobre alle ore 21.00 di domenica 14 ottobre 2012 

1.    NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 

Le presenti norme tecniche sono conformi ai criteri previsti dall’allegato sui servizi minimi essenziali L.146/90, all’accordo nazionale del 23.11.99 e successive modifiche e integrazioni.

Il personale partecipa allo sciopero con le seguenti modalità:

2. NORME GENERALI

2.1 Treni in corso di viaggio

Il Personale comandato in servizio ai treni merci che abbiano orario di arrivo dopo le ore 21.00 del 11 ottobre 2012 aderirà allo sciopero a partire dalle ore 21.00.

Il Personale comandato in servizio ai treni merci con partenza prescritta dopo le ore 20.00 e con arrivo dopo le ore 21.00 del 11 ottobre 2012 non é tenuto a presentarsi in servizio.

3. NORME PARTICOLARI

3.1  PdM

Il Personale è tenuto a presentarsi al termine dello sciopero per completare la prestazione se, in relazione al turno di lavoro a lui assegnato, avrebbe dovuto trovarsi in servizio. Se impossibilitato a rientrare nella propria sede, si presenterà nell’impianto in cui ha iniziato lo sciopero per completare la prestazione programmata.

Il personale non è tenuto a presentarsi al termine dello sciopero quando la prestazione programmata rientra interamente nel periodo di sciopero. In tal caso il personale riprenderà il proprio turno alla successiva prestazione. Il personale disponibile sarà utilizzabile dopo la fruizione del riposo giornaliero o settimanale spettante.

Il PdM consegnerà le chiavi dei mezzi di trazione ai Capi Deposito Distributori o, in loro assenza, ai titolari degli Impianti.

Nelle stazioni le chiavi saranno invece consegnante al dirigente di servizio della stazione dopo aver provveduto, ove richiesto, al ricovero del treno all’atto dell’arrivo.

Il PdM  è esonerato dall’effettuare i tempi medi ed accessori se cadenti nell’ora di cuscinetto prima e dopo l’inizio dello sciopero.

In ogni caso, il personale ha diritto alla ripresa del turno.

Ai fini normativi, la durata dello sciopero concorre al raggiungimento del limite massimo della prestazione giornaliera, mentre ai fini del pagamento delle prestazioni straordinarie viene computata la prestazione effettivamente svolta.

3.2  Riserva , Riserva Presenziata, Tradotte, Manovre, Traghettamenti e scuole aggiornamento professionale  

Il personale in servizio di riserva, riserva presenziata, tradotta, manovra e traghettamento interromperà la propria prestazione lavorativa a partire dalle ore 21.00 del giorno di inizio sciopero. Il personale comandato ai corsi di aggiornamento professionale sciopererà per l’intera giornata lavorativa compresa all’interno dello sciopero. Salve le eccezioni per cui è prevista l’emissione di M 40.

4. NORME GENERALI

4.1 Treni garantiti.

Sono garantiti da origine a destino i treni a Lunga Percorrenza relativi ai giorni feriali e festivi pubblicati da FS nell'apposito quadro dell'orario generale. ( quadro A pag. N28-31 orario ufficiale f.s.)

Non vi sono treni da garantire al trasporto regionale poiché lo sciopero non interessa le fasce feriali  6-9 e 18-21 ( lo sciopero è dalle ore 21 del prefestivo alle 21,00 del festivo).

Nessun treno è da garantire al trasporto Cargo (indipendentemente dal giorno e dall’orario dello sciopero).  

4.2 Treni viaggiatori in corso di viaggio

Oltre ai treni garantiti da origine a destino di cui al precedente p.to 4.1.vanno garantiti tutti i treni viaggiatori che, con orario di partenza anteriore all’inizio dello sciopero, abbiano arrivo a destino entro un’ora dall’inizio dello sciopero stesso.

I treni che abbiano arrivo a destino successivamente ad un’ora dall’inizio dello sciopero e non rientrino nell’elenco di quelli garantiti di cui al p.to 4.1 sono soppressi o possono essere effettuati  con limitazione di percorso alla prima stazione idoneamente attrezzata ai servizi sostitutivi e/o di conforto per i viaggiatori.

4.3 Personale comandato e sostituzioni

I comandi vengono disposti dalla Società e comunicati per iscritto (M40) ai lavoratori interessati. I comandi per l’effettuazione dei treni garantiti (PdM-PdB) devono essere completi delle modalità per recarsi fuori sede e/o per rientrare alla propria sede. Inoltre il personale comandato all’effettuazione dei treni a lunga percorrenza da garantire dovrà essere  inserito in appositi elenchi nominativi opportunamente esposti con adeguato anticipo e con l’indicazione del turno assegnato.

La Società può, in tutto o in parte, rinunciare ai comandi e ha facoltà di disporre anche parzialmente i comandi al personale (limitatamente ad alcuni Impianti e/o linee) in conformità ai programmi di circolazione nonché di sostituire il personale comandato.

In ogni caso il personale comandato dovrà presentarsi in servizio e, qualora aderente allo sciopero, potrà essere sostituito, ove possibile, prioritariamente da altro personale non scioperante, solo ad eventuale sostituzione avvenuta sarà libero.

Il personale non espressamente comandato per iscritto dalla Società non è tenuto a presentarsi in servizio, qualora, invece, si presenti, è considerato non aderente allo sciopero ed è tenuto a prestare l’intera completa prestazione.

Non è consentito effettuare comandi per garantire servizi al di fuori di quelli previsti nel precedente punto.

4.4 Consegna chiavi

Il P.d.M che ha in consegna chiavi (materiale rotabile, valori) prima di allontanarsi dal lavoro provvederà alla consegna di quanto affidato all’Autorità ferroviaria eventualmente presente oppure, in mancanza di questa, alla Polfer.

In caso di assenza anche della Polfer i dipendenti consegneranno le chiavi alla persona che sarà preventivamente incaricata dalla Società FS. Qualora la consegna delle chiavi non potesse avvenire in loco, nel comunicare la disabilitazione e l’impresenziamento dell’Impianto alle persone di cui sopra, verrà indicato anche dove sono reperibili le chiavi in busta sigillata.

Cordiali saluti.

Or.S.A. Macchinisti Uniti Nazionale

Antonino Catalano

                                                                                            

Roma, 3 Ottobre  2012

prot.   52 /2012 Co.MU  

Osservatorio sui conflitti sindacali nel settore dei Trasporti

Piazza della Croce Rossa, 1 Roma

0644234159  

Commissione di Garanzia L.146/90

06 94539680  

Trenord S.r.l.

Amministratore Delegato

Dott. Giuseppe Biesuz

Fax 0272011111

 

Oggetto : esclusione personale società Trenord  ( rif. prot 47/2012 Co.MU del  12 9 2012 )

Con la presente la scrivente O.S., a seguito della richiesta della nostra struttura regionale Or.S.A. MU Lombardia,  esclude dallo sciopero proclamato dalle 21 di sabato 13 ottobre alle 21 di domenica  14 ottobre tutto il personale di macchina appartenete alla società Trenord S.r.l.

Alla base dell’esclusione la necessità di dare continuità alla vertenza iniziata su base regionale e riguardante tutti i ferrovieri di Trenord e nel contempo evitare, anche se del tutto legittime, due azioni di sciopero a distanza di 15 giorni che avrebbero evidenti ricadute sulla mobilità dei cittadini.

Distinti saluti

Orsa  Macchinistiuniti nazionale

Antonino Catalano

 

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CONGRESSO NAZIONALE 26-27-28 SETTEMBRE 2012

CATTOLICA

DOCUMENTO FINALE 

Per il file in pdf clikka QUI 

In apertura dei lavori il Congresso attua un minuto di silenzio per Il grave incidente ferroviario di Cisternino in cui ha perso la vita il nostro collega macchinista Giuseppe Campanella e nel quale sono rimasti feriti una decina di viaggiatori.  

Il congresso partecipa le proprie condoglianze ai familiari e auspica una pronta guarigione per tutti i feriti.

Una circostanza che rappresenta l'ennesima dolorosa occasione per evidenziare le gravi lacune di sicurezza nelle ferrovie.

L’incidente di Cisternino è solo l'ultimo e tra i più gravi di una lunghissima serie di incidenti riguardanti proprio i passaggi a livello. Dopo questa ennesima tragedia, oltre a quelle individuali dell'autista del camion coinvolto, dovranno stabilirsi le responsabilità di chi, a fronte di tecnologie consolidate e già disponibili, mantiene in funzione e consente l'esistenza dei passaggi a livello che dovrebbero, come priorità, essere smantellati proprio perché sprovvisti delle necessarie dotazioni tecnologiche.

E' nuovamente venuta alla luce l'assenza di sistemi tecnici, organizzativi o di difesa passivi, (dispositivi di rilevamento ostacoli, già disponibili e/o installati soltanto su alcune linee, cabine di guida dotate di celle indeformabili) necessari  a prevenire il ripetersi di tali eventi ovvero di attenuarne gli effetti, tenuto conto della loro prevedibilità e frequenza.

Il Congresso Or.S.A. MU, a tal proposito, impegna e delega il Coordinamento Nazionale affinché metta in atto tutte le necessarie azioni al fine che le responsabilità vengano pubblicamente accertate e perseguite. Allo stesso tempo delibera una azione di sciopero legata alla sicurezza di 24 ore.

Per quanto concerne la particolare situazione sindacale ed il confronto interno Il Congresso Orsa Macchinisti Uniti apprezza la decisione unanime del Coordinamento Nazionale di convocare il congresso in seduta straordinaria e condivide appieno la relazione introduttiva dei coordinatori nazionali esecutivi e assume gli indirizzi in essa definiti. Conferma pertanto all’unanimità, come peraltro più volte ribadito dai coordinamenti nazionali Orsa MU, sostegno e piena fiducia ai coordinatori nazionali esecutivi  in questo particolare e difficile momento sindacale. Ribadisce la netta contrarietà alla sottoscrizione del CCNL AF e CA FS e Trenord. Tale posizione già ufficializzata alla segreteria generale ha trovato piena approvazione dal risultato referendario che ha visto la partecipazione della maggioranza dei macchinisti del gruppo FS (95% contrari ai contratti)  e  ribadita, peraltro, anche nell’ultima riunione di segreteria del 25 settembre scorso.

La posizione di netta contrarietà alla sottoscrizione dei contratti CCNL AF CA FSI E CA Trenord viene assunta a tutela del corpo associato al Settore Macchinisti Uniti, nel pieno rispetto delle norme statutarie che attraverso regole democratiche condivise salvaguardano l’autonomia rivendicativa e decisionale dei sindacati di settore facenti parte dell’organizzazione Or.S.A. Ferrovie.

La prima ragione di merito da cui dipende la ferma contrarietà è data dalle aggravate normative contrattuali di primo livello e dalla natura derogativa e ulteriormente peggiorativa dei Contratti aziendali rispetto a quelli nazionali nonché dall’inadeguatezza ad assolvere alla funzione di Clausola Sociale. Inoltre, tali Contratti non garantiscono la salvaguardia occupazionale neanche nei casi di gare d’appalto, cessione/trasferimento di rami d’azienda.

Nei contratti è stata ulteriormente svilita la funzione delle RSU alle quali è riservato un ruolo marginale ed esclusivamente di avvallo ad eventuali scelte peggiorative.

Il Congresso aderisce alla campagna referendaria per l’abrogazione delle modifiche all’art. 18 L.300/70 e dell’art. 8 della legge 138 bis e impegna il Coordinamento Nazionale ad adottare le conseguenti iniziative per sostenere l’iniziativa, in collaborazione con il Comitato promotore.

Il Congresso, pertanto, quale organo sovrano del sindacato Or.S.A Macchinisti Uniti conferma che per i contenuti gravemente peggiorativi, i cui effetti sono già manifesti, da parte dell’Or.S.A. non è possibile sottoscrivere i CCNL siglati dalle altre Organizzazioni sindacali il 20 luglio 2012.

Per queste ragioni il settore è impegnato ad adottare tutte le iniziative sindacali atte a contrastare l'applicazione di tali contratti e per determinarne modifiche migliorative.

Il Congresso, inoltre, stigmatizza e condanna come illegittimi e  pretestuosi gli atti adottati nei confronti di uno dei membri del Collegio dei Probiviri ed i procedimenti disciplinari interni avviati a danno dei cinque rappresentanti nazionali MU. I Coordinatori hanno agito correttamente in nome e per conto del Coordinamento Nazionale MU e coerentemente con la volontà di tutti i macchinisti; di conseguenza ricevono la gratitudine, la fiducia e la solidarietà del Congresso.

Per la loro sospensione dalle cariche si è utilizzato come pretesto la doverosa e legittima proclamazione dello sciopero nazionale di un’ora  per il giorno 22 giugno 2012 deciso all’unanimità dal coordinamento Nazionale Macchinisti. Con tale inverosimile atto, si vorrebbe negare una delle libertà inviolabili del cittadino, ovvero il diritto di sciopero, diritto individuale di ogni lavoratore, da esercitare in forma collettiva garantito dalla nostra Carta Costituzionale.

A tal proposito con la sospensione di tutti i Coordinatori nazionali si priverebbe la categoria dei macchinisti della loro legittima e necessaria rappresentanza.

Ciò è tanto più grave in ragione delle contestuali circostanze politiche e sindacali che vedono il mondo del lavoro oggetto di violentissimi attacchi e della situazione interna  al comparto ferroviario con il nuovo CCNL, già firmato dalle altre sigle sindacali, che peggiora le condizioni di lavoro di tutti i ferrovieri, ed in particolare del personale mobile, che vedono intaccati con forzature particolarmente pesanti sull’orario di lavoro, finanche salute e dignità.

 Il duro confronto dialettico interno, in corso non consente assolutamente ed in alcun caso di aggirare la sostanza federale dell’Organizzazione con strumentali e pretestuosi sotterfugi – quale l’illegittima estromissione della rappresentanza del settore macchina - per paventare una inesistente ‘unanimità’ nelle scelte della Segreteria Generale. Il Congresso riterrebbe non valida ogni sottoscrizione contrattuale in assenza del parere unanime di tutti i settori.

La costituzione dell’Or.S.A. confederale, avvenuta nel 1999 e la successiva approvazione dello statuto dell’Or.S.A. Ferrovie, nel 2002, hanno stabilito un patto inderogabile di rispetto delle norme statutarie con particolare evidenza dell’autonomia decisionale dei singoli settori.

La violazione sostanziale di tale patto farebbe decadere gli obblighi reciprocamente assunti; ogni responsabilità per tali violazioni ricadrebbe su chi volesse disconoscere il valore fondante dell’autonomia dei settori stessi.

Il Congresso conferisce pieno mandato al coordinamento nazionale ed ai coordinatori nazionali esecutivi per il raggiungimento degli obiettivi sindacali individuati e per la difesa della democrazia e delle regole che regolano la vita del nostro sindacato.

Infine il congresso ringrazia per il lavoro svolto i coordinatori nazionali Carlo Basili, Stefano Filaferro e Pasquale Giammarco, auspica e confida nel loro contributo e sostegno.

 

IL CONGRESSO CHIUDE I LAVORI ALLE ORE 14 DEL GIORNO 28-9-2012 


Documento  congressuale sulla sicurezza

Per il file in pdf clikka QUI

Sempre sul tema della sicurezza del lavoro, stiamo assistendo ad un graduale depotenziamento del DLgs 81/2008 attraverso due nuovi provvedimenti del Governo. Il primo riguarderebbe la generalità dei lavoratori, mentre il secondo riguarderebbe segnatamente i ferrovieri.

Il cosiddetto "decreto semplificazioni bis", in procinto di approdare in Consiglio dei Ministri, riguardante tutti i lavoratori, che rischia addirittura di indebolire o addirittura annullare i controlli, elemento cruciale per la tutela della salute e sicurezza di tutti i lavoratori.

E poi lo schema di DPR di attuazione dell'art. 3 del DLgs 81/2008 per l'armonizzazione delle disposizioni tecniche di cui ai titoli dal II al XII del medesimo DLgs con la disciplina in tema di trasporto ferroviario contenuta nella legge 26 aprile 1974, n° 191, e relativi decreti di attuazione”. Tale modifica legislativa, in estrema sintesi, riporterebbe sotto il controllo diretto dello Stato centrale, attraverso il Ministero del lavoro, le funzioni di vigilanza in materia di salute e sicurezza in ambito ferroviario esautorando in ciò le ASL.

Riteniamo ingiustificato e inaccettabile che vi siano differenti legislazioni per regolare la tutela della salute quale bene primario dei cittadini né esiste alcuna particolare ragione tecnica per 'differenziare' le norme di legge sulla 'vigilanza', anche perché tutto quanto avverrebbe in una chiara ottica di smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale in materia di prevenzione e sicurezza del lavoro.

Le Asl, infatti, per essere meglio diffuse sul territorio e, soprattutto, soggetto di prima istanza più vicino alle esigenze dei cittadini (sostanziando quanto disposto dall'art. 117 della Costituzione Italiana), hanno fino ad oggi esercitato in modo più efficace tale ruolo garantendo attraverso il coordinamento fra le Regioni e lo Stato anche l'omogeneità territoriale.

A tal proposito il Congresso stigmatizza l'atteggiamento di Or.S.A. Ferrovia che, pur coinvolta formalmente dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un parere sindacale sullo schema del DPR, non ne ha informato né i vari settori né gli RLS per le necessarie valutazioni.

Si aggiunga, a tutto questo, l'incidenza negativa che il nuovo CCNL avrà sulla salute dei macchinisti, a fronte di un aumento generalizzato dell'orario di lavoro ed una conseguente diminuzione del monte ore dei riposi, che si sommano alle varie forme di flessibilità concesse senza un ritorno in termini di migliore vivibilità

Questo quadro devastante che non potrà non determinare effetti che ricadranno anche sulla qualità del lavoro e della vita dei macchinisti, non può vederci inermi ma protagonisti nell'affermare, in tutte le sedi ed in tutte le forme civili e legali consentite, l'esigenza di mantenere alta l'attenzione sui temi della sicurezza del lavoro, a difesa della quale il  Congresso Or.S.A. MU delibera per la necessità di un immediato sciopero nazionale di 24 ore.

 

 CONGRESSO NAZIONALE OrSA MacchinistiUniti 26-27-28 settembre 2012

 Cattolica 28-9-2012 







 

 SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA CAMPANELLA

RACCOLTA FONDI 

 

Il giorno 24 settembre 2012 alla guida del treno 9351, in un tragico incidente ferroviario,  al PL di Cisternino (Ba), moriva il macchinista Giuseppe Campanella, di Bari.

La famiglia, in questo triste e difficile momento, ha bisogno di un aiuto immediato.

La moglie non ha un conto corrente postale o bancario per cui l'amico e collega, macchinista di Bari, Nicola Sgaramella, ha messo a disposizione la sua Carta Posta Pay dove far pervenire gli aiuti che poi girerà alla famiglia.

Siamo tutti invitati a fare la nostra parte, con lo spirito di Solidarietà che ci contraddistingue, facendo un versamento sulla Carta Posta Pay i cui dati sono i seguenti:

N. 4023600471781510

INTESTATA A : SGARAMELLA NICOLA

CF: SGR NCL 73C24 A662N

 

Per qualsiasi informazione potete contattare:

Crociati Marco, macchinista Roma, 313 8152255

Sgaramella Nicola, macchinista Bari, 313 8150780

Grazie a tutti.

28 settembre 2012

Macch. Marco Crociati

RACCOLTA FONDI TRAMITE TRATTENUTA A RUOLO AZIENDALE

CLIKKA QUI PER COMUNICATO FERROVIE DELLO STATO

 

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INFORMATIVA CONTRATTUALE
Per scaricare il documento integrale clikka  
QUI

La trattativa sul rinnovo contrattuale si è conclusa il 20 luglio scorso, con la firma dei contratti da parte delle altre OOSS, a nostro avviso malamente. Una trattiva che si è sviluppata in uno scenario generale difficile per il lavoro dipendente per le scelte governative (tasse dirette ed indirette, pensioni, pacchetto lavoro, modifica dell’art.18, tagli alle risorse per il trasporto, ecc.) su cui abbiamo già scritto in altre informative.

Da parte sua l’AD del gruppo FS, ing. Moretti, si è messo in evidenza in questi ultimi anni mettendo in atto una profonda trasformazione industriale, che ha portato a dismissioni e ridimensionamenti delle attività di trasporto merci e viaggiatori ed alla perdita di migliaia di posti di lavoro, con l’unico obiettivo del riequilibrio del conto economico senza tentare, come avrebbe dovuto, il rilancio ed il consolidamento del trasporto ferroviario in tutte le aree del terriorio nazionale, quale trasporto fondamentale per il Paese.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, la qualità del servizio soprattutto di carattere regionale e locale è davvero insufficiente, il livello del trasporto merci è ai limiti storici. Non solo dismissioni e ridimensionamenti, quindi, ma anche la trasformazione del gruppo e della missione sempre più legata a logiche di mercato, a danno della funzione sociale a cui un’azienda di stato dovrebbe sempre e comunque assolvere. L’unitarietà del gruppo FS, quale azienda unica ed integrata, è oramai compromessa, la paventata quotazione in borsa del segmento AV, la costituzione delle società di trasporto regionale, lo scorporo di RFI sempre più richiesto dai poteri forti, ne sono la conferma.
Dunque una trattativa, quella del rinnovo contrattuale, che avrebbe dovuto analizzare la situazione del gruppo e le condizioni dei ferrovieri che in questi anni sono stati chiamati ad un sforzo davvero importante. Com'è noto, con la chiusura del bilancio 2011 si conferma il risanamento economico dell'impresa FS. Un risultato positivo, il quarto consecutivo, per 285 milioni di euro che cresce rispetto il precedente di oltre il 200% e supera addirittura le previsioni del piano d'impresa che ne prevedeva 163.

 

2006

2007

2008

2009

2010

2011

Bilancio  FS

-2.115

-409

16

44

129

 285

Ferrovieri

98.002

93.573

89.431

84.962

80.153

73613

 

 


 

La forza lavoro, come si diceva, ha pagato il prezzo maggiore, e negli ultimi 5 anni i posti di lavoro perduti sono tantissimi e si aggirano intorno alle 22.000 unità (negli ultimi 3 oltre 13.000). Il bilancio è quindi strettamente legato alla riduzione del costo del lavoro dei ferrovieri rimasti, che hanno sopportato un lavoro duro e difficile e che si attendevano, dal rinnovo contrattuale e dall'accordo per i premi di risultato, riscontri adeguati, almeno per il lavoro svolto negli anni scorsi. Ed invece no!!!

  • NO al recupero inflazionistico degli stipendi, almeno in misura adeguata;
  • NO agli arretrati dovuti al periodo di vacanza contrattuale (2009/2011), almeno nelle quantità previste;
  • NO ai premi di risultato del 2010 e 2011, almeno nelle quantità previste.

Più che un contratto appare una punizione. Ma perché se il bilancio è positivo, le spettanze per gli anni passati non vengono riconosciute? Dove sono andate a finire quelle risorse? Domande che i ferrovieri si fanno, alle quali bisognerebbe dare risposta e che i firmatari non riescono a dare, se non con i soliti riferimenti alla crisi.

Bisogna dire che con la firma dei contratti l’azienda non solo ha speso meno del dovuto ma ha anche raggiunto in pieno gli obiettivi normativi che si era prefissata e che gli permetteranno notevoli recuperi di produttività, la riduzione di ulteriori posti di lavoro e ampi margini economici.

Nemmeno l’impostazione del contratto, che avrebbe dovuto rappresentare la concreta base contrattuale per la Clausola Sociale, è soddisfacente. Anziché ricercare una struttura capace di regolare il mercato con un impianto normativo di primo livello ampio e compiuto e con limitati rinvii per particolari esigenze produttive, come convenuto con la piattaforma approvata nell’assemblea nazionale unitaria da 3000 delegati il 21 febbraio 2007, si è, invece, concordato un contratto che favorisce, nell’ambito del proprio campo di applicazione, il dumping normativo e retributivo; sono state previste e rinviate a livello aziendale una quantità veramente industriale di flessibilità normative.

Un esempio per tutti.  Nel CCNL della Mobilità, sezione del personale mobile, è fissato il montante annuale delle ore di riposo settimanale in 3538. Tale montante può essere ridotto a livello aziendale, e questa è una novità importante, senza che sia stato definito un limite minimo. Infatti, se in Trenitalia tale limite è riducibile sino a 3.420 alla regionale e 3.276 nelle altre divisioni, in altre aziende, anche se adottano lo stesso contratto di 1° livello, è possibile prevedere un montante addirittura inferiore alle 3.000 ore che consentirebbe tra le dieci e le venti prestazioni in più in un anno per ogni ferroviere. È evidente che tale impostazione è condizione destrutturante, che rende inutile ogni funzione regolatoria del CCNL e non solo legittima ma incentiva la rincorsa al ribasso sulle condizioni dei lavoratori e sui carichi di lavoro.

Un vero capolavoro in negativo che renderà sempre più precarie le condizioni dei ferrovieri.  Di questi rinvii contrattuali (ben 35), ognuno dei quali può essere considerato un vero e proprio cappio, molti sono stati rimandati, non a caso, alla contrattazione territoriale: come dire scegliete quale usare e dove usarlo (il cappio) per farvi male. Tutto questo viene, invece, considerato dai firmatari riconoscimento del ruolo e potere contrattuale delle RSU e delle rappresentanze locali.

Con questo contratto, invece, non si concorderanno più, tra le altre cose, i turni di lavoro per cui le RSU non avranno alcuna capacità negoziale, se non la possibilità di concordare flessibilità e deroghe normative. Avranno, forse, la possibilità di scegliere quali. Ampie e profonde sono quindi le critiche al capitolo dell’Orario di Lavoro, che viene letteralmente stravolto.

Inoltre, sono stati assorbiti, peggiorandoli, nei testi contrattuali gli accordi pregressi come l’accordo su IVU o quello di Cargo su gancio/sgancio/fanali, non sottoscritti da Or.S.A., e motivo di scontro sindacale ancora in atto.

Come accennato il nuovo Orario di Lavoro e le relative normative rappresentano la novità contrattuale che rivoluzionerà, nel vero senso della parola, il lavoro in azienda e la vita dei ferrovieri attraverso: l’aumento dell’orario di lavoro settimanale a 38 ore, la revisione dell’organizzazione del lavoro, l’elevazione di tutti i limiti prestazionali, l’aumento delle notti, la riduzione dei riposi giornalieri e settimanali, gli equipaggi di Macchina e di Bordo ad Agente Solo e con Polifunzionale in Cargo, resi possibili anche di notte e su tutti i mezzi.

Le conseguenze si riverseranno in tutti i settori lavorativi ed in tutti i turni di lavoro: a giornata, rotativi e aciclici del personale mobile. L’aumento a 38 (8 ore e 40 al mese) comporterà:

  • per i turni a giornata unica, modifica dei turni di lavoro con l’aumento di almeno 1 rientro pomeridiano;
  • per i turni in seconda, modifica dei turni con allungamento della prestazione di 24 minuti, 48 per la manovra, o con l’inserimento di una prestazione aggiuntiva nel mese l’assorbimento di 1 RC al mese;
  • per i turni rotativi, modifica dei turni con l’inserimento di una prestazione e l’assorbimento di 1 RC al mese;
  • per i turni aciclici, la riduzione dei riposi giornalieri e settimanali  e l’assorbimento di eventuali Intervalli.

In sostanza, sarà necessario garantire almeno 1 giornata di lavoro in più al mese, 12 in un anno. Per il personale mobile, oltre l’aumento dell’orario settimanale, sono state modificate le normative di lavoro ed aumentati tutti i limiti delle prestazioni giornaliere, che produrranno ulteriori recuperi di personale.

A regime questi contratti produrranno una riduzione di posti di lavoro importante, già circolano in ambito aziendale cifre consistenti, prossime alle diecimila unità. Se tali cifre dovessero trovare conferma ci sarà davvero da preoccuparsi. Si intravedono nel breve periodo, molto probabilmente dopo dicembre 2012, situazioni di vero allarme che coinvolgeranno tutti  i ferrovieri.

Un peggioramento generalizzato ed ingiustificato, considerato appunto l’andamento positivo dei conti del gruppo FS degli ultimi anni.  

Ma anche la partita economica non è da meno. Aldilà dei proclami, sotto sotto, la situazione è preoccupante. Più ci si addentra nel merito e più sorprese vengono fuori, al punto tale da mettere in dubbio la reale consistenza dei paventati aumenti salariali.

La modifica alla normativa notturna, l’aumento dei limiti normativi del lavoro giornaliero, della condotta, delle prestazioni notturne e la riduzione dei riposi (sia giornalieri che settimanali) oltre ad avere conseguenze molto pesanti sulle condizioni di lavoro avranno un riflesso diretto e negativo anche sulla parte economica.

Infatti:

  • l’aumento dei limiti della condotta comporterà l’assorbimento delle attuali indennità relative alle flessibilità previste per il superamento dei limiti (2,30 A e 3,30 A/R) e della condotta flex. La perdita media si aggirerà intorno a 100 euro mensili;
  • l’aumento della prestazione giornaliera da 7/8 ore (AU) a 8,30/10 (AS) ore comporterà una perdita economica di salario equivalente a circa 10 ore mensili per la Regionale e di circa  20 ore per la Passeggeri (circa 100/200 euro);
  • anche per il personale della divisione Cargo l’aumento delle prestazioni notturne a 8 ore,  l’eliminazione dei limiti normativi di condotta - equipaggio a D.A., l’aumento del numero mensile dei RFR  e l’allungamento delle prestazioni lavorative comporteranno una perdita di almeno 100 euro mensili.

Quindi, nella valutazione complessiva della parte economica dei due livelli contrattuali, oltre all’entità degli arretrati (una tantum), ai tabellari, agli altri istituti fissi e agli aumenti delle competenze variabili, bisognerà tenere conto anche delle perdite sopra accennate. 

PARTE VARIABILE - CCNL MOBILITA’-

Voci

Diaria

Lav. Nott.no

Pernotto

Ind. Turno

Domenicale

Pasqua

Aliquote  2003

1,20 / 2,10

2,20

2,80

1,90

18,00

60,00

Aliquote  2012

1,30 / 2,20

2,30

2,80

2,25

19,00

65,00

Differenze

+ 0,10 /  0,10

+ 010

=

+ 0,35

+ 1,00

+ 5,00

Aumenti mens. medi

12 €

5 €

=

7,50 €

3 €

 

Le maggiorazioni per il lavoro straordinario restano invariate, anche se le aliquote diminuiscono per la riduzione della paga oraria dovuto al passaggio dalle 36 alle 38 ore.

Le rivalutazioni delle indennità che riguardano il lavoro disagiato, ferme dal lontano 2003, sono veramente marginali. Anche questa scelta deve fare riflettere sull’impostazione data al contratto.  In definitiva passa il concetto per il quale si deve lavorare di più, di notte, nei festivi, affrontare i disagi del lavoro fuori sede, ma non si deve far aumentare le retribuzioni di quei lavoratori.

PARTE VARIABILE - CONTRATTO AZIENDALE FS

Equipaggio

Voci

Ind  attuali

Ind nuove

Incremento

Considerando circa 55/65 ore di condotta medie mensili nei turni ad agente unico/solo l’incremento si aggirerebbe  intorno a 105/125 euro ai quali si potranno aggiungere 20/30 euro di incremento per le altre  voci variabili.

Il bilancio della parte variabile complessivamente intesa è negativo. In taluni casi ben oltre 100 euro.

 

A.U.

Condotta diurna

8,40

8,70

0,30

A.U.

Condotta notturna

10,00

10,50

0,50

AS

Condotta diurna

10,10

12,00

1,90

AS

Condotta notturna

11,70

14,00

2,30

POL

Condotta diurna

8,40

8,70

0,30

POL

Condotta notturna

11,40

11,80

0,40

D.A.

Condotta diurna

4,20

4,20

=

D.A.

Condotta notturna

7,20

7,20

=

D.A. e A.U.

Chilometri (ogni 10)

0,11

O,11

=

A.S.+POL

Chilometri (ogni 10)

O,30

0,30

=

Tutti

Lavoro

0,54

0,54

=

 

 

PARTE FISSA CCNL MOBILITA’ -  Tabellari - (C1, attuale livello E)

Gli aumenti tabellari medi saranno di 60 euro a settembre 2012, 40 euro a dicembre 2012, 30 euro a ottobre 2013 e 30 euro a ottobre 2014. Un quadro che vogliamo chiarire, innanzitutto perché gli aumenti previsti sono da ritenersi inadeguati rispetto l’andamento inflazionistico del periodo (2009/2014) - avrebbero dovuto essere di almeno 200 euro sino al 2012, cui sommare le previsioni per il 2013 e 2014 - e poi perché non riversa sui tabellari gli aumenti relativi agli anni precedenti.

Insomma un quadro generale che sancisce una perdita definitiva del potere d’acquisto dei nostri salari. La quantificazione di 85 euro, di per sé insufficiente (30 per il 2009, 30 per il 2010 e 25 per il 2011), è stata trasformata solo in parte in aumento tabellare. Mancano almeno 25 euro al mese.

Anche la struttura della nuova scala classificatoria prevede un arretramento rispetto la situazione attuale dovuto all’ingresso in parametri inferiori (B3, C2, D3, E3 ed F2), di nuova istituzione, e all’aumento degli anni per il  passaggio al parametro apicale (es. nel CCNL 2003 il passaggio da D2 a D1 era di 6 anni – nel nuovo CCNL il passaggio in pari posizione, da B3 a B1, è di 8 anni). (Vedi tabella allegata documento integrale).

-APA- 

I 7 Aumenti Periodici di Anzianità mantengono inalterata l’entità e la cadenza biennale. L’elemento di novità è dovuto dall’inserimento delle nuove posizioni retributive B3, C2, D3, E3 ed F2. Infatti per le nuove posizioni di ingresso corrispondono APA inferiori rispetto gli attuali e, come già detto, tempi  maggiori per il passaggio alla posizione retributiva superiore. (Vedi tabella allegata documento integrale).

SALARIO PROFESSIONALE

Il salario professionale non ha subito variazioni, restano pertanto invariati gli importi attuali.

SALARIO DI PRODUTTIVITA’

Si tratta di una nuova voce retributiva inserita nella parte economica del Contratto Aziendale FS. Questa voce è composta di due parti, la prima dalla parte fissa dell’attuale indennità di utilizzazione (C.A. 2003) che viene eliminata, la seconda dal riconoscimento economico di circa 65 euro (50€ medie liv. C per la maggiorazione oraria più 15 euro circa euro derivanti dal risparmio su alcune flessibilità) in buona parte per l’incremento dell’orario di lavoro da 36 a 38 ore (8 ore e 40 minuti in + al mese).

Il montante complessivo annuale sarà corrisposto per l’80% in quota mensile (12) mentre il restante 20% verrà liquidato, a conguaglio, nel mese di febbraio dell’anno successivo.  Tale voce avrà incidenza sia sulla retribuzione di riferimento ai fini pensionistici che per l’accantonamento del TFR.  (Vedi anche tabelle allegate documento integrale). 

PASSAGGIO DALE 34 ALLE 38 ORE SETTIMANALI

INCREMENTO 34>38 ore art.30.3 CA FSI

LIV.

POS. RETR.VA

IMPORTO ANNUO

C

C1

600

D

D1

570

D2

550

E

E1

520

E2

500

Per il personale attualmente utilizzato in manovra e terminalizzazione è stato concordato un ulteriore aumento per l’allineamento all’orario settimanale degli altri ferrovieri (da 34 a 36 ore) come da tabella a lato riportata. Tali importi saranno riconosciuti fino a che questi lavoratori svolgeranno tali attività in modo prevalente.

Un’analisi attenta di questa voce retributiva evidenzia, ancora una volta, come l’impostazione economica di questo CCNL sia unidirezionale e al ribasso. Un’ora di lavoro livello E è stata quantificata meno di 6  euro (2 ore x settimana equivalgono a 104 ore annue; 600 euro diviso 104 ore porta a meno di 6 euro l’ora).  Ciò vale anche per la quota inserita nel Salario di Produttività quale riconoscimento dell’incremento a 38 ore dell’orario settimanale. Altro che riconoscimento del lavoro, anche in questo caso l’azienda si fa lo sconto, prende due e ne paga una. Ogni anno quindi l’azienda recupera 500/600 euro, circa 50 euro al mese. Per il personale di manovra ovviamente tale perdita si raddoppia.

 

UNA TANTUM

L’importo medio dell’una tantum è formato dagli arretrati relativi al periodo pregresso (gennaio 2009/dicembre 2011) 1.190 euro e da 480 euro per il 2012 (gennaio/agosto 2012) considerato che da settembre 2012 verranno aumentati i tabellari di 60 euro.

I 1.190 euro sono il risultato di 85 euro per 14 mensilità. In sostanza sono stati considerati, come già accennato,  gli aumenti per il recupero inflazionistico di 30 euro per l’anno 2009, 30 euro per l’anno 2010 e 25 per l’anno 2011.

Considerando tali aumenti, gli arretrati per il periodo 2009/2011  (30 euro per il 2009, 30 per il 2010 e 25 per il 2011) ammonterebbero a 2450 euro a cui aggiungere le mensilità del 2012, da gennaio ad agosto. Una perdita media di 1.260 euro per ferroviere ed uno sconto per l’impresa rilevante che complessivamente si aggira intorno a 115 milioni. (Vedi tabella allegata documento integrale).

PREMI di RISULTATO (2010 e 2011)

Come previsto dagli accordi per i quali si sono concessi modifiche organizzative come l’accordo del 17 novembre 2011, spettavano 600 euro medi per ferroviere, quindi 1.200 complessivi. Con l’accordo siglato il 28 giugno 2012 sono stati convenuti solo 900 euro. Una perdita secca di 300 euro per ogni ferroviere ed uno sconto complessivo per l’impresa di circa 28 milioni di euro.

RIEPILOGO

Riteniamo si possa dire, con buona approssimazione, che gli aumenti convenuti siano stati finanziati, per gran parte della valenza contrattuale, dagli arretrati a vario titolo liquidati in misura ridotta e dai limitati (metà) aumenti per il passaggio da 36 a 38 ore:

  • con i 300 euro risparmiati per i premi di risultato l’impresa paga l’aumento tabellare del 2012: 280 euro (60 euro per 4 mensilità –settembre/dicembre, più i 40 euro di aumento per il mese di dicembre);
  • con i 1.260 euro (mancati arretrati una tantum, 2.450 - 1.190) l’impresa paga quasi tutto l’aumento tabellare del 2013 (100 euro per 14 mesi e 30 euro per 4 mesi); 
  • con i 350 euro annui (25 euro, differenza tra 85 euro e 60, di mancato aumento tabellare per 14 mensilità 2012-2013-2014) e con i 600 euro annui (50 euro mensili differenza tra quanto convenuto e quanto sarebbe spettato per l’incremento da 36 a 38 ore settimanali) l’impresa paga il resto, assicurazione sanitaria compresa.

Quindi una valutazione complessiva della parte economica che non può che essere negativa. Una vera spremitura fatta alla retribuzione dei ferrovieri. Non solo non si avranno aumenti adeguati alle aspettative ma esiste la concreta possibilità, in taluni casi, di un reddito inferiore all'attuale.


SOCCORSO

Una questione vera, che avrebbe dovuto impegnare le controparti con una formulazione contrattuale stringente, per rendere concreta ed esigibile la garanzia del soccorso. Purtroppo la previsione contrattuale è davvero inconsistente e negativa poiché permette all’azienda di utilizzarla strumentalmente per fronteggiare le iniziative in atto.

(Art. 49, p. 4, ultimo cpv CCNL Mobilità/Area AF) 

Le parti istituiranno una Commissione paritetica che entro il 31 dicembre 2012 analizzerà le soluzioni già messe in atto al fine di garantire il soccorso in caso di malore del personale in tempi certi e, comunque, più rapidi possibili, in aderenza a quanto previsto dal D.Lgs. n. 81/2008 e dal DM n. 19/2011.

Gli esiti dell’analisi effettuata dalla Commissione e le eventuali proposte saranno valutate dalle parti.

Basta leggere il testo per comprendere che l’azienda ha ottenuto, con il consenso delle OOSS, una buona formulazione “... le soluzioni già messe in  atto al fine di garantire il soccorso in caso di malore del personale in tempi certi e, …. in aderenza a quanto previsto dal dlgs 81/08 e dal DM 19/11.  ….” . 

Una formulazione che non corrisponde alla realtà e che consente all’azienda di affermare che l’attuale situazione è rispettosa delle norme, mentre le simulazioni recentemente organizzate dall’Azienda e da RFI hanno consentito alle ASL di valutare inadeguati gli interventi messi in atto (vedasi la recente prescrizione dell’ASL 2 di Savona). Risulta, pertanto, del tutto evidente perché le controparti non hanno accettato nessuna delle due nostre proposte.

Prima proposta 

“Si confermano le finalità del dlgs 81/08 nel garantire in ogni luogo di lavoro ed in parte del territorio nazionale l’uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali. A tutela della salute e sicurezza dei lavoratori devono essere definite procedure coerenti con la legislazione prevenzionale vigente ed esigibili per tutte le lavorazioni e in tutte le aziende. Nello specifico per il personale mobile e che opera nell’infrastruttura nazionale dovranno essere garantiti, in caso di malore, tempi certi di soccorso in coerenza con le prerogative del Dpr 27 marzo 1992. Le modalità organizzative per garantire un soccorso qualificato in ciascun punto della rete ferroviaria nei tempi più rapidi possibili, dovranno rispettare i contenuti del Dlgs 81 in coerenza con il Decreto Interministeriale 19/2011 di cui all’art.45/3.“

Seconda proposta

“Per il Personale dovranno essere garantiti, in caso di malore, tempi certi di soccorso in coerenza con le prerogative del Dpr 27 marzo 1992 e nel rispetto del Decreto Interministeriale 19/2011 di cui all’art. 45/3 del Dlgs 81/08. A tal fine il Gestore  dell’Infrastruttura e le Imprese provvederanno ad emanare le modalità organizzative atte a garantire un soccorso qualificato, nei tempi più rapidi possibili, in ogni punto della rete. “ 

 Un passo indietro che viene veicolato addirittura come atto positivo. 

PATENTE A4 TECNICO POLIFUNZIONALE

Il Tecnico Polifunzionale, seppur dotato di patente A4, non può considerarsi abilitato alla condotta del treno. Ma la previsione contrattuale, presente nel solo contratto aziendale FS, non può impegnare altre imprese e non risolve in alcun modo la problematica da noi posta. Infatti, rimanda al 31 dicembre 2013, quindi senza alcuna incidenza sull’attualità, e rinvia, addirittura al 1° maggio 2013, il possesso del modulo D. Viene di fatto sancito che per l’equipaggio in parola non è necessaria alcuna patente. In sostanza nel nuovo impianto contrattuale A.F. l’accordo del 17 novembre 2010 viene recepito e peggiorato consentendo l’utilizzazione di tale modulo di equipaggio anche di notte.

WELFARE AZIENDALE

- Inidoneità professionale

Un fatto evidentemente positivo che si attendeva da tempo. Va comunque detto che la previsione contrattuale non può ritenersi soddisfacente in quanto circoscrive l’intervento alla sola inidoneità definitiva legata a gravi patologie. È pertanto una previsione del tutto insufficiente che esclude l’inidoneità temporanea e, appunto, quella definitiva non collegata a gravi patologie. Non va bene anche perché le risorse, che saranno attinte dal Fondo di Solidarietà (danni patrimoniali), sono dei ferrovieri e non si comprende come l’azienda si sia potuta dichiarare contraria.  Evidentemente ci sono altre motivazioni forse connesse all’utilizzazione delle risorse del Fondo di Solidarietà su cui si sono da tempo concentrate molte attenzioni. Era necessario, considerato che si parla di welfare aziendale, far contribuire economicamente anche l’azienda in forma paritetica e, considerato che le risorse si attingono dal fondo danni, di eliminare le franchigie assicurative per i danni a carico dello stesso fondo.  Ma nei testi contrattuali  nulla è previsto in tal senso se non l’esplicita conferma delle franchigie in parola.

- Assicurazione sanitaria

È una novità positiva, seppur quantitativamente inadeguata per le coperture ipotizzate. Evidentemente con 75 € annui per dipendente i rimborsi saranno corrispondenti e quindi di bassa entità. Comunque procedendo ad una attenta valutazione complessiva dell’intera partita economica anche questi 75 euro (circa 6 al mese) risulteranno finanziati dai mancati pagamenti degli arretrati e degli aumenti contrattuali.

Come avrete avuto modo di valutare anche le cose positive del contratto sono autofinanziate dalle risorse che non sono state liquidate ai lavoratori e dagli inadeguati recuperi salariali. Insomma è tutta roba nostra.

 

CONCLUSIONI

In conclusione non possiamo che esprimere una valutazione sui contratti ampiamente negativa: innanzitutto perché inadeguati a regolamentare la concorrenza, nel merito per l’Orario di Lavoro, la Retribuzione, le Relazioni Industriali. Inoltre, perché recepisce gli accordi non condivisi dalla nostra organizzazione (IVU compreso), in taluni casi peggiorandoli e perché non risolve i noti problemi collegati alla sicurezza ed alla salute sul lavoro, come il soccorso in caso di malore.

Bisogna agire in fretta contro una deriva pericolosa che produrrà perdita di posti di lavoro e mobilità professionale e territoriale, che i lavoratori saranno costretti a subire.

 

UNITI  SI  VINCE!!!

Roma, 5 settembre 2012. 

Nel documento integrale, scaricabile clikkando QUI, sono contenute ulteriori tabelle riepilogative sull'Orario di Lavoro del Personale Mobile, sulle Flessibilità di Gruppo e sul Salario di Produttività.

 

 

 

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO QUESTA RICHIESTA DI MARCO BAZZONI RLS Firenze

Se non sbaglio, la prox settimana il Parlamento Italiano chiude per le ferie e sempre se non sbaglio riaprirà a metà Settembre 2012.
Nonostante ci sia una petizione che chiede a gran voce al Parlamento Italiano ed al Governo Monti di modificare la legge 1124/1965 del 30 Giugno 1965 (che regola i risarcimenti Inail per gli infortuni e le morti sul lavoro), non mi risulta che la modifica di questa legge sia nelle priorità nè del Parlamento Italiano, nè del Governo Monti.
Nè mi risulta che siano state fatte mozioni in merito, nè proposte di modifica di questa legge.
Capisco che molti siano in ferie (il sottoscritto è ancora a lavorare in fabbrica con circa 40 gradi e la prox settimana si preannuncia ancora più calda), ma invito chi non l'ha già fatto ad aderire a questa petizione inviando un'email, con nominativo, azienda, qualifica e città a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ringrazio, inoltre, chi ha già aderito e lo invito a pubblicizzare la petizione a tutti i suoi contatti email e amici.
Inoltre, chi ha un blog, un sito web, la pubblichi per favore.
Ora più che mai è importante pubblicizzare questa petizione, perchè al Parlamento Italiano arrivi il messaggio forte e chiaro che questa legge così com'è non va.
Persino l'Inail ha detto che dovrebbe essere modificata!
Saluti.
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze

Petizione: Venga rivisto il testo unico 1124/1965 che regola il risarcimento per gli infortuni e le morti sul lavoro.
L'assegno di rimborso UNA TANTUM di spese funerarie, di euro 1936,80 consegnato dall'Inail a Paola Armellini, la madre di Matteo, l'operaio morto il 5 Marzo 2012, schiacciato sotto il crollo del palco per il concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria, suona come un "pugno nello stomaco".
E' vero che la vita di una persona non ha prezzo, ma risarcire la famiglia con una cifra assurda è davvero una presa in giro, l'ennesima umiliazione!

L'Inail ci tiene a precisare che "non poteva dare di più" (clikka QUI) 
e che questi soldi  non sono un risarcimento, ma "il contributo per le spese per il funerale".
La si può mettere come si pare, fatto sta che la vita di Matteo Armellini è stata valutata dell'Inail solo euro 1936,80!
L'articolo 85 del Testo Unico 1124/1965 prevede che hanno diritto alla rendita a superstite, in caso di infortuni mortali, coniugi e figli e, se assenti, gli ascendenti viventi ed a carico del defunto, che contribuiva quindi al loro mantenimento".
Visto che Matteto Armellini non aveva nè moglie, nè dei figli e che non contribuiva al mentenimento dei suoi genitori, la sua famiglia non ha diritto ad una rendita mensile.
In questi giorni ho letto di tanta indignazione a livello politico, peccato però, che come spesso, anzi, sarebbe meglio dire, come sempre accade in Italia, questa indignazione non si è tradotta in dei fatti concreti. Nè il Governo Monti, nè la maggiornaza che l'appoggia (PdL, Pd, Udc), ha detto una sola parola, sul fatto che andrebbe profondamente modificato il testo unico 1124 del 30 giugno 1965, che regola l'indennizzo ed il risarcimento per gli infortuni e le morti sul lavoro a cui l'Inail è tenuto.
Neanche il Ministro Fornero, che ha detto più volte che "la sicurezza sul lavoro sarà centrale nel lavoro del governo e nel suo impegno personale, ha detto nulla.
Inoltre, che il "tesoretto" Inail, derivante dagli avanzi di bilancio annuale, che è depositato presso un conto infruttifero del Ministero del Tesoro, che ammonta a bene 18,5 miliardi di euro, venga utilizzato dalla Stato Italiano per ripianare i debiti, lo trovo una cosa scandalosa, una vergogna! Chiedo, quindi, al governo Monti, che sia rivisto quanto prima il DPR 1124/1965 "
Testo unico assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali" (clikka QUI) e l'utilizzo del "tesoretto" Inail, i cui soldi dovrebbero essere usati per tutelare meglio gli infortunati sul lavoro, per aumentare le rendite "da fame" agli invalidi sul lavoro e per aumentare le rendite ai familiari delle vittime del lavoro.
Perchè la vita di un operaio, non venga più valutata solo euro 1936,80.
Marco Bazzoni-Operario metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze

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FERROVIERI,  NO A QUESTI CONTRATTI

Clikka QUI per scaricare il file in pdf

 

Il 20 luglio sono stati firmati i contratti e son partite subito le informative per evidenziare le parti che più possono apparire positive agli occhi dei lavoratori tenendo in ombra, nel contempo, quelle particolarmente negative e che avranno un impatto sul lavoro non di poco conto: l’orario di lavoro e l’organizzazione del lavoro.

Particolare attenzione viene posta nell’evidenziare la parte economica che, proprio perché modesta, viene sostenuta ricorrendo a frasi del tipo “per fortuna che abbiamo firmato, nelle altre realtà licenziano”, “così salviamo il posto di lavoro”, e così via. Stranamente si dimentica di dire che il bilancio del gruppo FS è positivo da anni grazie alla produttività garantita dal lavoro quotidiano dei ferrovieri.

La realtà dei contenuti contrattuali è altra cosa e loro evitano di parlarne. Dopo i fumi dei pochi arretrati, opportunamente dilazionati nei prossimi mesi per distrarre i ferrovieri dai contenuti contrattuali e dai limitati aumenti, resteranno i problemi e le difficoltà di una profonda ristrutturazione che i lavoratori dovranno subire con l’applicazione del nuovo orario di lavoro, e pagare, se va bene, con tanta mobilità territoriale e professionale. Inoltre, tutti gli accordi sottoscritti in precedenza e contestati dai lavoratori (come quello di IVU che ha stravolto la vita dei ferrovieri mobili) vengono assorbiti dal contratto senza miglioramenti, anzi in alcuni casi sono stati peggiorati.

La situazione avrebbe preteso una ferma posizione del fronte sindacale a difesa dei livelli occupazionali e delle condizioni di lavoro, non concedendo aumenti di orario, deroghe e flessibilità  normative. Di tutto ciò non vi è traccia. I ferrovieri non sono fuori mercato come qualcuno vorrebbe far credere.

Gli esuberi che questo contratto produrrà, e ne produrrà tanti, si sommeranno agli attuali, dovuti alla riduzione del servizio ed ai futuri tagli, chiusura linee comprese, che le regioni si apprestano a fare con la scusa della mancanza di risorse. In tale contesto la modifica al sistema previdenziale, che costringerà in servizio migliaia di colleghi, peserà tantissimo.

Tutto questo i ferrovieri devono saperlo; a breve inizieranno a modificare il turni di lavoro e gli esuberi verranno subito a galla. Le conseguenze le pagheranno i lavoratori.

Ad un appesantimento dell’orario di lavoro (38 ore) e delle normative di lavoro senza precedenti, che incidono  anche sul lavoro notturno e sui riposi, fa da contraltare una parte economica davvero irrilevante considerato che si prevedono a regime 160 euro  per i sei anni contrattuali (2009/2014). Una cifra modesta che decreta irrimediabilmente un arretramento delle retribuzioni e la riduzione del potere d’acquisto dei salari dei ferrovieri. Persino gli arretrati sono inadeguati, i ferrovieri perdono mediamente almeno 1.250 euro, come ne perdono almeno 300 del premio di risultato  (2010, 2011). I ferrovieri hanno lavorato, non gli viene riconosciuto il salario dovuto e per questo l’azienda risparmia circa 150 milioni di euro. Ciò accade nonostante il bilancio 2011 si sia chiuso con un utile di 285 milioni (+100% rispetto anno precedente). In sostanza anche gli aumenti di alcune competenze variabili, effettivamente marginali, sono del tutto autofinanziati, come quelli di molti altri istituti, dagli sconti fatti sugli arretrati e sul premi di risultato.

pochi soldi, + ore lavorate, – riposo, – posti di lavoro e mobilità territoriale e professionale

Noi non parteciperemo al referendum organizzato dalle OOSS firmatarie  sul quale, considerate le esperienze passate, nutriamo ogni dubbio. Nel referendum sul contratto del 2003, organizzato dalle stesse organizzazioni, furono scrutinate un numero di schede superiori ai votanti per cui nessuna trasparenza possiamo attenderci, pertanto nessuna attendibilità possiamo conferire a questo referendum. Ciononostante invitiamo i colleghi che si recheranno a votare di ribadire il loro dissenso: NO a questi contratti.

Il PdM ha già svolto il proprio referendum, maggioritario, con un responso inequivocabile: 95% di NO!


VOTA NO AL REFERENDUM SUL CONTRATTO
Per vedere le immagini clikkare una volta per ingrandire ed in basso a destra per aumentare le dimensioni. 
Per scaricare il pdf visionare gli articoli relativi riportati in basso...
 

{limage}images/stories/homepage/28-07-2012 NO AL REFERENDUM SUI CONTRATTI SIGLATI IL 20 LUGLIO 2012 a.JPG{/limage}     {limage}images/stories/homepage/28-07-2012 NO AL REFERENDUM SUI CONTRATTI SIGLATI IL 20 LUGLIO 2012 b.JPG{/limage}     {limage}images/stories/homepage/25-07-2012 Ancora una volta vince Moretti.JPG{/limage}     {limage}images/stories/homepage/20-07-2012 REFERENDUM NAZIONALE CCNL PdM.JPG{/limage} 



alt

AL REFERENDUM VOTA NO!!!
Per il file in pdf clikka QUI
 
 
altperché con l’accordo del 20 luglio si realizza una struttura di contratto che consente ogni flessibilità alle imprese. Con tale impostazione  si affossa definitivamente  il processo di costruzione del CCNL della Mobilità, come strumento unico di tutela del settore. Addio Clausola Sociale.


altperché il CCNL della Mobilità/Area Contrattuale Attività Ferroviarie NON contribuisce a regolare i processi di liberalizzazione nel trasporto regionale. La dimostrazione di tutto ciò sta nell’accordo siglato per Trenord. Un accordo siglato dagli stessi sindacati dando vita ad  una concorrenza sleale, peraltro con un’azienda di cui Trenitalia è comproprietaria, pagata dai lavoratori sia del gruppo FS, sia di  Trenord. E  questo vale anche per tutte le altre imprese, anche quelle del settore appalti.  Altro  che capacità regolatrice.

altperché con l’aumento a 38 ore dell’orario settimanale e gli appesantimenti normativi si creeranno migliaia di esuberi ed i ferrovieri saranno costretti alla mobilità professionale e geografica.


 
altperché il Contratto aziendale del Gruppo FS azzera ogni possibilità di contrattazione per le RSU che saranno costrette solo a concordare peggioramenti normativi ed appesantimenti dei turni di lavoro del personale. Un cappio ben congegnato dall’impresa per costringere le RSU a  farsi promotrici di deroghe normative.

 
altperché i miglioramenti economici come gli arretrati SONO UNA MISERIA. 160 euro a regime, 25 euro per anno. L’azienda ha SPECULATO ANCHE SUGLI ARRETRATI. Dovevano darci almeno 2450 euro per il periodo che va dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2011, ne sono stati concordati 1190, ben 1260 in meno. Un danno per i ferrovieri che hanno lavorato sodo, considerato che anche  l’ultimo bilancio si è chiuso in attivo per ben 285 milioni di euro.


altperché vengono addirittura peggiorati gli accordi pesantissimi che hanno registrato il dissenso maggioritario dei lavoratori come l’accordo IVU.



ANALISI ECONOMICA

 

AUMENTI TABELLARI MEDI (C1, attuale livello E, )
60 euro settembre 2012, 40 euro dicembre 2012, 30 euro ottobre 2013 e 30 euro ottobre 2014

PREMIO di RISULTATO
(2010 e 2011)
Spettavano 600 euro medi per ferroviere, quindi 1200 complessivi, mentre con l’accordo siglato il 28 giugno 2012 ne sono stati convenuti incomprensibilmente solo 900. Una perdita di 300 euro per ogni ferroviere e uno sconto per l’impresa, che moltiplicato per 70. 000 ferrovieri, di circa 28 milioni di euro, considerati gli oneri riflessi.

UNA TANTUM

L’importo medio dell’una tantum è formato dagli arretrati relativi al periodo pregresso (gennaio 2009/dicembre 2011) 1190 euro e 480 euro per il 2012 (gennaio/agosto 2012), considerato che da settembre 2012 verranno aumentati i tabellari di 60 euro.

I 1190  euro sono il risultato di 85 euro per 14 mensilità. In sostanza sono stati considerati gli aumenti per il recupero inflazionistico di 30 euro per l’anno 2009, 30 euro per l’anno 2010 e 25 euro per l’anno 2011.

Quindi, sommando tali aumenti avrebbero dovuto convenire almeno 2450 euro di arretrati 2009/2011 a cui aggiungere le mensilità del 2012. Una perdita media di 1260 euro per ferroviere e uno sconto per l’impresa rilevante, che complessivamente si aggira intorno a 115 milioni.

 

Quindi, per grandi linee è possibile dire che gli aumenti stipendiali sono stati autofinanziati almeno sino a tutto il 2013:

· con i 300 euro risparmiati per i premi di risultato, l’impresa paga l’aumento tabellare del 2012: 280 euro (60 euro per 4 mensilità –settembre/dicembre, più i 40 euro di aumento per dicembre);
· con i 1260 euro (a cui aggiungere almeno 200 euro - 25 di differenza tra 85 euro e 60 di aumento tabellare euro per 8 mensilità 2012-) l'impresa paga l’aumento tabellare del 2013 (100 euro per 12 mesi e 30 euro per 3 mesi)

Se poi si considera che gli aumenti avrebbero dovuto recuperare buona parte del potere d’acquisto dei salari, ben altri aumenti sarebbero spettati ai ferrovieri.

Tutto questo senza considerare i recuperi in termini di produttività che consentiranno all’azienda risparmi economici enormi.

 

UNITI SI VINCE!    VOTA NO!!! euro 


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Per il file in pdf clikka QUI

ANCORA UNA VOLTA MORETTI SI IMPONE!

fit filt uilt ugl e fast

ORGANIZZANO IL REFERENDUM PER GIUSTIFICARSI!!!

 

 

 

Dopo il 15 maggio 2009, le associazioni datoriali e l’AD per antonomasia dettano i tempi ai sindacati per tutti gli accordi aziendali successivi di FS (Cargo, IVU, premi di risultato) e gli accordi di ARENAWAYS, NTV, RTC, SERFER e TRENORD

Il 20 luglio, così come previsto, i sindacati FIT FILT UILT UGL E FAST hanno sottoscritto il CCNL AF e il CA del gruppo FS. Le conseguenze di tale atto, come al solito, le pagheranno i lavoratori in servizio.

Nel frattempo gli stessi hanno messo in piedi un referendum approvativo che molto somiglia al referendum del 2003… prima si firma poi si chiede ai lavoratori. I risultati di quel contestato referendum li ricordiamo tutti: un risicato 51% votò SI. I dubbi sulla veridicità di quei dati nessuno, ancora oggi, li ha fugati (+ schede scrutinate dei votanti). Anche questo referendum parte con gli stessi presupposti.

Il personale in ferie, l’informazione sommaria, le assemblee organizzate in fretta e furia che coinvolgono in maniera marginale i lavoratori, sono condizioni che non permetteranno ai ferrovieri la necessaria partecipazione. Ma i sindacati utilizzeranno queste situazioni per approvare, in ogni modo, le loro scelte.

Chi si recherà a votare deve esprimersi in maniera netta :   votare NO!!!

Il personale di macchina, chiamato nei giorni scorsi ad esprimersi sul nuovo contratto, ha bocciato severamente i contratti. I risultati non lasciano spazio a dubbi: il 95% ha detto NO.                                       

Questi contratti non devono essere approvati.

Ecco solo alcuni dei motivi:
· Un contratto nazionale che non sarà vincolante, derogato dai contratti aziendali di NTV, RTC, ARENAWAYS, TRENORD, ancora prima di essere sottoscritto  (altro che clausola sociale);
· un contratto che ci farà lavorare 2 ore in più a settimana, 1 giorno in più al mese e 13 giorni in più all’anno;
· un contratto che in tutte le figure professionali creerà esuberi, trasferimenti e mobilità professionale (con criteri peggiorati - elevazione a 55 anni per i trasferimenti individuali);
· un contratto che economicamente non garantisce neanche il recupero dell’inflazione (altro che aumenti tabellari) e i premi di risultato previsti dagli accordi;
· un contratto che renderà oltremodo flessibile l’orario di lavoro, in particolare per il personale mobile;
· un contratto, così come definito dai giornalisti, fatto per il libero mercato e non per i lavoratori!

E’ per questi motivi che il personale tutto deve respingere in modo convincente questo inganno.

NO A QUESTI CONTRATTI!!!

 

Nel 2003 cosa era successo, invece???? Sembra che la storia si ripeta...
21-05-2003 Vota SI al Referendum 2003
21-05-2003 CCNL 2003 Referendum vota SI