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Risposta OrSA MU ad articolo "TRENI, ROMPERE IL MONOPOLIO" di Pierangelo Giovanetti  http://www.ladige.it/editoriali/treni-rompere-monopolio 

Egregio Sig. Pierangelo Giovanetti,

La conoscenza della materia è presupposto per un professionista, autonomo o dipendente che sia, di autorevolezza e oggettività, qualità oggigiorno sempre più rare. Il suo articolo apparso su L'Adige, “Treni: occorre spezzare il monopolio”, non rientra nel novero di queste rarità. È al contrario contraddistinto da approssimazioni e luoghi comuni lontani dalla realtà dei fatti. Ci preme segnalarle che in ambito ferroviario le liberalizzazioni sono già iniziate da anni. Attualmente in Italia ai dipendenti delle oltre 30 imprese di trasporto (RTC, GTS, TreNord, GTT, FER, Linea, Serfer, SBB Cargo, RailOne, NTV, tra le altre) vengono applicati contratti differenti che vanno da quello delle attività ferroviarie ai contratti individuali, passando per quello dell’autoferro, del commercio, degli spedizionieri merci e logistica, e che prevedono orari di lavoro settimanali variabili dalle 36 ore alle 46 ore, all’interno dei quali, in aggiunta, vengono applicate flessibilità di ogni genere nell’organizzazione del lavoro. I treni che lei cita, ovvero gli EC di LeNORD, sono nati perché l'ha voluto Trenitalia. Infatti OBB e DB, che sono coloro che pagano tale attività, sono sempre stati consapevoli che il servizio si sarebbe svolto alle condizioni pattuite. LeNORD società per azioni del gruppo FNM ha come soci DB, Trenitalia e la Regione Lombardia. Con queste premesse è evidente che i veri obbiettivi di questo servizio non sono altro che una partita di scambio. Trenitalia tramite le proprie controllate effettua servizi in Germania ed Austria e queste attraverso le loro controllate, LeNORD gruppo FNM, entrano sul territorio italiano. Inoltre il nuovo servizio innesca il meccanismo della nuova impresa che per dover sopravvivere al mercato deve applicare contratti ed orari di lavoro nuovi e più flessibili. Ed ecco che su questi treni, per la prima volta in Italia, su una locomotiva tradizionale viaggia un solo macchinista che lavora fino a dieci ore al giorno per 39-40 ore settimanali e nelle carrozze invece è presente un solo capotreno. Questo è il prodotto della liberalizzazione: minori costi per le imprese attraverso lavori più precari, deregolamentazioni delle norme contrattuali e infine minore sicurezza. Per di più il risparmio fatto sulla pelle dei lavoratori non ha inciso né sul miglioramento del servizio né sui costi del biglietto. A proposito di questi ultimi la informiamo che negli ultimi 5 anni, il prezzo dei treni AV è cresciuto fino al 91%, mentre nel medesimo periodo le tariffe regionali, nei casi più fortunati, sono state solo adeguate all’inflazione. Sul servizio AV il costo per fare Milano-Roma è di 15,7 centesimi a viaggiatore/km, mentre sul servizio regionale per fare Milano-Bergamo è di 7,9 centesimi a viaggiatore/km (e appena 2,8 se con abbonamento). Se agli introiti dell'AV maggiori fino a 7 volte di quelli di un abbonamento regionale, che per scelta politica ha le tariffe “intoccabili”, sommiamo la rigida separazione dei due mercati, che impedisce che la ricchezza dell’uno vada a compensare l’intrinseca povertà dell’altro, avremo una necessità sempre maggiore di sussidi pubblici per la tipologia di servizio richiesto dalla maggioranza degli italiani (pendolari). Sussidi che, essendo sempre meno erogati dallo Stato, dovranno essere creati risparmiando sul costo del lavoro. Una storia che si ripete all'infinito e di cui in pochi traggono benefici, non certo gli utenti e i lavoratori. Noi riteniamo che gli attuali ritmi di lavoro siano già estenuanti e che andare oltre significherebbe compromettere la lucidità dei ferrovieri con evidenti ripercussioni sulla sicurezza, già ora minata da deregulation.  Con l’ultimo decreto sulle liberalizzazioni, che lei definisce nientemeno che timido, si legittima quindi la soluzione più semplice, ovvero quella del dumping salariale, scaricando sui lavoratori del settore l’incapacità delle imprese di essere competitive utilizzando eticamente tutte le leve messe a disposizione dal libero mercato.

Per conto  dell’OrSA Macchinisti Uniti  e sempre disponibili al dialogo porgiamo

Cordiali saluti


Coordinatore Nazionale Operativo    ANTONINO CATALANO 

 
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NEL FRATTEMPO ERA SUCCESSO ANCHE QUESTO…
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http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=483182&IDCategoria=1

Treni, la mia odissea da Bolzano a Trani
di LUCIA DE MARI

 

TRANI - Chissà come avrà trascorso il Capodanno l’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti: l’ex sindacalista della Cgil, che oggi ha uno stipendio di circa 2milioni e 700mila euro l’anno (ma anche di più), avrà brindato sicuramente pensando alla prossima mossa da compiere per finire di distruggere le ferrovie e dividere ancora l’Italia, lasciando letteralmente in mezzo alla strada centinaia di migliaia di cittadini che il treno lo usano per bisogno, per scelta, per lavoro, per ecologia, per studio, per amore. Per forza. 

Nel 150esimo anno dell’Unità d’Italia, la penisola è sempre più a pezzi. In tutti i sensi. Raggiungere da qui la Lombardia, il Piemonte o l’Alto Adige è diventata un’impresa. E così al contrario. Avrei voluto incontrarlo in stazione quel Moretti dopo Capodanno, e viaggiare con lui lungo lo Stivale, in prima o seconda classe, tanto non c’è più differenza nello schifo: uno schifo di prima classe è forse peggio di uno schifo di seconda classe. I passeggeri sono bestie da stipare nei carri, quando riescono ad entrarci pagando profumate tariffe. 

Qualche giorno fa si tentava di tornare a casa dalle vacanze in montagna, consapevoli di dover affrontare un viaggio di 12 ore con cambi e disagi, dopo i tagli di treni ben più comodi. Biglietto con posti prenotati un mese fa, tariffa quasi raddoppiata, trolley rigonfio alla mano, l’altra fra borse e bambini. Era una di quelle giornate prevedibili, cosiddette da bollino rosso, e proprio per questo l’organizzazione avrebbe dovuto essere raddoppiata da parte del servizio ferroviario. A Bolzano il treno (unico collegamento fra le più note località sciistiche d’Europa ed il centro Italia questo regionale diretto a Bologna, con mille fermate intermedie) era già più che zeppo di viaggiatori che tornavano dalle piste innevate, con enormi valige, sci e snowbord al seguito. Ad ogni stazioncina ne salivano decine e decine: la situazione già collassava, ed il viaggio era appena cominciato. Ad un quarto di strada, in attesa del convoglio a Trento c’erano almeno mille passeggeri: porte bloccate, gente schiacciata sulle entrate, valigie lanciate dai finestrini, troppo caldo dentro, troppo freddo fuori. Polizia impotente, ferrovieri anestetizzati. Urla e imprecazioni. Qualcuno occupa i binari: o si parte tutti, o nessuno. Come si fa a non prevedere altri vagoni, altre corse, altro servizio? Moretti, intanto, sognava beatamente la prossima mossa dopo aver brindato al nuovo anno. Ed il treno rimaneva fermo, assediato dalla folla in stazione nella civilissima Trento. 

Dopo un’ora il treno riparte, e quando giunge a Verona la scena si ripete. Altro blocco, altra Polizia, altre proteste degli italiani. Qualche binario in là un treno tedesco viaggia senza intoppi. La coincidenza per la Puglia, per Cerignola, Trani o Barletta (da prendere a Bologna) è già saltata: che si fa? Panico a bordo, con centinaia di persone ad imprecare contro l’organizzazione, tutti con la coincidenza persa verso il resto del centro-sud, con la notte alle porte ed il freddo di Bologna anche. Si viaggia verso Bologna con l’angoscia addosso. Dall’altoparlante avvisano finalmente sarà possibile prendere un treno successivo per Bari. All’arrivo nella Stazione centrale la scena è dantesca: migliaia di persone che trasportano valigie su scale e corridoi cercando indicazioni ed una via d’uscita a tutto questo, un binario per amico, un treno chissà dove, chissà quando. Chissà perché. Arriva un convoglio diretto a Bari: saliamo, altro carro bestiame, altri posti occupati perché prenotati, uguali ai nostri prenotati invece sull’altro. Chi ne ha diritto? Il controllore tergiversa, dice “fate reclamo”. E se ne va. Si parte. Sorvoliamo sullo stato delle carrozze, sulla pulizia, sul riscaldamento, sul servizio bar (?). È mezzanotte. Siamo arrivati a casa. Nello stesso tempo saremmo arrivati in Nuova Zelanda. Forse Moretti è proprio lì a spassarsela. L’assurdo taglio dei convogli, soprattutto quelli notturni, che collegavano il nord al sud, e l’obbligo di viaggi scomodissimi con orari e cambi da paura, sta a testimoniare come la strategia sia quella della distruzione totale non solo delle ferrovie (che una volta erano dello Stato, dunque di tutti noi), ma anche della coscienza civile degli italiani. La Puglia, la Bat, tutti i cittadini dovrebbero far sentire ancor di più la propria voce, quando i manager fanno i ragionieri. Facile. Vedi gli ospedali. Vedi i treni. E con le carrozze ridotte a carri bestiame disfano l’Italia e pure la coscienza civile degli italiani. E pensare che nel 2011 abbiamo festeggiato i primi 150 anni dell’Italia unita. 

 

http://www.julienews.it/notizia/istruzione-e-lavoro/trasporti-trenitalia-restituisca-la-gabella-di-50-euro-chiesta-ai-passeggeri-del-bolognalecce/96947_istruzione-e-lavoro_6.html

Trasporti: Trenitalia restituisca la "gabella" di 50 euro chiesta ai passeggeri del Bologna-Lecce

ore 11:49

Pietro Giordano, Adiconsum: "Vergognosa la "gabella" chiesta da Trenitalia sulla tratta Bologna-Lecce, per un viaggio, causa sovraffollamento, ad alto rischio per la sicurezza dei passeggeri". Trenitalia continua a considerare il Sud la Cenerentola del trasporto ferroviario. Adiconsum chiede a Trenitalia di restituire la gabella
Non è possibile - dichiara Pietro Giordano,Segretario  Generale Adiconsum - continuare a far subire ai passeggeri del trasporto ferroviario disagi e vessazioni, soprattutto nei periodi di esodo come le festività natalizie.
E' grave che ai consumatori Trenitalia chieda una "gabella" di ulteriori 50 euro sulla tratta Bologna-Lecce, per un posto in piedi o per bivaccare sul pavimento di un vagone. Un tempo si aggiungevano le carrozze per evitare il sovraffollamento e salvaguardare la sicurezza dei passeggeri: ora si raddoppiano solo i costi. Né è possibile impedire ad una parte dei passeggeri l'accesso al bar ed al ristorante sul treno.
Non è possibile che la dignità dei pendolari, sia calpestata per l'ennesima volta dai tagli delle regioni. Non e' possibile che lo Stato continui a lasciare nel piu' assoluto abbandono il Sud che continua ad essere la Cenerentola del trasporto ferroviario.
Adiconsum - prosegue Giordano - ha chiesto:
- a Trenitalia l'immediato rimborso della gabella operata a danno dei passeggeri della tratta Bologna-Lecce;
- un incontro con le regioni per il potenziamento degli investimenti in trasporto ferroviario
- la realizzazione di una vera Authority del trasporto che sanzioni, oltre che prevenire le vessazioni nei confronti dei passeggeri.

 

http://www.viaemilianet.it/rssre.php?p=25213

Martedì, 27 Dicembre 2011 - 12:32

“Dammi il telefono o ti sparo”

Un giovane di Correggio e un amico di Modena minacciati con una pistola alla testa ieri sera su un treno da due malviventi che volevano rubargli il cellulare. I rapinatori arrestati dalla polizia in stazione a Reggio.
Erano saliti sul treno da poco, a Modena, ma non immaginavano cosa sarebbe successo su quella carrozza dell’Intecity diretto a Milano. Un giovane di 28 anni di Correggio e un amico di 29 anni della provincia di Modena si sono visti puntare una pistola alla testa. I rapinatori volevano il loro cellulare nuovo e molto costoso. ‘Dammi l’I-phone o sparo’ ha urlato l’uomo che impugnava l’arma. Poi insieme al suo complice è sceso alla stazione di Reggio: qui però i due sono stati arresati poco dopo dalla polizia.
Sono stati ripresi dalla telecamere di videosorveglianza mentre percorrono la pensilina e il sottopassaggio della stazione. Sono le 21.30 della sera di Santo Stefano. In manette Mariusz Rudzik, 31 anni polacco e il complice Serhiy Dyachyna, 25 anni ucraino. I due giovani rapinati quando hanno visto i malviventi scendere dal treno alla stazione di Reggio hanno avvertito la polizia. Gli agenti hanno notato sulla pensilina 4 due uomini il cui aspetto corrispondeva a quello descritto dalle vittime: camminavano con fare sospetto e andavano su e giù dalle scale più volte. I poliziotti si sono avvicinati senza farsi notare. Uno dei due però si è accorto della loro presenza e ha provato a liberarsi dell’arma, gettandola verso la vicina massicciata del binario. La pistola, una perfecta calibro 8, è stata recuperata e i due rapinatori bloccati dagli agenti.
Il 31enne polacco Mariusz Rudzik, disoccupato e domiciliato nel modenese era incensurato, mentre il 25enne ucraino, Serhiy Dyachyna, anche lui disoccupato e residente a Modena, ha precedenti per rissa e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo gli accertamenti in questura sono stati condotti in carcere.

 

http://www.piacenzasera.it/politica/accattonaggio-sui-treni-pollastri-pdl-garantire-sicurezza-di-chi-viaggia.jspurl?IdC=1144&IdS=1144&tipo_padre=0&tipo_cliccato=0&id_prodotto=16115&css=homepage.css

Accattonaggio sui treni, Pollastri (Pdl): "Garantire sicurezza di chi viaggia"

“Un fenomeno fastidioso e che può nascondere forme di sfruttamento” così Andrea Pollastri (PdL), presentando un’interrogazione in Regione sull’accattonaggio che si riscontra sui treni che attraversano l’Emilia-Romagna.
“Spesso – spiega il Consigliere – capita di imbattersi in persone che lasciano in ogni fila delle carrozze biglietti con una richiesta di denaro, biglietti che vengono qualche minuto dopo ritirati dalla stessa persona che li ha lasciati o da un suo complice: se, come avviene nella quasi totalità dei casi,  non vi sono soldi la persona chiede al malcapitato passeggero con insistenza monete e quant’altro.” 
“Dapprima – prosegue - questo increscioso fatto si verificava solo sui treni regionali, da un po’ di tempo, invece, è sempre più frequente anche sugli Eurostar “Frecciabianca”, forse nell’errata illusione che l’utenza che può permettersi un treno più costoso sia anche più danarosa. A ben guardare, invece, gli Eurostar sono utilizzati da persone di tutti i ceti sociali, anche da pendolari, il più delle volte costretti a ricorrere a questo tipo di corsa per percorrere in tempi ragionevoli lunghe tratte: questi viaggiatori sono, come si suol dire, “cornuti e maziati” poiché pagano di più per avere un servizio migliore ma che migliore non è poichè, oltre ad avere i disservizi di tutti gli utenti ferroviari (ritardi, guasti, ecc.), si trovano anche in condizioni di insicurezza. Non si dimentichi, poi, che i treni a lunga percorrenza sono spesso utilizzati dai turisti stranieri che si trovano davanti un immagine certamente non decorosa del nostro Paese.”“La questua, nella tradizione Cristiana, - dice ancora l’azzurro – è un atto di pietà verso chi ha bisogno: in questo caso, però, si profila il reato di accattonaggio poiché chi fa richiesta, per lo più zingari, ha un bisogno economico quantomeno discutibile e chiede in modo insistente anche dopo aver avuto il “no” dei passeggeri, arrecando loro disturbo ed imbarazzo. Oltre a questo si potrebbero configurare anche altri reati: queste persone viaggiano irregolarmente, senza aver pagato il biglietto, e impiegano per la questua anche dei minorenni.”

“Chiedo alla Regione – chiosa - se sia a conoscenza del problema, se si intenda parlarne con Trenitalia per individuare una soluzione, in particolare al fine di migliorare la sicurezza sui convogli, la legalità, il decoro e la tranquillità di chi viaggia.”  

http://www.dirittidistorti.it/articoli/12-lavoro/889-wagon-lits-i-treni-notte-servono-da-milano-partiti-80-bus-straordinari-per-il-sud.html

Wagon Lits. I treni notte servono, da Milano partiti 80 bus straordinari per il Sud

Scritto da DirittiDistorti 
Giovedì 29 Dicembre 2011 10:56 

Una delegazione di Legambiente Lombardia, questa mattina, ha fatto visita ai tre ferrovieri che da 16 giorni si trovano sulla torre faro della Stazione Centrale di Milano.
"Gli 800 licenziamenti dei servizi ferroviari notturni - ha detto Dario Balotta, responsabile Trasporti di Legambiente Lombardia - sono l'effetto di una cieca strategia commerciale delle FS che punta esclusivamente sui 1000 chilometri di alta velocità a scapito dei restanti 16 mila di rete tradizionale". Ma a dimostrazione che i treni notte servivano a qualcosa ci sono circa 4000 viaggiatori che da Milano sono partiti con gli autobus straordinari gestiti da privati per raggiungere il Sud del paese. "Molti – spiega Balotta – sono rimasti a terra a dimostrazione che questo mercato ha una consistente domanda di traffico nonostante i voli low cost (che non raggiungono però tutto il meridione) e nonostante l'alta velocità che ha tariffe nettamente superiori". "Il settore dei treni notte ha avuto negli ultimi anni un coefficiente di utilizzazione del 70%, per questo i tagli - ha concluso - sono da considerarsi come una strategia cieca, al punto da vanificare gli investimenti di 40 milioni di euro per trasformare le vecchie cuccette e le vetture letto con nuovi servizi di letto matrimoniale e con doccia, tutte vetture ora abbandonate negli scali di mezza Italia". Anche per la Filt-Cgil Lombardia "la questione centrale – come si legge in una nota - è e rimane il ripristino dei collegamenti ferroviari notturni da Milano, Torino e Nord Est verso il Sud". Secondo i sindacati, dunque "la sede naturale di questa trattativa rimane quella nazionale con il coinvolgimento del Ministero dello Sviluppo Economico delle Infrastrutture e dei Trasporti". La Cgil si dice inoltre "stupita dall'atteggiamento di Fs che invece di affrontare con il Governo il tema delle risorse a supporto dei treni lascia a quei lavoratori, sulla torre da 17 giorni, la difesa del servizio di trasporto ferroviario". "Solo dopo la riattivazione dei treni e nel caso dalla ristrutturazione del servizio notte si determinassero degli esuberi - conclude la nota di Filt e Cgil - sarà necessario un piano di ricollocazione esigibile e dai tempi certi sul quale riteniamo necessario l'intervento anche delle Regioni interessate".
 

http://www.ferrovie.it/ferrovie.vis/timdettvp.php?id=2845

News - 23/12/2011

SAD per gli Autozug DB in Italia

di David Campione

BOLZANO - Mentre Trenitalia dismette completamente il trasporto di auto al seguito, DB e ÖBB in collaborazione con SAD rilanciano questo utile servizio sull'asse Düsseldorf - Bolzano - Verona.
Alle 8.48 del 23 dicembre nella stazione di Bolzano è giunto l'Autozug 13325 proveniente da Düsseldorf, il primo convoglio di auto al seguito DB con in testa una locomotiva SAD, la E.189.115 noleggiata da MRCE Dispolok. La società altoatesina, finora specializzata nel trasporto su gomma e ferro regionale, allarga quindi il proprio raggio d'azione occupandosi della trazione dei treni DB con auto al seguito nella tratta italiana da Brennero a Bolzano e viceversa (con estensione su Verona a partire dalla prossima estate). Sul binario 1 di Bolzano, ad attendere il convoglio, c'erano il presidente della SAD Christoph Perathoner e l'assessore provinciale all'economia Thomas Widmann, i quali hanno accolto il direttore operativo della DB Autozug GmbH, Hans Mattevi, ed il responsabile d'area delle ÖBB (le ferrovie di Stato austriache) Bernhard Eller, giunto da Innsbruck.

Il presidente Perathoner si è rallegrato che SAD spa, grazie a questa nuova collaborazione, abbia rafforzato il proprio ruolo di fornitore privato di servizi nonché di partner strategico di importanti player internazionali. "Il nostro campo d'azione principale - ha detto Perathoner - rimane il trasporto pubblico locale in Alto Adige. Ciò non toglie che in questi anni SAD abbia ampliato notevolmente il proprio know how, dimostratosi eccellente proprio nel settore ferroviario. Il nostro obiettivo è di sviluppare ulteriormente queste competenze per proporci sempre più come partner strategico sull'asse ferroviario internazionale Nord-Sud".L'assessore provinciale all'economia Widmann ha salutato con soddisfazione questa iniziativa della SAD, senza la quale il servizio di auto al seguito di DB si sarebbe fermato a Innsbruck. "Questo avrebbe rappresentato un danno enorme per la raggiungibilità dell'Alto Adige. Sono infatti tanti - ha detto Widmann - i turisti germanici che si avvalgono della possibilità di viaggiare comodamente in treno e poter comunque utilizzare la propria auto durante la vacanza". Se invece il treno con le auto a bordo si fosse limitato a raggiungere Innsbruck, tanti vacanzieri avrebbero sicuramente rinunciato a venire in Alto Adige.

Il rappresentante delle ferrovie tedesche Mattevi ha poi illustrato la storia e il concetto del servizio di auto al seguito, esistente da parecchi decenni. Risale infatti al 1° aprile del 1930 il primo convoglio con vetture a bordo, che viaggiò da Amburgo a Basilea. "Il primo treno diretto a Bolzano invece risale al 1970. Da allora - ha spiegato Mattevi - molto è cambiato e con oggi inizia una nuova era: i treni con auto al seguito diretti a Bolzano e Verona saranno gestiti dalla SAD, per noi un nuovo partner dalle grandi capacità e profondamente radicato sul territorio. Aggiungo che saranno impiegati dei locomotori politensione, cosicché non sarà più necessario cambiare locomotiva al Brennero" Il momento della firma delle autorità sul cartello di percorrenza del treno AZ 13325 Düsseldorf - Bolzano.

Foto SAD - 23 dicembre 2011

I numeri di auto e moto trasportate al seguito dei viaggiatori sui treni DB sono di tutto rispetto dando ragione ad un servizio assolutamente utile. Ogni anno centinaia di migliaia di viaggiatori utilizzano il servizio di auto al seguito offerto da DB. Solamente sul territorio italiano, negli anni 2010/2011 hanno viaggiato almeno 140.000 persone con 66.000 veicoli (di cui 23.000 moto) al seguito. Per Bolzano si parla di quasi 50.000 viaggiatori con 22.000 veicoli (di cui 7.000 moto). Nel 2011 i treni con auto a bordo che hanno fatto scalo a Bolzano e Verona sono stati 304; nel 2012 invece saranno solo 184, in quanto la tratta Innsbruck - Brennero sarà chiusa per importanti lavori di ristrutturazione e quindi disponibile solo in parte. Tutto questo al contrario di quanto successo in Italia, dove dallo scorso 11 dicembre Trenitalia ha soppresso su tutte le relazioni il trasporto dei veicoli, ritenuto improduttivo.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/12/29/news/multati_prima_di_salire_a_bordo_i_passeggeri_saranno_rimborsati-27367278/

Multati prima di salire a bordo. I passeggeri saranno rimborsati

I posti a bordo dei convogli Bologna-Lecce erano tutti esauriti, ma ai viaggiatori era stato concesso di salire a bordo in cambio di una sanzione di 50 euro. Esulta Adiconsum, ma la Procura, che vuole vederci chiaro, ha convocato gli agenti della Polfer

DI ROSARIO DI RAIMONDO

Trenitalia restituirà i 50 euro di multa pagati dai passeggeri saliti a bordo dei treni Bologna-Lecce nonostante non vi fosse più nemmeno un posto libero. L'annuncio è stato dato stamattina nel corso di una trasmissione radiofonica su Isoradio.  Dopo la denuncia di Repubblica - che aveva documentato come a ridosso del Natale i controllori di Trenitalia avessero imposto una multa preventiva ai passeggeri diretti verso sud e rimasti senza biglietto - si era mossa la Procura di Bologna: i pm hanno già fissato un incontro con i vertici della Polizia ferroviaria, i cui  agenti erano intervenuti più volte a causa della rabbia e delle proteste dei passeggeri in partenza dal binario 7.
Ciascun viaggiatore multato ha pagato 100 euro (comprensivi della sanzione) anziché i 50 del costo unitario del biglietto; i passeggeri potranno rivolgersi ora alla sede di Bologna o di Lecce per ottenere la restituzione dei 50 euro della sanzione. Esultano le associazioni dei consumatori, a partire da Pietro Giordano di Adiconsum, che da subito aveva reclamato il rimborso della soprattassa. Dal punto di vista giudiziario, invece, diversi sono i nodi che gli inquirenti cercheranno di sciogliere. I viaggiatori che hanno dovuto pagare la multa pur di salire a bordo di carrozze dai posti già prenotati (72 a sedere e 15 “tollerati” in piedi) sono svariate decine. Da verificare, quindi, i possibili rischi per la sicurezza. Sul convoglio 757 Bologna-Lecce di giovedì 23 dicembre, per esempio, sono saliti a bordo di una sola carrozza ben 60 passeggeri in eccesso, oltre ai posti già occupati da chi aveva prenotato.  
(29 dicembre 2011)

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/12/28/news/biglietti_fs_col_sovrapprezzo_ora_si_muove_la_procura-27293792/

IL CASO

Biglietti Fs col sovrapprezzo. Ora si muove la procura

Multe da 50 euro sui treni stracolmi verso la Puglia: i pm vogliono capire se è legittimo applicare la sanzione ai passeggeri in banchina e non ancora saliti a bordo

di ROSARIO DI RAIMONDO 

La Procura vuole far chiarezza sul pasticcio dei biglietti venduti in stazione col sovrapprezzo e chiede un incontro coi vertici della Polfer. I magistrati vogliono capire se sono regolari le "multe" inflitte la settimana scorsa ai passeggeri di Trenitalia che da Bologna partivano per Lecce. Di certo, per molti di loro che hanno protestato, sono curiose: 50 euro di "soprattassa" prima di salire a bordo, sulla banchina del binario, più altri 50 euro per il costo normale del biglietto. Un aumento del 100% per accaparrarsi dei posti in piedi in carrozze già piene oltre la capienza regolamentare.
Nelle sere del 22 e 23 dicembre, sono stati proprio gli agenti della Polfer, chiamati da Trenitalia, a intervenire per calmare i passeggeri, inferociti per quanto stava accadendo al binario 7. Chi prometteva denunce, chi scattava foto o girava video col cellulare e chi - in particolare famiglie con bambini e anziani - faceva collette per pagare il salasso.
Sono diversi i dubbi che i magistrati sembrano intenzionati a chiarire dopo aver "convocato" ieri mattina i dirigenti della Polizia ferroviaria. A partire dalla legittimità o meno di quella multa "preventiva", condizione essenziale per poter partire. Ma non si esclude che nell'incontro si chieda conto anche di un altro aspetto, e cioè la questione della sicurezza. Come ha dimostrato un'inchiesta di Repubblica, solo giovedì notte, sul "757" diretto a Lecce sono salite 60 persone oltre la capienza normale della carrozza, che è di 72 posti a sedere e 15 "tollerati" lungo il corridoio. 
Un escamotage di cui bisogna quindi valutare i possibili rischi per l'incolumità dei passeggeri e dei lavoratori, a seguito degli imbarchi in eccesso. Venerdì, le persone che volevano partire con lo stesso treno erano così tante che in trenta sono rimaste a terra. Per loro era previsto un pullman sostitutivo per Lecce dall'autostazione, ma come racconta un lavoratore Trenitalia, quel bus non è mai partito perché i passeggeri in più erano meno di cinquanta. Il numero necessario per riempirlo. I pm potrebbero chiedere agli agenti della Polfer anche le carte utili per chiarire tutti gli aspetti della vicenda. I vertici di Trenitalia, per ora, non sono stati convocati a piazza Trento e Trieste. In futuro, potrebbero essere interpellati se la Procura decidesse di aprire un'inchiesta. L'azienda, nei giorni scorsi, ha minimizzato: "Non è successo niente di particolare. Chi sale senza biglietto deve pagare una maggiorazione di 50 euro, anche a terra. Più chiari e corretti di così". Sul tema della sicurezza, le Ferrovie replicano: "Il capotreno decide, prima della partenza, se c'è pericolo o meno". Anche sui tagli dei treni a lunga percorrenza ("Fino a qualche anno fa erano il triplo", racconta un addetto delle Ferrovie) assicurano: "Non sono stati ridotti".
(28 DICEMBRE 2011)

http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/258363_i_display_si_mangiano_i_minuti_la_beffa_del_ritardo_dei_treni/

I display si mangiano i minuti. La beffa del ritardo dei treni
30 dicembre 2011
Monza - Il viaggio da Bergamo per Monza: il display con ritardo (Foto by MONZA)
Monza - Che qualcosa non quadri lo si capisce guardando il tabellone degli orari all'arrivo alla stazione di Monza. Quando il treno parte diretto a Sesto San Giovanni l'orologio utilizzato per cronometrare il viaggio Bergamo-Monza in competizione con un'automobile (vedi articolo sotto) segna le 9.20. Il treno è arrivato in stazione un minuto prima, le 9.19 per l'esattezza. Nove minuti di ritardo, quindi, rispetto al tempo di arrivo riportato dall'orario ufficiale. Ma il ritardo segnalato dal display luminoso lungo i binari ne segna solo cinque, di minuti.
Minuti mangiati - E allora, che cosa succede? Succede che in questo modo quattro minuti di ritardo sono letteralmente scomparsi nel nulla. Roba da poco, direbbero i più. Mica tanto, perché sui ritardi delle corse si gioca una delle battaglie fondamentali per i pendolari: quella dei bonus sull'acquisto di un abbonamento. Trenord corrisponde, infatti, uno sconto ai viaggiatori nel caso non si sia rispettato lo standard di qualità del servizio previsto secondo un indicatore concordato all'interno del contratto di servizio. L'indice è calcolato mensilmente per ciascuna direttrice rapportando i minuti di ritardo e i minuti delle corse soppresse. Un dato che prende in cosiderazione i treni con ritardo superiore ai cinque minuti. Se questo numero supera un determinato valore-soglia, scatta il diritto al bonus per gli abbonati.
A pensar male - A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, diceva il cardinal Giulio Mazzarino sotto Luigi XIV in Francia. E i pendolari lo scrivono anche sui loro blog: così si taroccano le statistiche. Lo ha riportato a chiare lettere Dario Bauer sul blog ilpollonord.it: «Il mio treno è arrivato ad Asso con oltre 35 minuti di ritardo. Quello segnalato era solo di 14. Ho protestato, ma mi hanno confermato il loro dato. Incredibile». Il nostro treno, partito in orario da Bergamo, ha accumulato un ritardo a Monza di nove minuti. Perché allora ne mancano quattro all'appello? Forse per rimanere dentro ai parametri previsti dal contratto di servizio che Trenord, società gestita da Regione Lombardia, ha stipulato con Regione Lombardia?
I dati di ottobre - Il dubbio diventa lecito se si guardano gli indici di affidabilità del servizio ferroviario relativi a ottobre, appena pubblicati sul sito di Regione Lombardia. Gli utenti della Milano-Carnate-Bergamo non hanno avuto diritto al bonus da “spendere” per acquistare l'abbonamento di gennaio 2012. Ma l'indice di affidabilità è paurosamente vicino a quello standard minimo oltre il quale scatta il rimborso del 20%: 4,53% contro 5%.
Trenord e Rfi - Trenord si chiama fuori: «Queste comunicazioni dipendono dalla rete, il gestore è Rfi. Lungo le tratte ci sono delle boe che segnalano gli orari del passaggio del treno, ma non dipendono da noi». «Il treno è arrivato a Monza con sette minuti di ritardo, non nove - commentano da Rfi -. Poi è ripartito alle 9.18, arrivando a Milano Porta Garibaldi con solo tre minuti di ritardo. Quelli che fanno testo solo gli orari del nostro sistema. I display? Segnano sempre cinque minuti anche se sono di più».
Davide Perego


http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/12/30/news/treni_notte_fine_d_anno_amara_buste_paga_a_zero_agli_addetti-27389747/
Treni notte, fine d'anno amara buste paga a zero agli addetti
Per i conguagli gli 85 lavoratori della Servirail riceveranno una busta paga azzerata. Sindacati sul piede di guerra
MESSINA - Prosegue la battaglia degli 85 ex lavoratori della Servirail, la società che si occupava dei servizi cuccette, licenziati dopo i tagli dei treni a lunga lunga percorrenzadalla Sicilia al Nord Italia. La Fit Cisl di Messina in una nota spiega che "oltre al licenziamento è arrivata oggi la notizia che non riceveranno nemmeno l'ultimo stipendio e le ultime competenze maturate". "Si parla - affermano dalla Fit Cisl - di presunti conguagli che porterebbero addirittura in negativo l'ultima busta paga spettante agli 85 lavoratori. Un cenone amaro perchè vanno in fumo le competenze del mese di novembre e lo stipendio dei primi 11 giorni di dicembre, senza nessun preavviso ufficiale ne spiegazioni da parte di un'azienda che ha smobilitato".
GUARDA / Messina, addetto alle cuccette tenta il suicidio
Per il sindacato si tratta di una notizia "che ha lasciato ancora di più nello sconforto i lavoratori impegnati da un mese nella loro battaglia per l'occupazione e per il ripristino dei treni notte insieme agli altri 800 colleghi in tutta Italia". Finora le firme raccolte, all'ingresso dei supermercati di Messina e nella centrale piazza Cairoli, superano le 4.500 e analoghe iniziative sono state attivate nelle altre città interessate dai tagli Fs". "Una petizione firmata da rappresentanti di tutti gli schieramenti - commenta la Cisl di Messina - e numeri che testimoniano come la città stia rispondendo a un appello occupazionale ma soprattutto sociale".
sda
(30 DICEMBRE 2011) 

GRAZIE BEPPE  

Pubblichiamo di seguito un interessante punto di vista di un cittadino/utente italiano a proposito delle ultime scelte operate da Trenitalia.

Come nel XXI secolo fu impedito ad un cittadino di raggiungere Giulianova provenendo da Pescara.


Mi chiamo Gerlando Fabio Sorrentino, sono da tempo titolare di un abbonamento ferroviario di Trenitalia per la tratta regionale Pescara Centrale-Giulianova. Sul retro del tagliando di abbonamento è riportato un prospetto grafico in cui Trenitalia afferma orgogliosamente che chi utilizza il treno come mezzo di trasporto privilegiato, contribuisce ad abbattere di oltre il 50% le emissioni di anidride carbonica. Ebbene, da oggi, nel mio caso, io, grazie alla collaborazione di Trenitalia, tornerò stabilmente ad incrementare di oltre il 50% le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre.
Vivo a Giulianova, ma da molto tempo lavoro a Pescara dove, svolgendo la mia
attività professionale in un albergo, il mio turno lavorativo termina attorno alle ore 23:00, per cui ho finora avuto modo di utilizzare il mezzo ferroviario per rientrare a Giulianova grazie all’unico treno disponibile in quella fascia oraria, l’Espresso 924 Lecce-Bolzano, affiancato nel periodo estivo da un altro convoglio diretto a Torino Porta Nuova.
Com’è noto, queste corse notturne sono state da oggi soppresse (con la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro), pertanto chi, come me, deve spostarsi da Pescara per raggiungere le cittadine limitrofe in un orario compreso fra le ore 21:00 circa e le ore 05:00 della mattina successiva, è costretto da ora in poi a farlo in automobile, perché una città capoluogo di provincia come Pescara non dispone, in tale
 estesissima fascia oraria, di alcun tipo di collegamento ferroviario o di autobus di linea che la colleghino ad altri importanti centri urbani costieri. L’incongruità di questa irrazionale distribuzione del trasporto ferroviario viene evidenziata ancor di più dal fatto che le numerosissime e talvolta ridondanti corse diurne sono spesso intervallate ad una distanza di soli quindici minuti, mentre tale embarras de richesse viene improvvisamente interrotto dal lungo buco nero serale-notturno di circa otto ore!
Quale
 imperscrutabile criterio ha impedito che almeno una delle pletoriche corse diurne presenti ogni quarto d’ora potesse essere opportunamente dirottata  come unica ma provvidenziale e utilissima corsa notturna?
Tutto ciò porterà all’
aggravamento dei summenzionati contributi all’inquinamento atmosferico, all’ incremento del traffico stradale e delle problematiche relative ai parcheggi, nonché al deterioramento della qualità della vita personale, costretta a confrontarsi quotidianamente con lo stress e l’effetto logorante di tutti questi elementi combinati insieme. Senza poi trascurare il fatto che il costante aumento del costo dei carburanti, spingerà ad uno spropositato aumento del cespite di spesa familiare obbligatoriamente riservato a tale scopo, depauperando ancora di più il potere di acquisto riservabile altrimenti ad altri generi di consumo.
E come faranno quei turisti e viaggiatori che, arrivando a Pescara con un volo serale come, ad esempio, quelli attualmente operativi da Linate e Orio al Serio, avessero necessità di proseguire verso altre località come appunto Giulianova, in mancanza totale di treni e autobus, se non facendo ricorso ai molto più costosi e inquinanti taxi?
Per non parlare, infine, degli accresciuti rischi legati alla salute e all’incolumità  fisica, che le statistiche relative al traffico automobilistico indicano tristemente come fonte più probabile di incidenti ed infermità, se non addirittura di morte?
Pensiamo ad esempio a tutti quei giovani che, dovendo raggiungere locali
 notturni ubicati lungo la costa abruzzese-marchigiana, lo fanno in automobile, in mancanza di un’alternativa su rotaie o su autobus di linea, con tutti i notori rischi legati alle conseguenze del consumo di alcolici e quant’altro.
Complimenti vivissimi a Trenitalia per avere dato un tale generoso contributo all’aumento dell’inquinamento atmosferico come a quello del traffico stradale, del rischio di incidenti mortali, della diminuzione dei parcheggi, della pesante penalizzazione del diritto alla mobilità di cittadini,
lavoratori e turisti, della perdita di molti posti di lavoro, del deterioramento della qualità della vita e delle finanze di chi quotidianamente si troverà costretto d’ora in poi ad affrontare tutto questo. Complimenti vivissimi a loro e all’inerme ed inerte classe politica locale che ha permesso tutto questo!
Un lavoro da manuale, non c’è che dire!
Altro che globalizzazione.
Qui, a breve, saremo capaci di prendere un aereo che in poche ore ci porti da Pescara a Pechino o a Sydney, ma intanto non sapremo più come arrivare da Pescara a Giulianova!

Gerlando Fabio Sorrentino