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CISL, CGIL, UIL, UGL e FAST

FIRMANO I CONTRATTI

SAPENDO CHE SI E’ APPENA CONCLUSO IL

REFERENDUM NAZIONALE TRA I MACCHINISTI: 

 IL 95%

HA DETTO NO A QUESTI CONTRATTI !!!

Alla consultazione referendaria hanno partecipato, come sempre, anche i colleghi non iscritti al nostro sindacato.  Quindi una consultazione aperta, democratica e di ampio respiro sindacale.  I dati dell’affluenza sono importanti (oltre il 50 % della forza, oltre il 70% degli iscritti) e particolarmente significativi considerato il periodo estivo - almeno il 20% del personale è in ferie turnificate - e per le azioni di boicottaggio che l’azienda ha messo in atto. 
Il risultato rappresenta una sonora bocciatura delle ipotesi contrattuali. D’altronde non poteva essere diversamente considerato l’impianto normativo pesantissimo e quello economico del tutto inadeguato per i lavoratori. Le conseguenze saranno pesanti anche per le migliaia di esuberi che l’applicazione degli accordi produrrà. I sindacati pur consapevoli hanno firmato contro il volere dei lavoratori, così come è accaduto per Trenord. Adesso si apprestano ad un referendum su cui anticipiamo ogni riserva considerata l’esperienza del 2003 (più schede che votanti).  

Come allora il risultato sarà garantito !

Dobbiamo subito riprendere la lotta: a settembre SCIOPERO !!!!!
UNITI SI VINCE !

Roma, 20 luglio 2012

Clikka QUI per scaricare il volantino in pdf.

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Lo specchietto… e le allodole clikka QUI

TESTI CONTRATTUALI 

20-07-2012 - Testo Definitivo per Firma - Contratto Attività Ferroviarie

20-07-2012 - Testo Definitivo per Firma - Contratto Aziendale FS

Tabella Riassuntiva Orario di Lavoro PdM

 

Per cacciare le allodole viene adoperato uno speciale congegno a specchi che, illuminato dal sole, inganna quella specie di uccelli attirandoli nella rete. In riferimento a ciò, il detto viene usato per indicare tutto ciò che serve per ingannare gli ingenui con lusinghe e prospettive allettanti. 

Il perché di questo breve preambolo venatorio è semplice da spiegare; è di questi giorni la notizia che il tavolo di confronto sul rinnovo dei contratti AF e FS, scaduto oramai da sei anni, è stato chiuso e che i testi degli stessi sono definiti. Come al solito proprio in queste fasi si susseguono informative sindacali su quanto questi contratti porteranno nelle tasche dei macchinisti.

I più attenti ricorderanno perfettamente quanto accaduto in occasione degli accordi del 15 Maggio 2009 (agente solo) e del 17 Novembre 2010 (accordo equipaggi cargo). Nei giorni immediatamente precedenti ed in quelli seguenti abbiamo assistito ad un maldestro tentativo di nascondere ed offuscare la reale portata degli accordi citati attraverso l’illusione di un ingente aumento salariale che avrebbe portato il personale di macchina a guadagnare dai 500 ai 1000 euro in più al mese.

I macchinisti tutti stanno ancora aspettando, ma nel contempo hanno cominciato a subire gli effetti di quegli accordi. Si viaggia ad agente solo, si effettuano più ore di condotta rispetto a quelle previste dal CCNL del 2003, vengono effettuati treni merci con il TPC non in possesso di patente, si pretendono dai macchinisti una serie di operazioni aggiuntive ai treni come l’aggancio, l’apposizione dei fanali ecc., il soccorso del macchinista in caso di malore è ancora una chimera.  Insomma con la definizione del contratto 2012 si è portato a compimento l’impegno assunto fra le parti di “ridefinire la normativa degli equipaggi, in particolare del personale di condotta, tenendo in considerazione le condizioni di concorrenza presenti sul mercato” (cit. Accordo Programmatico del 15 maggio 2009).

Tutto ciò però non venne pubblicizzato e si continuò a parlare solo ed esclusivamente degli aumenti salariali che poi non ci sono stati. Circolavano da tempo voci sulla firma del contratto, un pessimo contratto i cui testi sono stati siglati il 28 giugno, e subito i “cacciatori” sono tornati ed hanno cominciato a posizionare i loro “specchietti”.  Tutte le Segreterie Nazionali parlano di aumenti stratosferici e dei lati positivi del contratto, che francamente non vediamo; si comincia, come consuetudine, a bagnare il terreno per evitare che il fuoco della protesta possa propagarsi e si omette, come al solito, di confrontarsi con chi poi suo malgrado dovrà subire le pesantissime conseguenze di tali scelte.

I “cacciatori” non vengono nei luoghi di lavoro a raccontarci che vogliono darci la metà dei soldi che avremmo dovuto percepire per il periodo di vacanza contrattuale (6 anni), non ci raccontano che stanno concedendo uno  sconto all’impresa sui premi di risultato degli  ultimi due anni (soldi dei ferrovieri), si guardano bene dallo spiegare al personale le conseguenze del passaggio da 36 a 38 ore settimanali per chi come noi ha turni aciclici, non spiegano per quale motivo bisogna diminuire i riposi e lavorare complessivamente 17/18 ore in un periodo di 24 (RFR),  non vengono a decantare la grossa vittoria rappresentata dal raddoppio dei limiti di condotta e dall’eliminazione di quelli a doppio agente, non li vedrete negli impianti a difendere la scelta di siglare un contratto che accetta i turni individuali e mensili, non verranno a rassicurarvi sul fatto che neanche in questa occasione sono riusciti a risolvere i problemi legati alla logistica, alla residenza amministrativa, ai riposi giornalieri e settimanali, non vengono a dirci che questo contratto non sarà vincolante per nessun’altra impresa per cui anche la clausola sociale è svanita, non vengono …
I “cacciatori” sono così, si nascondono, piazzano gli specchietti e … attendono. Purtroppo hanno il fucile. I Macchinisti però non sono le allodole!!!
             

Questi contratti non si possono firmare!!!

Nei prossimi giorni sarà divulgata una dettagliata informativa e saranno indette assemblee in tutti gli impianti contestualmente al referendum.

UNITI SI VINCE !!!

 

Roma, 30 giugno 2012. 


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Documento del Coordinamento Nazionale Macchinisti Uniti
14 giugno 2012

 

La discussione incentrata sul rinnovo contrattuale ha visto l’intervento dei rappresentanti che, analizzando gli ultimi testi, hanno espresso valutazioni di merito sia sulla parte generale, sia sulla parte specifica del personale mobile.  Inoltre il coordinamento ha discusso della situazione generale del mondo del lavoro a seguito delle riforme Monti e Fornero sulle pensioni e sull’Art. 18.

Ad avviso del coordinamento rimane inaccettabile la modifica della norma prevista dallo statuto dei lavoratori rispetto ai licenziamenti individuali e quella sull’innalzamento dell’età pensionabile. A questo proposito il coordinamento, nel valutare l’avviso comune delle parti sociali e datoriali  sulla questione, ritiene l’obbiettivo individuato da tale atto inadeguato a tutelare le categorie dell’esercizio che vedrebbero comunque innalzarsi ad almeno 64 anni l’età pensionabile. Appare quindi evidente l’esigenza di ripristinare un limite di età adeguato alle attività svolte (60 anni) come peraltro garantito ai colleghi, che svolgono attività equivalenti, iscritti ad altri fondi pensionistici.

Pertanto, il coordinamento dà mandato ai coordinatori esecutivi di continuare a perseguire reali condizioni di tutela attraverso il coinvolgimento delle istituzioni e con iniziative per una vertenza specifica.

Anche il recente provvedimento del governo che azzera la norma prevista nel DLgs 188/2003 relativa alla condizione per le imprese di trasporto ferroviario dell’adozione del contratto nazionale unico di comparto ha avuto una conseguenza diretta sul confronto contrattuale. È evidente che il contratto in discussione ha perso ogni sua funzione di regolazione del mercato e di clausola sociale contro il dumping contrattuale.

Infatti Il CCNL delle Attività Ferroviarie, anche nella sua ultima formulazione, prevede una struttura tale da non poter più svolgere quella funzione di clausola di salvaguardia di minimo comune denominatore per tutte le imprese.

La possibilità di rimandare alla contrattazione aziendale deroghe alle norme generali di principio annulla tutti gli sforzi fatti dalla nostra organizzazione in questi anni per caratterizzare il CCNL AF come riferimento minimo di tutela del lavoro e della sicurezza sul lavoro.

Con questa impostazione il contratto nazionale definisce solo alcuni aspetti non derogabili, mentre demanda alla contrattazione le norme di utilizzazione del personale. Ne consegue che le imprese, con tali leve normative, avranno la possibilità di fare la concorrenza solo sul costo del lavoro a danno dei lavoratori.  

Inoltre, il recepimento senza alcuna modifica, se non peggiorativa, di tutti gli accordi extra contrattuali nel nuovo testo vanifica anni di lotte che la nostra organizzazione ha saputo mettere in  campo con grande partecipazione.

D’altra parte, per far rientrare all’interno del primo livello di contrattazione imprese che in assenza di un CCNL nazionale di riferimento hanno già concordato contratti aziendali con le altre OO.SS (NTV; RTC; ecc), non era possibile fare altrimenti a meno di dover ridiscutere, in meglio per i lavoratori, le intese appena firmate dagli stessi soggetti.

In generale la critica che il coordinamento esprime è quella di un pesantissimo arretramento rispetto ai livelli di tutela previsti dalla contrattazione oggi in vigore sia a livello di AF sia di FS. Con l’innalzamento a 38 ore dell’orario settimanale e le conseguenti modifiche degli istituti normativi, elevate saranno le ricadute sull’occupazione, sulla salute e sulla sicurezza. Si paventa uno scenario in cui agli attuali esuberi si aggiungeranno altri dovuti all’introduzione delle nuove norme contrattuali, che si possono quantificare in migliaia di unità. Ulteriori eccedenze si realizzeranno attraverso la riduzione del servizio già anticipata dall’AD del gruppo.

Pertanto, dopo approfondita analisi, il coordinamento nazionale all’unanimità esprime netta contrarietà alla firma dei testi così come fino ad oggi sviluppati. Tale posizione sarà ribadita dai rappresentanti del settore nell’ambito dei lavori del Consiglio Generale prossimo.

Infine, il coordinamento nazionale ritiene necessario proseguire la vertenza in atto per modificare quelli aspetti che fino ad oggi non hanno trovato soluzione. A tal fine tutta la struttura periferica ancora una volta si dovrà impegnare per informare i lavoratori e per far riuscire al meglio le iniziative che il coordinamento nazionale deciderà.

Roma, 14 giugno 2012 

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ACCORDO TECNICO CARGO… AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE!?!

SIAMO ARRIVATI AL PARI o DISPARI !  ASPETTIAMOCI IL TESTA o CROCE

Per scaricare il volantino clikka QUI

Credevamo di averle viste tutte, invece, ancora una volta siamo costretti ad assistere ad un’altra puntata di questo infinito romanzo che vede dalla parte delle vittime i macchinisti e da quella dei “Serial Killer” sindacati (nazionali regionali o non si sa bene cosa) e impresa.
Stupisce, anche in questa occasione, la scarsa attenzione dedicata alla sottoscrizione di accordi, seppur tecnici, come quello di Cargo del 21 maggio 2012 (applicativo dell’ accordo del 29 marzo 2012). Ci chiediamo se i sottoscrittori di simili accordi sappiano cosa vuol dire fare il MESTIERE di Macchinista.
Dalla lettura del testo sembra proprio di no!
Ma andiamo per ordine: l’accordo del Novembre 2010 prevedeva la possibilità (esclusivamente nei raccordi previsti dal P.I.R.) di far svolgere le operazioni di aggancio/sgancio della locomotiva, apposizione/rimozione dei fanali di coda e prova del freno al personale di macchina. Il passo successivo era stato quello di presentare un progetto di “Autoproduzione” che avrebbe dovuto riguardare 22 impianti sul territorio nazionale all’interno dei quali si sarebbero dovute svolgere le operazioni previste dal precedente accordo. Il vero obbiettivo, però, è stato palesato con l’accordo del 29 marzo che concede  in qualsiasi località, impresenziata o meno da personale di terra della divisione Cargo, tutte le lavorazioni non proprie del nostro profilo. Con una semplice operazione aritmetica hanno sommato le indennità di utilizzazione concordate il 17 novembre 2010 previste per i due Macchinisti e, giungendo alla cifra di 11,28 € le hanno riconosciute al solo macchinista che effettivamente svolge le operazioni.
L’accordo tecnico siglato nei giorni scorsi rasenta veramente la farsa, il PDM per garantire una equa distribuzione dei carichi di lavoro e della retribuzione sarà suddiviso in “ Quelli dei giorni pari o in  quelli dei giorni dispari”… e se proprio non potranno fare a meno di effettuare agganci o apposizione dei fanali potranno sicuramente chiedere il permesso al collega di poterli effettuare al suo posto.
Per fare di meglio avrebbero dovuto ricorrere ad una conta di fanciullesca memoria!
Nessuna buona notizia per quanto attiene la maggiorazione dei tempi accessori per l’effettuazione delle operazioni. Infatti, anche per tale argomento è stato concesso uno sconto; ma si sa che ciò avviene sempre quando si vende merce di un altro proprietario.
Rasenta il ridicolo la possibilità prevista nell’accordo di effettuare in modo contestuale le operazione di apposizione/rimozione fanali con quella di messa/tolta in opera delle staffe. Per farci capire dopo aver occupato entrambe le mani per posizionare/rimuovere i fanali, “contestualmente” dove dovremmo tenere le staffe ???
Ultimo, ma non per importanza, è il tema degli indumenti per svolgere tali operazioni; ovviamente hanno deciso di consegnarli direttamente al personale che dovrà aggiungerli alla capiente borsa da lavoro (tra l’altro mai consegnata in gran parte degli impianti) ed agli altri DPI sempre senza prevedere oneri di tempi a carico dell’azienda e apposite soluzioni per custodirli nell’impianto di appartenenza (preludio della base operativa).
Siamo sempre più preoccupati…  
 
A quando l’accordo per “la lotteria degli esuberi“???
 
ROMA  23-5-2012 


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INFORMATIVA CCNL

X Il documento integrale con relative tabelle clikka QUI

I ferrovieri stanno lottando e attendono da anni il rinnovo del contratto scaduto dal gennaio 2009. Lottano per questo obiettivo per diversi motivi, soprattutto per rendere concreta  l’aspettativa da anni ricercata di realizzare uno strumento che accomuni tutti i lavoratori del trasporto ferroviario oggi messi a dura prova  da una concorrenza sleale in un mercato liberalizzato e senza regole.

Quindi un contratto per tutte le imprese  quale condizione primaria di unità dei lavoratori,  di civiltà e di sicurezza sul lavoro. In sostanza la Clausola Sociale per evitare appunto la concorrenza messa in atto dalle imprese di trasporto con l’adozione di contratti a volte di tipo individuale e con condizioni di lavoro pesantissime e scarsamente retribuite. Insomma il dumping contrattuale.

Ma il governo Monti, con la cancellazione della norma che imponeva, attraverso il decreto legislativo 188/2003, l’adozione del contratto di riferimento nel comparto del trasporto merci ferroviario e viaggiatori su ferro e gomma, con il pieno consenso delle associazioni datoriali, in particolare di ASSTRA e ANAV, ha messo da parte il Contratto della Mobilità. Un atto grave. Infatti, e non a caso, il confronto si è spostato dalla sede ministeriale ed alla presenza dei rappresentanti dei Ministeri del Lavoro e dei Trasporti, quale garanzia politica dell’obiettivo convenuto della clausola sociale, in altra sede e sostanzialmente con la sola  Federtrasporto.

Il contratto in discussione, quindi, non sarà vincolante per nessun’altra impresa, per cui ogni sforzo richiesto ai lavoratori rischia di essere, se non inutile, di scarsa efficacia.

Una situazione che continua a prestare il fianco all’affondo, strumentale e speculativo, messo in atto dalle imprese per la riduzione del costo del lavoro oltre ogni limite con riflessi anche sulla sicurezza; un’azione pericolosa che sta trasferendo la concorrenza, che non avviene più tra imprese che fanno politiche di cartello, tra i lavoratori, costretti, appunto sotto il ricatto occupazionale, ad accettare condizioni sempre più pesanti e sempre meno retribuite. Una rincorsa al ribasso senza precedenti che scarica interamente sulle spalle dei lavoratori ogni conseguenza.

Sullo sfondo di questa difficile vertenza imponenti restano i problemi legati al pacchetto lavoro, in fase di approvazione al Parlamento, ed al superamento delle norme del sistema pensionistico speciale dei ferrovieri che, oltre a sconvolgere i programmi di chi era in procinto di andare in pensione, mette alcune qualifiche, come quella dei macchinisti e capitreno, dinanzi a problemi serissimi legati alla capacità di mantenere l’idoneità al servizio in avanzata età ed alla eventuale ricollocazione professionale per nulla garantita. In tale contesto di potenziale precarietà ulteriori preoccupazioni vengono aggiunte dai tentativi per la modifica dell’art 18 della L. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori). 

Ma i ferrovieri il rinnovo del contratto lo attendono anche per il necessario ed irrimandabile recupero salariale e per la soluzione dei molteplici problemi legati alla sicurezza, alla logistica, al diritto al pasto, ai trasporti, ai parcheggi ecc., sempre più difficili da sopportare e che rendono la vita quotidiana particolarmente pesante.

La trattativa, invece, procede verso altra direzione e mira al recepimento integrale degli accordi non condivisi dal nostro sindacato (15 maggio 2009, 17 novembre 2011, accordi IVU) senza neanche tentare di dare soluzione ai problemi posti per i quali i lavoratori hanno scioperato più volte e con alte partecipazioni. È bene sapere che se non interverranno cambiamenti di rotta profondi,  le nostre aspettative verranno deluse.

La piena riuscita dello sciopero dell’aprile scorso dimostra quanto siano forti le motivazioni della protesta. Gli effetti dello sciopero sulla trattativa si sono già visti ed alcune proposte aziendali, come vedremo più appresso sono state ritirate. Bisogna continuare a lottare e a determinare rapporti di forza adeguati per creare le condizioni per un contratto accettabile.
I ferrovieri devono partecipare attivamente alla gestione della vertenza attraverso una costante e corretta informazione sindacale e, soprattutto, attraverso l’analisi attenta dei testi contrattuali.
Il confronto è ormai giunto ad una svolta, l’abbandono del tavolo da parte dell’azienda, venerdì  notte, rappresenta un atto chiaro che non lascia prevedere significative modifiche ai testi, per cui è opportuno fare il punto per le opportune valutazioni.

 

NORMATIVA E ORARIO DI LAVORO

La proposta per l’orario di lavoro e la correlata normativa presentata dall’azienda di fatto stravolge l’attuale in ogni sua parte. Il primo punto di dissenso è rappresentato dall’innalzamento, a livello aziendale, del lavoro settimanale a 38 ore. Un dato questo che, a nostro avviso, viene sottovalutato, dovrebbe, invece, essere motivo di preoccupazione considerato che rappresenta il grimaldello per disarticolare, come poi si vedrà, tutto l’impianto normativo vigente che, rammentiamo, non può essere considerato leggero.

Infatti, le conseguenze che tale aumento comporta, soprattutto per i macchinisti ed i capitreno sono pesanti. Si tratta in sostanza di inserire, ogni mese, almeno una prestazione di 8 ore (2 ore per 4 settimane) in più nei turni di lavoro; tale operazione sarà possibile solo con la riduzione dei riposi giornalieri e dei riposi settimanali. In sintesi: + Lavoro e – RiposoMa il nostro dissenso, oltre agli inaccettabili limiti normativi evidenziati, alla modifica della normativa del servizio notturno, non solo per la previsione della terza notte, all’ORARIO SPEZZATO anche per il Personale Mobile, si conclama, in via prioritaria per l’estensione dell'utilizzazione degli equipaggi ad Agente Solo, Agente Unico e Equipaggio Misto con PPT  (MEC1, MEC2, MEC3 e MEC4), nel periodo notturno e per quanto riguarda l’A.S. e l’A.U. anche sui mezzi di trazione senza intercomunicante con il treno (mezzi pesanti).

Il quadro normativo si conferma negativo anche per la mancata soluzione al problema del “SOCCORSO”. Infatti, La soluzione proposta non ha alcun effetto concreto e, oltre a rinviare nel tempo ad una commissione, si rimette sostanzialmente agli accordi con il 118 che, come è noto a tutti, sono stati ritenuti, a seguito di riscontri effettuati con simulazioni organizzate dalla stessa impresa, del tutto insufficienti. I recenti  atti, come quello prescrittivo emesso recentemente dall’ASL2 di Savona, ne sono la conferma. 

L’azienda non ha, sinora, accettato la nostra proposta per la soluzione del problema.  Per fugare ogni dubbio, riportiamo la nostra formulazione, da prevedere nel CCNL AF, che si basa semplicemente ed  esclusivamente sull’applicazione delle norme legislative oggi esistenti.

“ Si confermano le finalità del dlgs 81/08 nel garantire in ogni luogo di lavoro ed in parte del territorio nazionale l’uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali. A tutela della salute e sicurezza dei lavoratori devono essere definite procedure coerenti con la legislazione prevenzionale vigente ed esigibili per tutte le lavorazioni e in tutte le aziende. Nello specifico per il personale mobile e che opera nell’infrastruttura nazionale dovranno essere garantiti, in caso di malore, tempi certi di soccorso in coerenza con le prerogative del Dpr 27 marzo 1992. Le modalità organizzative per garantire un soccorso qualificato in ciascun punto della rete ferroviaria nei tempi più rapidi possibili, dovranno rispettare i contenuti del Dlgs 81 in coerenza con il Decreto Interministeriale 19/2011 di cui all’art.45/3. “

La patente A4 proposta per il PPT non può essere ritenuta sufficiente per il soccorso al macchinista dei treni merci in caso di malore. Tale patente non consente in nessun modo di poter condurre il treno, neppure con limitazioni, e, come risulta dalla nuove norme in materia, non rappresenta l’equivalente della patente D che era e resta la nostra richiesta. Bisogna insistere affinché il PPT sia in possesso di patente/licenza adeguata a condurre il treno fino al primo punto di soccorso.

Pertanto, la proposta dell’azienda, che rimanda al 31 dicembre 2013 la soluzione del problema, quindi senza alcuna incidenza sull’attualità, e che rinvia, addirittura al 1° maggio 2013, il possesso del modulo D, non è condivisibile; risulta addirittura peggiorativo rispetto gli accordi che non abbiamo a suo tempo sottoscritto. Infatti, come si può facilmente constatare nel capitolo dell’Orario di Lavoro, l’utilizzazione dell’Equipaggio  Misto viene previsto anche nel periodo notturno.

Per consultare l'intero testo clikka QUI


CONCLUSIONI

La situazione socio economica le riforme del governo sulle pensioni e sul mercato del lavoro sono sicuramente gli aspetti più preoccupanti per i lavoratori tutti. Questo contratto arriva quindi in un momento difficile ma non per questo il sindacato deve abdicare al proprio ruolo e far di necessità virtù come vorrebbe Federtrasporto e l’azienda FS.

Il primo punto che manca é l’obbligatorietà di applicazione del CCNL a tutte le imprese del settore. Quest’aspetto importantissimo fa sì che l’attenzione si sposti sulle condizioni normative ed economiche del contratto che non avrà più la funzione regolatrice sul mercato liberalizzato del trasporto ferroviario.

Quindi potremmo trovarci di fronte ad una situazione di continui adeguamenti delle norme dettate, come già successo in FS con l’accordo del 15 maggio 2009, dalle condizioni presenti nelle varie imprese e, come ha tenuto a ricordarci nel 2012 il direttore del personale del gruppo FS Braccialarghe, dai costi di tutti i lavoratori dell’industria.

Potremmo replicare dicendo che in un’impresa come le FS dove ancora oggi a fronte di una riduzione di organico decennale (siamo 70 mila addetti), trovano posto quasi 1000 dirigenti e 6-7 mila quadri e ricordare che la divisionalizzazione e lo spacchettamento delle società negli anni 2000 hanno creato posti di lavoro improduttivi che ancora oggi gravano su chi invece ha visto raddoppiare la propria di produttività.

Inoltre potremmo anche consigliare il management aziendale di fare i confronti anche con i nostri colleghi cinesi indiani raccomandandoli però di raffrontare anche gli stipendi dei dirigenti. 

Tornando ai CCNL AF e FS  dobbiamo sottolineare come a distanza di mesi il capitolo riguardante l’orario di  lavoro in particolare del personale mobile non ha subito miglioramenti, anzi, in alcuni casi gli affinamenti hanno introdotto ulteriori flessibilità.

Il passaggio dalle 36 ore alle 38 ore proprio per il personale mobile trova l’applicazione più devastante. Aumento delle prestazioni diminuzione dei riposi giornalieri e settimanali. Se a parità di normativa per l’aumento di 2 ore settimanali si può ipotizzare un recupero pressoché uguale per tutti i lavoratori  del gruppo stimabile attorno al 6/7%  lo stravolgimento dell’orario di lavoro del Personale Mobile permetterà recuperi vicini al 50%. Questo aspetto sicuramente sottovalutato è l’aspetto più importante per l’azienda.

Risparmiare lavoratori significa creare ulteriori eccedenze, che si aggiungono alle attuali, in un contesto di norme pensionistiche che prolungano di anni la vita lavorativa. Non bastano le dichiarazioni di facciata secondo le quali l’applicazione delle nuove norme non genererà esuberi.
Se così fosse non si capisce a cosa serva modificare così pesantemente l’attuale normativa.

Un contratto da riscrivere !!!

Questa è la nostra conclusione. 

Roma 22-5-2012 


Garbata risposta di un collega ad un articolo sul costo dei Ferrovieri apparso sul giornale Il Tempo alla fine di Aprile 2012. L’articolo in questione può essere reperito al seguente indirizzo:

http://www.iltempo.it/economia/2012/04/23/1336298-cari_ferrovieri_costate_troppo.shtml

Cara e Gentilissima giornalista,

Lei ha scritto un articolo su il Tempo in cui stigmatizza il costo esorbitante dei lavoratori delle Ferrovie, in particolare Macchinisti e Capitreno, rispetto a Ntv e rispetto ad una pletora di categorie ed impieghi vari. Noto con dispiacere la Sua assoluta parzialità nel non menzionare gli "aiuti pubblici e tanti" al Signor Montezemolo ed all'affitto Ridicolo  che gli e' stato concesso della Rete (grazie ai nostri cari politici ed amministratori pubblici).
Lei, signora giornalista, non menziona il fatto che i lavoratori di Ntv sono stati assunti in un periodo di grande crisi del lavoro, ergo, qualunque contratto anche a perdere può andare bene purché si lavori. Ne riparleremo tra qualche anno, quando i macchinisti e capitreno Ntv saranno così "spremuti" da dover essere rottamati, oppure e non voglio essere una Cassandra, quando capiteranno degli incidenti lungo le strade ferrate, a causa della stanchezza e dello stress.
Si, lo immagino già, Lei da brava cronista scriverà  insieme ai suoi colleghi, che e' stato "un errore umano"; e brava la nostra giornalista, un applauso alla sua coerenza ed alla sua pochezza di argomenti. Inoltre, nella sua disamina non fa alcuna differenza tra tipologie di lavori, tra disagi, privazioni, notti, mattinate, turni disarticolati, festività non usufruite, lavoro domenicale, salto di pasti o refezioni nelle ore più assurde, continuo studio e aggiornamenti su regolamenti e tecnologie, esami e test su regolamenti e condotta, perfetta idoneità psicofisica, test su alcolemia e sostanze piscotropiche, privazione per ore ed ore di guida continuata delle più elementari funzioni fisiologiche (cacca e pipi' per intenderci) con gravi conseguenze alla vescica, ai reni ed all'apparato intestinale.

Vorremmo mica fermare il treno per una semplice deiezione!?

Ma forse e' probabile che Lei nella sua inchiesta così approfondita e certosina, ha dimenticato di chiedersi se sulle locomotive ci sono i servizi igienici.
Le rispondo io: non ci sono, e visto che il macchinista ormai guida da Solo, da qualche anno, e da qualche anno l'orario di lavoro e' compresso all'inverosimile, non ha possibilità in 4 o 5 ore di guida continuata di potere espletare i suoi bisogni.
La invito formalmente a "convivere" un mese, dico solo un mese e non 40 anni e più, con  la mia turnazione di lavoro che lavoro al servizio regionale, o meglio se Le risulta più comodo con un mio collega dei Freccia Rossa, ed allora, dopo e solo dopo, sarà in grado di scrivere un articolo da giornale e non un articolo da "Corriere dei Piccoli" come quello da Lei già pubblicato.

Saluti da un macchinista che il suo stipendio se lo guadagna fino all'ultimo centesimo. Un consiglio: rivolga le sue attenzioni da giornalista a tutte quelle categorie (forse compresa la sua) che spesso non sanno cosa e' il LAVORO.

Reale Francesco