Pisa Principio Incendio Treno di Cloro

 

Pisa: principio incendio a treno di cloro, si è rischiata una 'Viareggio 2'

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LA CAUSA FORSE IL SISTEMA FRENANTE

GRANDE ALLARME TRA I FERROVIERI

Ieri sera, intorno alle alle 21 e 30, il treno merci 56326, proveniente da Rosignano (Livorno) carico di cloro* e diretto a Genova, è stato fermato  dall'allarme lanciato via radio dal macchinista di un altro treno che vedendo i bagliori delle fiamme e delle scintille sotto le cisterne ha bloccato la circolazione.

Il fatto è accaduto nei pressi del bivio Mortellini, alle porte di Pisa, a circa 30 chilometri da Viareggio. La causa sarebbe da ricercare

nel malfunzionamento dell'impianto frenante della prima cisterna. Restando serrati i ceppi sulle  ruote mentre il treno prosegue la marcia, si sviluppa, a causa del fortissimo attrito, una enorme quantità di calore e scintille che possono rendere incandescenti ruote e carrello e, in casi estremi, portare alla fusione di alcune parti, con conseguenze potenzialmente disastrose.

Quando ciò avviene su cisterne cariche di sostanze tossiche, nocive, infiamabili o esplosive il rischio diviene grave e concreto. Anche se risulterebbe che tutto si sia risolto per il meglio, è del tutto comprensibile il notevole allarme suscitato tra i ferrovieri di tutta la zona poiché l'inconveniente è avvenuto a pochi chilomentri da Viareggio. Dopo 10 minuti, infatti, il convoglio sarebbe transitato nella stazione teatro della strage del 29 giugno 2009.

Fortunatamente, la casualità ma anche la prontezza di tutti i ferrovieri in servizio sui treni e nelle sale operative, ha evitato che la situazione divenisse critica. Il treno è stato fermato per i doverosi controlli. E riteniamo che saranno completi e rigorosi. 

Torna così alla ribalta, a 25 mesi esatti dalla strage, la questione irrisolta dell'affidabilità e della sicurezza dei carri che trasportano merci pericolose: sono macchine che dovrebbero essere mantenute in perfetto stato e perfettamente funzionanti, più dei proverbiali orologi svizzeri, invece, nonostante quanto è accaduto a Viareggio il 29 giugno di due anni fa, viaggiano in condizioni che si dimostrano, ancora troppo spesso, inadeguate. 
Non conosciamo chi siano i proprietari dei carri-cisterna coinvolti ma siamo convinti che l'impresa ferroviaria che li trasporta e il Gestore Infrastruttura che li accoglie sulla rete abbiano comunque il dovere di accertarsi della loro conformità e del loro corretto funzionamento.

Auspichiamo che l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria ANSF e le altre autorità preposte intervengano per intensificare i controlli e garantire il massimo della sicurezza possibile, per le persone e l'ambiente.

Pisa, 2 agosto 2011