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Dalla Locomotiva alla Cassa da Morto

Come affermava un senatore della Repubblica a sostegno delle nostre rivendicazioni in merito all’aumento degli anni di pensione del PDM da 58 a 67 anni…… 

“ DALLA LOCOMOTIVA ALLA CASSA DA MORTO “

 In una trasmissione televisiva di LA7 di circa 2 anni fa un Senatore della Repubblica venuto a 

conoscenza dell’aumento irragionevole dei limiti pensionistici dei macchinisti da 58 a 67 anni grazie alla riforma Fornero, atteso che l’aspettativa di vita di questi Ferrovieri è 64 anni, affermava con determinazione che “ l’Italia deve far giustizia in questi casi “ riferendosi al fatto che tale aumento è stato determinato da un errore ( anziché scrivere “il presente comma “ si è scritto “ il presente articolo “ equiparando il lavoro dei macchinisti, Capotreni e Manovratori a quello di qualsiasi altro lavoratore ) e non dalla volontà del legislatore. I macchinisti Italiani stanno aspettando ormai da anni questa “ giustizia “ e nel mentre lavorano di notte, di giorno, a Natale a Capodanno, con la neve, con 35’ gradi, con turni aciclici, spesso senza pranzare o cenare, a volte senza un riposo adeguato e arrivando a lavorare 17/18 ore in un giorno solare in barba a qualsiasi legge che vieta appunto questa “ spremitura “. Il danno immane che in questo paese si sta realizzando non è tanto il decesso di qualche Ferroviere inconsapevole vittima di qualche patologia legata allo stress, piuttosto è l’enorme conto che le nuove generazioni si troveranno a pagare in termini di costi sanitari fuori controllo dovuti ad un inevitabile innalzamento delle malattie più disparate legate a questa schizofrenia industriale e politica. L’unico soggetto che ci guadagna e che fa profitto ( a spese di TUTTI i cittadini italiani ) è l’impresa che spreme il lavoratore eppoi cerca di evitare di accollarsene eventuali “ costi “ dovuti alle ormai frequenti inidoneità al ruolo di Macchinista. Un meccanismo che apparentemente danneggia solo il lavoratore in realtà, come dice il senatore, da un lato una grande ingiustizia e dall’altro conti economici che andranno fuori controllo e un sistema sociale fallimentare perché scarica sui giovani e sulla collettività i costi frutto dell’iper sfruttamento contrattuale al fine di generare enormi profitti solo per “ i pochi “. Non abbiamo parlato di sicurezza perché in questo paese sappiamo che cosa provoca sedimentare o trascurare situazioni Ferroviarie border - line. Quindi se giustizia deve essere, il senatore, oggi che è saldamente al governo, può tranquillamente prodigarsi per ottenerla, se invece tale presunto errore non verrà sanato avremo assistito ad un'altra trasmissione televisiva priva di ogni significato. Vogliamo credere che il cambiamento sia in atto, lo vogliamo credere fermamente anche per tutelare le giovani generazioni di cittadini e Ferrovieri ignare di quanto potrebbe accadere. Noi vogliamo ricordarlo alla politica e ai dirigenti di aziende Ferroviarie nel mentre, ogni giorno e ogni notte, facciamo correre i treni.

Il Coordinamento Nazionale Macchinisti Uniti