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Si è svolto in data odierna il secondo incontro sulla trattativa per il rinnovo del contratto di Italo. Un percorso che, ci preme ricordare, è iniziato in ritardo rispetto alle altre Organizzazioni Sindacali, solo dopo una sentenza del Giudice del Lavoro di Roma. L'incontro che doveva permettere un allineamento del livello di contrattazione dei testi già trattati in questi mesi con le altre organizzazioni sindacali, si è preliminarmente soffermato sulla necessità di comprendere se Italo intenda addivenire alla costruzione di un suo contratto nazionale di primo livello o meno, poiché dai testi aziendali consegnati nel primo incontro è scritto in maniera chiara la volontà di costruire un contratto collettivo di primo livello e un contratto aziendale, da trattare esclusivamente con Italo. Pertanto è conclamata l’intenzione di Italo di non adottare il Contratto delle Attività Ferroviarie. Nel dibattito scaturito l’azienda ci ha informato che la problematica del CCNL di primo livello è emersa nella trattativa con le altre Organizzazioni Sindacali, quindi - per andare oltre nell’esposizione dei testi contrattuali - ha chiesto al sindacato tutto di rimandare tale discussione al temine di un percorso di studio e trattativa dei testi presentati. La delegazione di OR.S.A. ha accettato la richiesta di Italo con una precisazione, il contratto di riferimento deve essere il CCNL della Mobilità Area Attività Ferroviarie, tranne che con Italo non si riesca a concertare una normativa di primo livello migliorativa di quella attuale. Rispetto alla contrattazione aziendale OR.S.A. è disponibile ad una discussione di merito che intercetti le esigenze dei lavoratori e le necessità di sviluppo dell'azienda. Dopo questa prima fase di confronto, entrando nel merito dei testi consegnati, si è quindi convenuto di rimandare la discussione della Parte I " Sistema di Relazioni Industriali e diritti sindacali" con riferito al Capo I " Sistema di Relazioni Industriali" e Capo II "Diritti Sindacali". Rispetto all'articolato della Parte II " Politiche attive per l'occupazione", ORSA ha sollevato delle obiezioni rispetto alla flessibilizzazione del rapporto di lavoro a tempo parziale, annotate dai rappresentati dell'Azienda. Il confronto è stato sospeso all'articolo 23 (Telelavoro). I lavori del tavolo proseguiranno nel pomeriggio del 04 giugno. A latere dell'incontro le nostre RSA hanno lamentato con l'azienda il ritardo del pagamento del Super Premio, facendo notare che questo dovrebbe già essere stato erogato considerati gli ottimi risultati ottenuti da Italo S.p.A..

Roma 23 Maggio 2018

Si è svolta oggi, in osservanza alla sentenza del 6 maggio scorso (RG n. 11212/2018), la riunione con il management di Italo Spa sul rinnovo del contratto collettivo di lavoro. É stato per ORSA Ferrovie il primo ed interlocutorio incontro sul tema in quanto, in maniera discutibile, poi giudicata illegittima dal Tribunale di Roma, Italo aveva deciso di escludere ORSA Ferrovie e le relative RSA dal tavolo di trattativa. Dopo un necessario giro di presentazioni, la dirigenza ha ragguagliato la nostra delegazione sullo stato attuale del confronto, precisando che il percorso di negoziazione in corso da mesi con le altre sigle sindacali, non ha affrontato compiutamente i nodi cruciali del nuovo contratto, limitandosi a registrare solamente le reciproche posizioni su alcuni temi, con particolare riferimento a retribuzione ed orario di lavoro. Il management ha affermato che la volontà aziendale è quella di confrontarsi sui contenuti del futuro contratto e che, solo al termine di un confronto complessivo, sarà possibile definire il recinto in cui queste regole debbano essere circoscritte. La delegazione ORSA Ferrovie, alla luce delle recenti vicende che hanno costretto la nostra Organizzazione al ricorso alla magistratura per partecipare alle trattative di rinnovo, ha tenuto a precisare la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia tra le parti che permetta la ripresa di un confronto costruttivo. Per consentire un allineamento dei lavori di rinnovo con il tavolo delle altre organizzazioni, Italo ci ha fornito i testi sin qui delineati con le altre OOSS. Orsa Ferrovie si riserva di operare un’attenta valutazione delle bozze contrattuali che, ad una prima lettura, sembrano volere definire l’istituzione di una contrattazione su due livelli negoziali, ma non è chiaro quali siano i perimetri di intervento dell’uno e dell’altro livello. Quello che è certo è che, nei testi attuali, nulla appare che rimandi ai cardini (retributivi e non solo) contenuti nel contratto delle Attività Ferroviarie. . Per le ragioni esposte e dopo un confronto sul metodo per proseguire il confronto, le parti si sono aggiornate alle ore 10.00 del 23/05/2018.

 

ROMA, 18/05/2018

Le recenti dichiarazioni apparse sugli organi di stampa –attinenti al piano di emergenza neve- rilasciate dagli A.D. del Gruppo FSI e di RFI hanno interessato anche la società Trenitalia; a tal riguardo le considerevoli segnalazioni di prestazioni di lavoro oltre il limite contrattuale ed i profondi disagi gestionali subiti dai lavoratori dell’esercizio, rendono indispensabile comprendere le dinamiche nelle scelte aziendali in tema di soppressioni, cancellazioni programmate, cambi materiale e gestione del personale. Per tali ragioni vi chiediamo un urgente incontro

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Mancato rispetto delle direttive comunitarie e nazionali emanate da ERA e ANSF, in riferimento all’installazione di apparati di supervisione del macchinista, attrezzaggio ed efficienza delle apparecchiature di comunicazione Terra-Treno.

Su molti mezzi di trasporto ferroviario è in atto l’installazione di un sistema di controllo dell’attività del macchinista, impropriamente detto vigilante. Tale sistema è presente, o in fase di implementazione, su tutti i mezzi di trazione e vetture pilota delle varie imprese ferroviarie presenti sul territorio italiano. Come Organizzazione sindacale abbiamo più volte segnalato di ritenere tale appartato una scadente evoluzione del sistema Vacma e, a nostro avviso, non si può considerare che questo sistema di controllo dell’attività del macchinista abbia superato le criticità individuate dal gruppo di lavoro istituito con nota Ministeriale n°0036882 del 27 settembre 2006 e conseguente relazione depositata in data 10 ottobre 2006.

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OR.S.A. Ferrovie da mesi aveva denunciato l’inadempienza aziendale rispetto agli obblighi imposti dalla normativa in materia di “ferie”, disciplinata dall’art. 2109 del codice civile, dall’art. 10 del D.Lgs. n. 66/2003 (modificato dal D.Lgs. n. 213/2004) e dall’art. 30 del CCNL Mobilità/Area AF del 16‐12‐2016. Molti lavoratori avevano infatti segnalato, oltre alla cronica difficoltà nel fruire dei giorni di congedo a loro disposizione, che le giornate di ferie imputabili agli anni precedenti al 2018 erano scomparse dal sistema di riepilogo presente sul portale “linea diretta”. In data 10 gennaio 2018 la Segreteria Generale OR.S.A. – Ferrovie ha ribadito questa stortura al Responsabile delle Relazioni Industriali del Gruppo Delegato FSI estendendo la nota per conoscenza, a tutte le Strutture Regionali del Ministero del Lavoro. Inoltre per dare sostegno all’azione sindacale sono state assunte iniziative da parte dei singoli lavoratori a cui le strutture regionali OR.S.A. Ferrovie hanno fornito il pieno sostegno. Siamo venuti a conoscenza, che il Gruppo FS ha di fatto riconosciuto le anomalie rilevate dalla nostra Organizzazione, rendendo nuovamente visibili i congedi maturati dai singoli lavoratori negli anni precedenti al 2018. In questi giorni, infatti, così come richiesto da OR.S.A. Ferrovie con le richiamate note (in allegato), stanno ricomparendo a sistema le ferie maturate e non fruite negli anni precedenti da parte dei lavoratori del Gruppo FSI. Inoltre, è possibile verificare che rispetto a quanto avvenuto fino a tutto il 2017, i congedi non utilizzati negli anni precedenti sono stati ricompresi in un unico “contenitore” telematico, denominato “Ferie residue anno precedente”, con scadenza 31/12/9999. Attraverso questo nuovo sistema contabile, che avviene comunque nel rispetto di quanto prevede la legislazione attuale, è consentita ai lavoratori una pianificazione effettiva del loro diritto alle ferie, che finalmente non è subordinata a “scadenze”, spesso impossibili da rispettare esclusivamente a causa di esigenze produttive aziendali. La soluzione fin qui emersa va nella direzione auspicata da OR.S.A. Ferrovie ed appare finalmente utile a risolvere strutturalmente parte del più ampio problema che attiene al sistema di attribuzione e contabilizzazione dei congedi nel personale del Gruppo FSI.

Roma, 16/02/18 

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Nella giornata di ieri si è svolta la riunione per il pagamento del premio di risultato per l’anno 2018 e per i successivi anni 2019 e 2020. La proposta di accordo presentata dalla Società tiene in considerazione, come condizione essenziale all’erogazione del premio, la positività dell’EBITDA del Gruppo FSI, che non potrà essere inferiore del 20% rispetto al valore budget stimato per ciascun anno. Superato il primo sbarramento (EBITDA di Gruppo FSI), la ripartizione del montante – per singole Società – terrebbe in considerazione altri indicatori tra i quali: l’EBITDA delle Società del Gruppo F.S.I., qualità percepita, obiettivi delle Società (costi – ricavi – qualità prodotta). Infine, per la determinazione finale del premio da attribuire ad ogni singolo lavoratore, costituirebbero elemento di penalizzazione gli eventi da malattia (due eventi nell’anno comporterebbero il 25% di penalizzazione) e sanzioni disciplinari con sospensione dal servizio (altro 25% di decurtazione). OR.S.A. ha ritenuto inaccettabile la proposta della Società perché con siffatto sistema i lavoratori potranno subire decurtazioni per cause non dipendenti dal loro contributo professionale. A livello societario, ad esempio, il raggiungimento degli obiettivi è composto da diversi fattori non dipendenti dalla qualità del lavoro svolto dai lavoratori di F.S. In ultimo, ipotizzare di decurtare il premio del 25% ad un lavoratore che ha evidenziato nell’anno due eventi di malattia o che, magari per inconvenienti di esercizio, ha subito giornate di sospensione (che già producono una importante decurtazione stipendiale), significa non tenere conto delle particolarità professionali e ambientali del lavoro svolto dai ferrovieri. Per detti motivi abbiamo invitato la Società a riformulare la proposta in maniera inclusiva, eliminando i fattori che di fatto determinano un sistema a perdere, anziché premiante.

 

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Nel pomeriggio di ieri 10 gennaio 2018 si è tenuto il proseguo degli incontri relativi al monitoraggio del processo manutentivo della manutenzione dei rotabili di Trenitalia, pertanto dopo la DPLH ieri si è discusso della Direzione Passeggeri Regionale e Direzione Tecnica. L’illustrazione del piano societario rispetto all’organizzazione futura del ciclo manutentivo della DPR e DT ricalca in maniera identica quello della DPLH, vengono infatti mantenute internalizzatele attività di certificazione dei lavori, di ultrasuoni alle sale e tornitura delle ruote. Resta quindi inalterato il rapporto tra le attività internalizzate e quelle affidate alle Ditte esterne. Per quanto riguarda l’assetto del reticolo ovvero il numero degli Impianti, la Società ha anticipato prossime chiusure di Impianti considerati già oggi in via di esaurimento, concentrando i servizi in altri siti regionali già presenti. Anche per la DPR è stata confermata la volontà di procedere all’acquisto dei nuovi treni corredati da contratti full service per la manutenzione dei mezzi. In buona sostanza, secondo la Società tutto resta uguale, inalterate le consistenze di personale e i volumi di produzione, salvo la chiusura di pochi siti regionali già in via di svuotamento di personale.

 

Purtroppo così non sarà!

 

Sono anni che si parla di internalizzazione delle attività di manutenzione, come se la sola richiesta qualifichi chi la pronuncia. La verità è che in molti casi la manutenzione di Trenitalia non possiede più né i mezzi ma soprattutto le competenze tecniche per poter essere competitiva con le ditte esterne che negli anni si sono impossessate delle Officine. Questi motivi la delegazione di OR.S.A. Ferrovie al termine dell’incontro ha chiesto conto della durata dei contratti full service e soprattutto che ai lavoratori delle ditte esterne siano affiancati quelli di Trenitalia, così da acquisire le competenze necessarie da permettere l’internalizzazione delle attività manutenzione sui nuovi treni in arrivo e quelli (ETR 1000 e 600) di recente acquisizione.

 

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Il 13 novembre 2017 si è tenuta la riunione con la Società Trenitalia S.p.A. OR.S.A. Ferrovie attendeva da tempo l’incontro per sciogliere i temi contrattuali appesi - che spaziano tra tutte le categorie professionali di esercizio operanti in Trenitalia – per discutere e per sanare le gravi lacune organizzative e di servizio che insistono sul quotidiano del lavoratore. La Società nella sua introduzione della riunione ha parlato del: welcome drink -che dal 15 novembre torna sulle frecce; potenziamento delle frecce al mattino presto e alla sera tardi verso le grandi città; freccia 1000 che raggiungerà Venezia; aumento dei servizi per Bolzano; la rassegna stampa digitale sulle frecce; ragionamento in corso al suo interno per far reinternalizzare quote di manutenzione dei rotabili, invero esternalizzare anche quella ciclica in caso gli convenga; la persistente incertezza per l’affido dei servizi regionali Piemonte e Valle d’Aosta; la partecipazione alla gara di affido nel Regno Unito del servizio sulla “West Coast”; la volontà di utilizzare Thellò per competere in Francia; introduzione di nuovi treni in Emilia Romagna a partire dalla primavera 2018; la volontà di un’ulteriore rimodulazione dei servizi di biglietterie a favore del sistema digitale.

In pratica, oltre a ignorare completamente i richiami del sindacato rispetto alle intese contrattuali e agli innumerevoli problemi evidenziati dai lavoratori e dagli scioperi regionali già proclamati, hanno anche anticipato un’ulteriore stretta sulle Officine e sulla Commerciale. A togliere i dubbi rispetto al livello di interlocuzione con la società Trenitalia, stamattina è arrivata una convocazione dalla Società che convoca il Sindacato per la manutenzione dei rotabili, materia sulla quale all’Azienda “non tornano i conti”, mentre su tutti gli altri temi non c’è iniziativa, ne parleremo.. Per questi motivi OR.S.A. Ferrovie decide di riaprire in altra maniera le annose vertenze che gravano sulla testa di chi porta veramente “avanti la baracca”. Per questi motivi già ieri sera abbiamo aperto le procedure propedeutiche alla prima azione di sciopero per i seguenti motivi: reintroduzione dei turni rotativi collettivi e cassazione dell’RFR a 6 ore; problemi connessi alla fruizione delle ferie comprese quelle arretrate; disposizioni connesse al guasto del Cab Radio/ARB/Carkit e all’utilizzo del GSM-R; problemi di gestione dei guasti agli organi del dispositivo “vigilante”; individuazione del periodo lavorativo necessario per la lettura e comprensione delle disposizioni inviate sul tablet del lavoratore; attivazione del confronto per l’individuazione del percorso formativo per il mantenimento del certificato europeo e complementare del PdM e il mantenimento delle competenze del personale mobile; problemi connessi alla vivibilità dei mezzi di trazione di Trenitalia, con particolare riferimento alla manutenzione e riparazione dei sistemi di sicurezza, del microclima, della rumorosità e la pulizia dei mezzi; verifica dei locali adibiti a sale sosta; qualità scadente di alcune strutture adibite alla fruizione del riposo fuori residenza; accertamento dei tempi di spostamento impianto > struttura e viceversa e dei tempi necessari alla fruizione del pasto; individuazione dei tempi di lavoro necessari per il servizio oggetti rinvenuti; riduzione dei requisiti di sicurezza afferenti le anormalità porte accesso treni; iniziative unilaterali in merito alla geografia degli Impianti e mancata copertura organici; confronto sul reticolo manutentivo di Trenitalia S.p.A. e internalizzazione delle attività; confronto sul reticolo di assistenza e vendita sia per la Divisione PLH sia per la DPR, sui canali di vendita indiretta e sulle attività post vendita. Ci troviamo in un momento fondamentale per la nostra categoria, la burocratizzazione dell’Impresa tenta di polverizzare le particolarità del nostro lavoro. Tutti parlano di maxi sistemi, di internazionalità e di finanza, dei problemi quotidiani dei lavoratori non ne parla più nessuno, non fa chic! Vi racconteranno che si apre la stagione degli incontri, magari l’Azienda “mischiando le carte” metterà in calendario anche le rogne di chi sta sulla breccia, nel frattempo però arriva Natale e scade il contratto. La verità è che non c’è alcuna intenzione di risolvere i problemi delle persone e occorre il coraggio di rompere con “el Paron” , riaffermando il ruolo del Ferroviere quale protagonista dell’impresa Ferrovie dello Stato.

In allegati il l'informativa ufficiale

Sulla  mancata sottoscrizione  di  OR.S.A.  -  Ferrovie  si  è  detto  e  fatto  di  tutto  e  com’è  prassi  delle altre  Organizzazioni sindacali,  siamo  finiti per l’ennesima volta  a tavoli separati:  in quest’occasione in  Mercitalia Rail.  In  pratica,  la filosofia sindacale  in  atto  nel Gruppo  F.S.I.  prevede  che  chi  non è d’accordo   “viene  messo  in  castigo”.  L’aspetto  ancora più  avvilente  della faccenda è  che  di  tutte  le innumerevoli volte  che  siamo  finiti a tavoli separati non  è  mai stata un’iniziativa aziendale,  che invece  beneficia  della divisione  sindacale.   Un  comportamento  che  si  è  inteso  adottare  per i  soli  rapporti  tra  sindacati.  Infatti,  al Gruppo  FSI che  sta  eludendo  pezzi fondamentali  del CCNL  (superamento  IVU,  patente  A  4,  tutela dell’inidoneità  prevista  in  polizza  solo  per una  parte  dei  lavoratori,  riorganizzazione  di  R.F.I.  che non  si  completa,  etc.)  non  viene,  fino  ad  ora,  dedicata  la stessa attenzione.   Premesso  che,  come  abbiamo  avuto  modo  di  dimostrare  non  ci preoccupano  i  tavoli separati, nonché  gli strascichi e  le  dovute  repliche  rispetto  al mancato  accordo  di  OR.S.A.  -  Ferrovie,  i  veri motivi per cui non  abbiamo  condiviso  l’accordo  in  Mercitalia sono  tutt’altro  che  di  opportunità. Riteniamo  l’accordo  INUTILE! 

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